Medicina preventiva

Cuore: i normopesi sedentari corrono gli stessi rischi di chi è in sovrappeso



vita sedentaria

Condurre una vita eccessivamente sedentaria nuoce alla salute anche per chi ha un peso nella norma: le persone normopeso che svolgono poca attività fisica, infatti, corrono lo stesso rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare di chi è in sovrappeso. È quanto emerge da uno studio  condotto dall’Università della Florida. Pubblicata sulla rivista di settore American Journal of Cardiology la ricerca dimostra che il 30% degli adulti statunitensi con un peso nella norma è a rischio di infarto o ictus a causa dello stile di vita poco attivo che conduce.

 

Il team di studiosi dell’Università della Florida si è basato sui dati raccolti durante il sondaggio National Health and Nutrition Examination Survey, svolto negli Stati Uniti dal National Center for Health Statistics tra il 2011 e il 2016 e riguardante persone di età compresa tra i 40 e i 79 anni senza una precedente diagnosi di malattia coronarica, ictus o infarto. Sono stati presi in considerazione vari parametri tra cui il diametro addominale sagittale la quantità di esercizio fisico svolto, il tempo trascorso seduti e l’eventuale mancanza di respiro sotto sforzo.

 

A ogni partecipante sono stati anche misurati il diametro addominale sagittale, utile indicatore del grasso localizzato sull’addome, la circonferenza della vita e un indicatore noto come ASCVD (Atherosclerotic Cardiovascular Disease), che indica il rischio di contrarre una malattia cardiovascolare. Gli studiosi hanno così scoperto che il punteggio ASCVD delle persone in sovrappeso è molto simile a quello degli individui normopeso sedentari.

 

“Questo studio ha dimostrato che una vita sedentaria cancella i benefici per il cuore di un peso sano”, ha dichiarato Arch Mainous, autore principale dello studio. “Siamo abituati a pensare che le persone con un indice di massa corporea normale siano sane e a basso rischio di malattie cardiache, ma sempre più spesso stiamo rilevando che quanto si pesa non è necessariamente un indicatore di buona salute”.



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