Omeopatia

Perché è fondamentale per la tua salute curarti con l’Omeopatia


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Perché è fondamentale per la tua salute curarti con l’Omeopatia
Per quale motivo curarsi con l'Omeopatia dovrebbe portare a risultati migliori rispetto ad un trattamento allopatico?

Noi omeopati siamo l'ultima spiaggia. I pazienti che arrivano da noi sono stati già avvelenati, mutilati e depredati dei risparmi di una vita. Eppure sono convinti di aver fatto bene ad andare prima di tutto da medici 'veri'. Se solo sapessero su quali falsità si basa il modello della medicina moderna!

 

Non fraintendetemi: in realtà è giustissimo richiedere una diagnosi medica adeguata, semplifica anche il lavoro dell'omeopata. Ma, oltre a questo ovvio beneficio, spesso la medicina moderna si allontana dalla retta via e, sbandando pericolosamente, finisce col precipitare in un baratro. Sicuramente c'è un punto debole, ma quale? Il problema è che la medicina tradizionale attribuisce ai sintomi il valore di  malattia! In realtà i sintomi rappresentano il massimo sforzo dell'organismo per autocurarsi. Di  conseguenza la medicina moderna combatte contro le forze più sane dell'organismo e non cura quelle malsane e caotiche.

 

Certo, agli studenti di medicina viene insegnato correttamente tutto sulle risposte immunologiche: per esempio, che la febbre è un tentativo di una parte del corpo di bruciare i batteri e altri ospiti sgraditi, eppure la terapia della febbre consiste nel sopprimerla! È proprio questa la meta del modello medico attuale: la soppressione.

Pensiamoci un attimo: soppressione non è sinonimo di eliminazione, ma significa 'tenere sotto controllo'. Perché dovremmo tenere sotto controllo il nostro sistema immunitario?

 

I sintomi dimostrano la vitalità: se si manifesta un sintomo molto forte, per esempio, una febbre alta, come di solito hanno i bambini, significa che il sistema immunitario è forte e sano. Ma, dal nostro punto di vista deviato, entriamo in panico quando ci troviamo davanti a sintomi del genere e vorremmo arrestarli immediatamente! Noi omeopati pensiamo che questa situazione non sia negativa, che non serva a niente sopprimere le espressioni del sistema immunitario, anzi, che in questo modo si precipiti in una continua spirale discendente di malattie e si diventi sempre più dipendenti da antibiotici, lassativi, spray nasali, broncodilatatori, antinfiammatori, sonniferi e antiacidi. Perché? Perché un organismo sano continuerà a 'buttar fuori' sintomi finché rimane inalterata la 'predisposizione' sottostante, predisposizione che il sistema medico tradizionale di ricerca e gestione a senso unico dei sintomi non tiene in alcun conto.

Il vostro medico vi ha mai domandato che tipo di vita fate, cosa mangiate, cosa bevete, a quanto stress siete sottoposti? I pazienti di un omeopata rimangono sempre sorpresi quando viene chiesto loro: Cosa le piace mangiare? Che effetto le fanno certe condizioni climatiche, certe temperature atmosferiche? Quando fa più fatica ad adattarsi? Si può così scoprire che, per esempio, il mal di schiena di un paziente è cominciato da quando dorme su un letto particolare o usa una coperta elettrica.

 

Appena siamo certi di aver rimosso gli ostacoli alla guarigione o i fattori che hanno scatenato o continuano a mantenere in vita il disturbo, cerchiamo di trovare un rimedio omeopatico che assomigli (sia simile a) piuttosto che diverso, o contrario, ai sintomi del paziente. Dobbiamo fare amicizia col sistema immunitario dell'organismo, sostenerlo, non esserne antagonisti e, che ci crediate o no, l'organismo dimostra di apprezzare questo nostro impegno!

 

Per spiegare come mai un rimedio simile ('omeo' deriva dal greco e significa 'simile') funziona, mentre un medicinale 'contrario', dopo un breve periodo di palliazione, provoca un aggravamento, bisogna capire alcune cose. Come ho già detto, il nostro organismo è programmato geneticamente per produrre sintomi quando è malato - è un suo modo di difendersi dalla malattia - e la risposta immunitaria è istintiva e persistente. Finché non viene rimossa la causa, il sistema immunitario continua a produrre sintomi ed essi si conservano, leali e fedeli al nostro interesse, fin quando abbiamo abbastanza forza per produrli. Il medicinale 'alternativo', quindi, non li blocca. Se, invece, il sistema immunitario 'si arrende' e smette di combattere, non è un buon segno. "Guarda un po', sto meglio! Finalmente mi è passato lo sfogo della pelle, dopo cinquanta applicazioni di cortisone!".

 

Ma perché dovrebbe avere risultati migliori un rimedio simile, o omeopatico? E cosa intendo per 'simile'? I rimedi omeopatici (palline di zucchero da sciogliere in bocca), dati in grandi dosi, provocano gli stessi sintomi che ha il paziente. Si potrebbe definirli 'immagini speculari' della malattia di quel paziente. In natura i simili si respingono. Due poli di una calamita dello stesso segno non si attraggono. Analogamente due malattie simili che coesistono nello stesso organismo si respingono e in quattro e quattr'otto se ne vanno! La prima persona ad osservare questo e a dire che 'il simile cura il simile' fu Ippocrate, proprio il medico che ha stilato il 'giuramento' dei medici moderni. Ma chi ha fatto diventare questa osservazione un metodo completo di medicina fu Samuel Hahnemann, medico del XIX° secolo.

 

"Due malattie, di natura diversa ma molto simili come manifestazioni ed effetti... si annullano a vicenda, sempre e immancabilmente, appena si incontrano in un organismo..."

 

"Quando il morbillo viene a contatto con una malattia simile al suo sintomo principale – l'eruzione - , essa lo annienta e cura omeopaticamente il morbillo. Così, come osserva Kortum, un'eruzione erpetica cronica venne curata ('omeopaticamente') rapidamente, completamente e stabilmente da un episodio di morbillo. Un'eruzione miliare estremamente bruciante della gola, viso e braccia, che durava da sei anni, aggravata ogni volta che cambiava il tempo, venne ridotta a un semplice gonfiore cutaneo quando il paziente contrasse il morbillo, e, una volta curato il morbillo, non si ripresentò più..."

 

"Esistono due terapie principali:... quella omeopatica e... quella allopatica ['allo' deriva dal greco, significa 'opposto' e si riferisce alla pratica di medicina tradizionale attuale]. Esse sono una il contrario dell'altra... Le terapie dolci sono esclusivamente omeopatiche..."

 

"La mia critica al [metodo allopatico di] usare i farmaci è diretta all'errore fondamentale di prescrivere solo in base ai sintomi... che sono solo una parte del tutto..."

 

"Fra tutti i casi in cui sono stati usati antipaticamente [allopaticamente] dei farmaci per disturbi cornici o persistenti, ce n'è forse uno in cui un sollievo temporaneo non sia stato seguito da un peggioramento, non solo dei sintomi alleviati all'inizio, ma di tutta la malattia? Qualunque osservatore coscienzioso ammetterà che dopo un breve miglioramento antipatico, in tutti i casi, senza eccezione, è intervenuto un aggravamento... I sintomi principali di una malattia cronica non sono mai stati trattati, finora, in questo modo antipatico senza ricomparire dopo poche ore, spesso in forma più grave...".

 

"Si dice che una tendenza cronica alla stitichezza possa essere corretta da forti dosi di purganti e lassativi. Essi provocano un'irritazione dell'intestino che produce evacuazioni frequenti, ma la loro azione secondaria è di costipare ancor di più..."

 

"L'acqua fredda produce un sollievo immediato a una grave ustione, ma poi il dolore aumenta incredibilmente, perché l'infiammazione aumenta propagandosi ai tessuti circostanti".

 

"Gli allopati trattano l'ostruzione nasale cronica... con rimedi che provocano starnuti e secrezione di muco, ma non si accorgono che questa terapia antipatica produce effetti secondari che aggravano progressivamente il disturbo, tanto che il naso si ostruisce ancor più di prima..."

 

"Il medico... si rallegra di aver costretto a rallentare per molte ore il polso arterioso piccolo e rapido del cachettico con la prima dose di digitale. Ma si tratta dell'azione primaria della droga, e in breve il cuore torna a battere al doppio della velocità di prima. Dosi più forti e più ravvicinate del medicinale sono sempre meno efficaci e alla fine non riescono più a rallentare la velocità del polso. Inoltre l'azione secondaria rende il polso sempre più piccolo, scompaiono il sonno, l'appetito e la forza fisica e la morte è imminente".

 

Le parole di Hahnemann hanno un significato inequivocabile: meglio curarsi prima di tutto con l'omeopatia!



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