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La Cura Naturale dei tuoi Occhi: 10 lezioni per una vista migliore


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La Cura Naturale dei tuoi Occhi: 10 lezioni per una vista migliore

Se vi prendete cura della vostra vista, non solo vedrete meglio, ma vi sentirete anche meglio, e questo avrà un effetto positivo sul benessere di tutto il corpo. In aggiunta agli esercizi finalizzati a combattere condizioni patologiche e disturbi specifici, ho ideato 10 lezioni che s'inseriscono perfettamente nel nostro tran tran quotidiano. Sono esercizi fondati sui miei 7 princìpi per una vista sana.

- Profondo rilassamento
- Adattarsi alla frequenza della luce
- Osservare i dettagli
- Guardare a distanza
- Allargare la vista periferica
- Bilanciare l'uso dei due occhi
- Coordinazione occhio-corpo

Sono i princìpi essenziali per una visione in salute, e si ottengono praticando diligentemente gli esercizi per gli occhi che trovate in questo capitolo.

Lezione 1 - Le oscillazioni ampie
Non dimenticherò mai il mio incontro con Alan, un giovane banchiere franco-canadese che, ritornando a casa dopo una riunione di lavoro, si addormentò al volante e, svegliandosi tre giorni dopo, si ritrovò in cura intensiva. Quando si risvegliò scoprì che il suo osso frontale era stato sostituito con del titanio e aveva perso completamene la vista. Il nervo ottico dell'occhio sinistro era distrutto completamente e quello destro quasi del tutto. Ma una piccola parte di tessuto era rimasta e Alan si accorse di avere ancora qualche stimolazione visiva.

I medici pensarono che soltanto il 4% della funzionalità del nervo ottico non sarebbe stato sufficiente per fargli recuperare un po' della vista. Alan sentì parlare del mio libro The handbook of self-healing (Penguin Books, 1994) dove suggerivo alle persone con diagnosi per cecità di lavorare con luci intermittenti in una stanza buia. Alan sperimentò gli esercizi e le tecniche riportate nel libro e quel piccolo brandello di nervo ottico si risvegliò. Mi chiamò a San Francisco e fissammo una serie di appuntamenti per la terapia. Alan doveva essere guidato dalla sua ragazza per entrare nello studio, poiché non vedeva la maggior parte degli oggetti. Il suo cervello non sapeva ancora come poter utilizzare quel piccolo pezzo di tessuto del nervo ottico rimasto sano nell'occhio destro.

Durante la prima seduta ci allenammo con le “oscillazioni ampie”. Alla fine, Alan disse: «Noto che ci sono dodici oggetti nella stanza che prima non vedevo». In pochi minuti il suo senso di orientamento crebbe ancora. Alla fine della serie di sessioni fatte insieme, non aveva più bisogno di essere guidato. Con le oscillazioni ampie Alan è riuscito a sviluppare il senso dello spazio.
L'esercizio ha lo scopo di sviluppare un senso di fluidità e flessibilità che permette di vedere i dettagli più facilmente, di adattarsi alla luce e ad abitudini visive più corrette.

Come eseguire correttamente le oscillazioni ampie
In posizione eretta, con i piedi a una distanza leggermente maggiore della larghezza delle anche e con le ginocchia leggermente piegate, tenete il dito indice a circa trenta centimetri dal viso puntandolo verso l'alto. Guardate ora il dito con uno sguardo leggero. Se siete ciechi, o avete una vista molto debole, anche con lenti correttive molto forti, potete osservare indice e medio insieme. Mentre guardate il dito (o le dita), ruotate il busto da un lato all'altro. Mentre oscillate verso destra, lasciate che il tallone sinistro si alzi leggermente dal terreno. Quando ruoterete verso sinistra sarà il tallone destro a staccarsi dal suolo. Se la mano si stanca, potete cambiarla. Ripetete le oscillazioni almeno venti volte.

Avrete la sensazione che ogni cosa sullo sfondo si muova in direzione opposta a quella del vostro dito, come il paesaggio che sfreccia mentre guardate fuori dal finestrino di un treno. Cercate di percepire il senso di rilassamento che si manifesta quando non avete la necessità di mettere a fuoco alcun oggetto. Muovetevi verso destra e il mondo si sposta a sinistra. Muovetevi verso sinistra e il mondo si sposta a destra.
Tenete il dito orizzontalmente di fronte al viso. Muovetelo quindi su e giù verticalmente, inclinando la testa insieme con il dito. Ricordate di mantenere uno sguardo leggero. Quando alzate la testa, ogni cosa sullo sfondo sembra muoversi verso il basso e, quando la abbassate, tutto sembra andare verso l'alto.

Poi, tenete il dito davanti al viso e iniziate l'oscillazione ampia puntando il dito verso l'alto, come descritto precedentemente ma questa volta, mentre ruotate da una parte all'altra, piegatevi all'altezza della vita e, a mo' di pendolo, oscillate con il corpo disegnando un semicerchio fino all'altezza del ginocchio. Non portate mai la testa a un'altezza più bassa, ma continuate a oscillare fino a quando il braccio è completamente disteso, e state sempre guardando il dito. L'esercizio dovrebbe rilassare ancora di più gli occhi.

Il passo successivo è molto importante: comprendere dove si visualizza l'oscillazione ampia. Chiudete gli occhi e fate il movimento con il corpo, mentre vi immaginate che il mondo si sposti avanti e indietro passando davanti ai vostri occhi. Ogni cosa che visualizzate si muove nella direzione opposta. Quando ruotate a destra, tutto ciò che vi circonda si muove a sinistra e, quando vi spostate a destra si muove a sinistra. Ricordatevi che avete visto gli oggetti muoversi in questo modo, e ora aprite gli occhi e continuate l'esercizio.

Guardando in questo modo, smettete di usare gli occhi in modo fisso. Diventa molto più facile osservare i dettagli e battere le ciglia. Ricordate a voi stessi di battere le palpebre. Blinking (cioè battere le ciglia) aiuta a rilassare.

Quando ho iniziato a lavorare sulla mia vista, avevo un costante nistagmo, che è un veloce e involontario movimento del bulbo oculare, causato dal continuo sforzo nel cercare di vedere il mondo, senza avere alcun successo. Così mi sono allenato a fare oscillazioni ampie per quaranta minuti al giorno, e subito il persistente movimento agli occhi è rallentato. Avevo la sensazione che dalle mie pupille entrasse più luce; cominciarono poi a delinearsi i dettagli e, quando cominciai a osservare i particolari dalla finestra o nei libri sugli scaffali, questi diventavano sempre più nitidi. Le oscillazioni ampie mi hanno preparato il cervello per altri nuovi esercizi.

Quando farete pratica con gli esercizi che seguono le oscillazioni ampie, li interiorizzerete meglio, perché avrete rilassato le tensioni e la rigidità del cervello. Gli stessi esercizi inoltre vi aiutano a trarre vantaggio da altre tecniche visive.

Non dimenticherò mai quando giravo per le strade di Tel Aviv con il mio istruttore visivo Jacob, che allora aveva 16 anni. Mi diceva di osservare un palazzo pieno di finestre. Nell'angolo basso delle finestre vedevo quadratini neri e sfuocati che poi scoprii essere impianti di condizionamento. Seguendo le istruzioni di Jacob, passavo dal guardare la finestra all'osservare l'impianto, avanti e indietro. Ciò avvenne per tutta l'estate, senza capire perché lo stavo facendo. Lentamente, guardando finestre e impianti, si consolidò un nuovo automatismo: l'abitudine di guardare senza fissare. Le oscillazioni ampie mi aiutarono così ad alleviare quella rigidità che mi impediva di guardare i particolari, e permisero quindi al programma di consolidarsi.

Le oscillazioni ampie sono considerate un esercizio integrativo perché sciolgono lo stress cui si è abituati. Chi porta occhiali spessi, con un punto focale molto preciso, sforza di continuo gli occhi in modo eccessivo, così che trova poi difficile guardare il mondo con la giusta attenzione. Guarda senza vedere i dettagli, in parte per l'affaticamento e in parte per le cattive abitudini acquisite sforzandosi di vedere. Le oscillazioni ampie spezzano quelle tensioni. Mediante questo esercizio non potete fissare qualcosa, e dalle vostre pupille riuscirà a entrare più luce e perciò non avrete bisogno di sforzare gli occhi per far registrare il nuovo programma al cervello.
L'esercizio delle oscillazioni ampie aiuta anche a incrementare la visione periferica e il senso d'orientamento. Non dovete farlo sempre per quaranta minuti alla volta: anche due minuti, o venti oscillazioni, saranno utili a sciogliervi. Dovete pensare questo esercizio come un riscaldamento prima dell'allenamento.

Lezione 2 - Guardare lontano
Non è un caso che la nostra scuola sia localizzata vicino alla spiaggia. Ci vollero ben cinque anni per convincere le autorità di San Francisco e i comitati di quartiere a permetterci di operare in questa zona residenziale. È una sistemazione ideale perché guardiamo le onde ogni giorno e utilizziamo nel nostro lavoro la loro spumeggiante bellezza. Risplendono nella luce solare e hanno diverse colorazioni, persino nella nebbia. Potete sempre vedere le onde da qui, anche se il tempo è grigio.
Guardate le onde. Guardate il cielo. Guardate le nuvole. Guardate le colline e le valli. Se non siete vicino alla spiaggia, guardate i palazzi fuori dalla finestra.

Quando guardate vicino (come quando fissate lo schermo del computer), sforzate gli occhi senza accorgervene. Il muscolo ciliare si contrae e cambia la forma del cristallino da piatta a curva. Quando guardate a distanza, invece, il muscolo ciliare si rilassa e i legamenti di sospensione mantengono il cristallino piatto e flessibile.

Molte persone sono abituate ad affaticarsi guardando per la maggior parte del tempo il computer, la televisione e leggendo libri. Prestano attenzione ai contenuti ma non al loro occhio, che conseguentemente si affatica. Guardare vicino implica sforzo. Guardare con noia implica sforzo. Quando vi ostinate su quel progetto al computer, o su quel programma alla televisione, o su leggere un libro, sforzate gli occhi, anche se siete consapevoli dello stress.

Assicuratevi che il viso sia rilassato e che la mandibola non sia serrata. Rilassate e riposate gli occhi. Se possibile, concedetevi qualche ora lontano da attività che impegnano la vista da vicino. Anche se dovete finire un progetto entro una scadenza, fatevi un favore e prendetevi dieci minuti per riposare gli occhi guardando in lontananza. Osservate come si muovono le onde o le nuvole. Guardate lontano.

Non guardate mai a una distanza inferiore ai quaranta metri, perché avete bisogno di riposare gli occhi dal guardare vicino. Sappiate che, quando guardate lontano, non dovete mettere a fuoco qualche punto in particolare; potete passare invece il vostro sguardo su diverse zone dell'area che state guardando. Ricordate di battere le palpebre evitando di sforzarvi per vedere. Se vedete sfuocato, lasciate che sia sfuocato.
Per almeno dieci minuti ogni giorno, guardate lontano. Se portate filtri correttivi, siate coraggiosi: rimuovete le lenti a contatto, toglietevi gli occhiali e permettete agli occhi di godersi una ventata di aria fresca. Una mia studentessa di San Francisco un giorno venne da me e mi disse che, dopo due settimane e mezzo che non si era messa le lenti a contatto, cominciava a trovarsi a suo agio nel sentire l'aria che batteva sugli occhi. È una buona abitudine che riduce la dipendenza agli occhiali o alle lenti, e rafforzerà progressivamente l'intero sistema visivo.

Guardare lontano aiuta a prevenire la cataratta
Se riuscite a condividere questo semplice principio con altre persone, collaborerete a creare una rivoluzione mondiale, dando il contributo a evitare la prognosticata epidemia di cataratta. Moltissimi medici sanno che, presto o tardi, la maggior parte delle persone contrarrà la cataratta. Guardare lontano può prevenire l'inizio del manifestarsi delle cataratte di massa, perché restituisce ai cristallini la piena mobilità e vitalità.
Sono consapevole del fatto che, anche se farete questo esercizio tutti i giorni, non guarderete mai a distanza tanto quanto sarebbe richiesto, ciò nonostante guardare lontano per otto o dieci minuti, per tre volte il giorno, permetterà almeno agli occhi di riposare e riequilibrarsi dallo stress di guardare vicino.

Lezione 3 - Esplorare la visione periferica
È impossibile sforzare gli occhi se si usa la visione centrale e contemporaneamente ci si concentra su quella periferica. Culturalmente, abbiamo represso parti dell'occhio che ci aiutavano a vedere bene in modo naturale. È una repressione inconscia. Abbiamo soppresso la visuale periferica perché è diventata superflua per il nostro stile di vita. Mentre mettiamo a fuoco ciò che abbiamo di fronte, semplicemente non prestiamo più attenzione a ciò che ci circonda. Al contrario, i nostri antenati avevano la necessità di controllare il loro ambiente; nella giungla non dureremmo più di una settimana se non curassimo la visione periferica: potremmo essere mangiati oppure morire di fame se non ci accorgessimo di ciò che sta intorno.

Noi evitiamo di vedere che cosa succede nella nostra vista periferica per poterci concentrare sul computer, sui documenti di lavoro e per non essere distratti da quello che succede intorno. Ci concentriamo sulle cose a portata di mano e cerchiamo di non venire distratti dalla bellezza da cui siamo circondati. Quando perdiamo di vista la periferia, lo sforzo sulla visione centrale diventa maggiore, e con il tempo la useremo in modo sempre meno efficiente. Usare gli occhi in questo modo provoca stress alla vista centrale, facendone diminuire la nitidezza fino a perderla completamente. Nell'ambiente scientifico viene spesso menzionata una frase in inglese, Use it or lose it, che riassume il concetto “usalo o perdilo”, ovvero, in assenza di una stimolazione costante il cervello, un muscolo, la vista tendono ad adattarsi, provocando, o accelerando, un lento e graduale declino del loro funzionamento. Con il tempo si perdono i collegamenti con il cervello, con i nervi ottici e le cellule, chiamate bastoncelli, che permettono la visione periferica. In combinazione con eredità genetiche, quest'anomalia può causare il glaucoma.
Ciò che dobbiamo fare ora è allenare la vista periferica.

Esercizio 1 per la vista periferica: guardare a distanza
Sedetevi comodamente in un posto dove potete vedere in lontananza qualcosa che vi piace. Mentre guardate lontano, muovete le mani ai lati della testa per suggerire agli occhi che esiste un circondario. Non guardate le mani che si muovono, ma continuate a guardare a distanza. Date una possibilità agli occhi di riconoscere il movimento delle mani.
Muovete le mani in modo che le dita siano puntate verso di voi e i polsi siano sciolti. Fatelo per un minuto o due. Mentre lo fate, dovreste sentire gli occhi che lasciano andare le tensioni: il rilassamento degli occhi è di vitale importanza per la salute visiva.

Esercizio 2 per la vista periferica: piccoli pezzi di carta
Tagliate un pezzo di carta opaca (di circa tre centimetri per cinque) e applicatelo orizzontalmente con nastro adesivo alla radice del naso, in modo che i lati più larghi siano centrati davanti agli occhi. Ostruirà parte della vostra visuale.
Camminate in un ambiente familiare con il pezzo di carta sul naso per un minuto o due. Ora sedetevi e agitate le mani a lato del viso come avete fatto prima. Alzatevi e sedetevi ripetutamente, muovendo su e giù tutto il corpo e sventagliando contemporaneamente le mani. Mentre fate questo esercizio, il cervello si accorge dell'esistenza di una periferia con la quale solitamente non si collega.
Un tempo le persone camminavano di notte, a volte nel buio totale e a volte alla luce lunare e delle stelle. Immaginatevi quanto poteva essere importante accorgersi di cose che si muovevano nella loro periferia di notte! Per milioni di anni i nostri antenati hanno camminato in questo modo. Ora abbiamo i lampioni per le strade delle città e le nostre cellule periferiche sono raramente utilizzate, perché sono fatte per vedere prevalentemente nel buio.

Muovere le mani lateralmente risveglia le cellule periferiche perché i bastoncelli della retina sono stimolati più dal movimento che dagli oggetti immobili; al contrario i coni reagiscono meglio di fronte a immagini ferme. I coni si trovano principalmente nella parte centrale della retina (la macula) e sono usati per guardare i particolari. Un notevole numero di cellule della retina è costituito dai bastoncelli, che si attivano con il movimento. Quando alleniamo i bastoncelli, togliamo molto lavoro ai coni superaffaticati e li facciamo funzionare meglio.

Il cervello, invece di dare un comando all'occhio di sforzarsi di vedere a tutti i costi un'immagine, gli comanderà di guardare senza sforzo e con leggerezza, in modo che possiate vedere meglio il paesaggio nel suo insieme. Applicate alla radice del naso un pezzo di carta più lungo (circa tre centimetri per dodici) e ripetete l'esercizio. In seguito utilizzatene uno di circa tre centimetri per venti. Bloccando così la maggior parte della visione centrale e una parte della vista periferica, scoprirete un'area visiva della periferia che difficilmente avete utilizzato in modo conscio. Ora riprendete il pezzo di carta di media misura e ripetete l'esercizio. Poi passate a quello più piccolo e ripetete l'esercizio per l'ultima volta. Il pezzo di carta vi sembrerà ancora più piccolo, perché la zona di cervello prima inutilizzata ora è impegnata nella vista periferica.
Per finire, togliete dal naso il pezzo di carta piccolo, alzatevi in piedi e praticate l'oscillazione ampia in modo da permettere al cervello di assimilare l'esercizio appena fatto.

Lezione 4 - Sunning e skying
La pratica del sunning
Stare al sole per un po' ogni giorno può fare una grande differenza in termini di benessere.
Dagli anni Ottanta i medici ci hanno avvertito del pericolo di esporsi al sole. Ora hanno compreso il beneficio della luce solare e raccomandano di starci un po' ogni giorno. Il sole è uno dei migliori nutrienti che la natura ci ha dato; è comunque fondamentale adattare gli occhi alla sua forte luce. La pratica del sunning è un esercizio fantastico per questo scopo, oltre che per rilassare gli occhi, anche per aiutarvi ad avere sonni tranquilli.

Venne da me una signora che soffriva di una terribile insonnia, non aveva dormito per molte notti e aveva un livello impressionante di tensione. Le insegnai il sunning e le feci un massaggio al sole. Dopo la sua prima seduta tornò a casa e dormì senza interruzione per tutta la notte; dopo sole tre sessioni alla nostra scuola, ci disse che aveva dormito molto meglio. Questo succedeva molti anni fa. Oggi pratica sunning quotidianamente e non ha più esperienze di perdita di sonno.

Attualmente i medici ci suggeriscono di non esporci al sole se non prima delle dieci del mattino e dopo le cinque di pomeriggio. La mia opinione è che a volte dovremmo esporci al sole anche a mezzogiorno. Se siete sensibili alla luce, dovreste iniziare a fare sunning il mattino presto o poco prima del crepuscolo, o per soli cinque minuti per volta nelle ore centrali del giorno.

Per iniziare la pratica del sunning è sufficiente che chiudiate gli occhi rivolgendovi al sole. Poi, muovete la testa da una parte all'altra, ruotandola da spalla a spalla. Con il sole in faccia, lo sfintere della pupilla si contrarrà. Girando la testa verso la spalla, il muscolo dilatatore allargherà la pupilla, anche se gli occhi sono chiusi. Alcuni trovano più semplice ruotare la testa di 180° da spalla a spalla, ma se trovate quest'ampia rotazione difficile, mentre girate la testa portate la spalla opposta leggermente avanti: vi aiuterà a muovere la testa fino all'altra spalla e a compensare per i limiti del movimento fino a quando vi scioglierete. Più praticherete questo esercizio e più migliorerà la vostra flessibilità.

I movimenti non devono essere né veloci né lenti. Rilassatevi, respirate lentamente e profondamente, e visualizzate il sole che con la sua luce ed energia stia penetrando nel viso nutrendo i vostri occhi e la vostra mente. Le palpebre devono essere chiuse delicatamente, senza serrarle o strizzarle. Dovete chiuderle come se steste andando a dormire. Meno strizzate le palpebre e più gli occhi si rilasseranno.

Quando andavo a scuola, facevo sunning durante un campeggio estivo e una ragazza, vedendomi muovere la testa da un lato all'altro, mi disse: «Perché continui a dire di no? Non puoi dire di sì?». Così iniziai a muovere la testa su e giù come se stessi annuendo, ed ebbi una rivelazione. Notai che il nuovo movimento permetteva alla luce di raggiungere gli occhi con una variazione d'angolature molto più ampia, risvegliandone più parti. Questo esercizio aggiuntivo mi permise una stimolazione maggiore e quindi una più intensa percezione di luminosità e buio. Suggerisco di aggiungere questa variante quando fate sunning.

Ogni volta che percepite la differenza fra gli estremi della luce e del buio, le vostre pupille diventano più forti. Le pupille della maggioranza delle persone oggi sono molto deboli perché indossano occhiali da sole quando sono all'esterno, e questo le indebolisce. Attività involontarie, come quelle del muscolo dell'iride che ha effetto sulla pupilla, ne vengono influenzate. Più create le condizioni per far dilatare e contrarre la pupilla e più renderete forte anche il muscolo dell'iride. Come conseguenza del contrarsi ed espandersi della pupilla, anche la retina beneficerà di luce maggiore e il sangue fluirà meglio verso l'occhio.

Fare sunning è obbligatorio per chi vuole migliorare la vista. Come qualsiasi altro esercizio non è detto che possa creare un cambiamento sostanziale per tutti, ma un numero ragguardevole di pazienti ha avuto un miglioramento visivo e ha ridotto le diottrie degli occhiali dopo aver praticato sunning con costanza. Quando fate una pausa dal lavoro o a scuola, vi consiglio di fare sunning al posto di fumare una sigaretta o bere un caffè.

La pratica dello skying
Skying è un esercizio molto semplice. È simile al sunning ma lo si fa in sua alternativa quando il cielo è nuvoloso. Mettete una mano dietro la nuca e una sulla fronte, applicando una pressione tale da massaggiarvi il cranio mentre girate la testa. Ora muovete la testa da un lato all'altro, come nel sunning, e battete le palpebre rapidamente guardando il cielo.
Dopo due minuti di skying fate un minuto di oscillazioni. Poi fate tre minuti di skying e subito dopo due di oscillazioni. Poi ancora tre minuti di skying e due di oscillazioni. È un esercizio per non strizzare gli occhi, e se fate skying e poi le oscillazioni, entrerà più luce negli occhi e smetterete di strizzarli.

Lezione 5 - Camminata notturna
La camminata notturna è complementare al sunning. L'idea è semplicemente di camminare di notte, al buio, con la sola luce delle stelle e della luna che vi guida.
La maggior parte di noi, anche se vive fuori città, è circondata dal bagliore dell'illuminazione cittadina. Chi vive in zone isolate usa le torce. Abbiamo imparato tutti a vivere con le luci artificiali, ma una volta che ce ne allontaniamo per un po' di tempo, iniziamo a comprendere quanto la luce dei lampioni sia un peso per gli occhi. Certo, siamo contenti di averle, perché illuminano le strade facendone un posto sicuro e permettendoci di fare attività dopo che il sole è tramontato, ma per quanto sia preziosa per le nostre industrie e la nostra sicurezza, ricordiamoci che questa luce costante non è un beneficio per gli occhi. Per questa ragione dobbiamo capire l'importanza degli esercizi (come la camminata notturna) che allenano gli occhi e compensano l'eccesso di esposizione alla luce artificiale.

Ogni volta che tengo un corso di più giorni, dedico una serata a camminare nel buio insieme. È molto piacevole per tutti fare una passeggiata in compagnia in posti come un parco non illuminato da lampioni. Naturalmente può essere pericoloso camminare nell'oscurità, sia che viviate in città sia in campagna, quindi vi suggerisco di andare con un gruppo di amici.

Nel buio della notte sono necessari solo tre-quattro minuti per far dilatare la pupilla di nove volte in più rispetto alla sua larghezza naturale nella luce del giorno. Ci vogliono quaranta minuti per risvegliare i bastoncelli della retina che percepiscono i movimenti nella visuale periferica. Dopo una camminata di circa cinquanta minuti starete finalmente utilizzando il pieno potenziale degli occhi.
La camminata notturna è anche una meravigliosa opportunità per praticare tutti gli altri esercizi che state imparando. Dopo aver trovato un posto carino e sicuro per camminare al buio, preparatevi a sperimentare i numerosi benefìci di questa pratica. Durante il cammino, fermatevi qualche volta per fare le oscillazioni ampie. Datevi il tempo per adattarvi all'oscurità e lasciate che il cervello comprenda il cambiamento che sta vivendo.

Il palming (vedi Lezione 6) è un altro esercizio molto efficace se inserito nella camminata notturna, perché aiuta gli occhi ad adattarsi al buio più facilmente. Se vi sentite al sicuro nel posto dove vi trovate, dopo che gli occhi si sono adattati sufficientemente, potete testare gli esercizi per la vista periferica. Attaccate un piccolo pezzo di carta in mezzo agli occhi e muovete le mani a lato della testa mentre camminate.
Prima della fine della passeggiata avrete risvegliato gli occhi e ricordato al cervello come funzionava in tempi primitivi, prima che la luce artificiale ricoprisse la Terra. Quindi, se siete motivati a migliorare la vista, la camminata notturna è un esercizio efficace e piacevole che consiglio di fare almeno due volte al mese, tempo permettendo.

Tratto dal libro "La cura naturale dei tuoi occhi"



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