Medicina preventiva

Italiani al sole e creme protettive: istruzioni per l'uso



crema-protettiva
L'applicazione della crema protettiva, in particolare per le donne, è un'operazione da eseguire correttamente

Rispetto a 10 anni fa gli italiani sono più consapevoli dei rischi delle radiazioni e dell'importanza della prevenzione. A rivelarlo è l'indagine Eurisko Italiani al sole 2001/2011 da cui emerge, rispetto ai dati raccolti nel 2001, un aumento della consapevolezza dell'importanza delle creme protettive.

Se nel 2001 la percentuale delle persone che utilizzava le creme protettive con indice di protezione basso era pari al 3,7%, quelle che usavano fattori medi era l'8,6% e chi usava creme con indice di protezione alto era il 22,6%, quest'anno gli intervistati hanno affermato, in media, che il 13,3% applica creme protettive dalle capacità fotoprotettive basse, il 19,1% medie e il 39,5% alte. Inoltre il 55% degli intervistati ritiene che gli indici di protezione alti non impediscano l'abbronzatura.

Qual è però il modo corretto per una copertura ottimale del corpo? Dagli esperti, le istruzioni per l'uso delle creme protettive.

L'applicazione della crema protettiva, in particolare per le donne, è infatti un'operazione da eseguire correttamente, senza trascurare alcune zone del viso (come l’attaccatura dei capelli e le orecchie) o del corpo (dal décolleté alla parte posteriore del ginocchio) per evitare le scottature.
Massima attenzione va rivolta a viso, addome, schiena, braccia e gambe.

Per quanto riguarda il viso sono necessarie cinque piccole noci di crema da spalmare su fronte, naso, guance e mento. Per il décolleté ne serviranno otto. In questa zona la crema va spalmata dal centro verso l'esterno.
Sull'addome il movimento necessario per una applicazione perfetta è circolare, mentre per la schiena è importante risalire dalla regione lombare verso la colonna vertebrale, andando dai fianchi verso le scapole. Infine, su braccia e gambe spalmare la crema solare nel modo più corretto richiede calma per non trascurare il dorso delle mani e la parte posteriore del ginocchio, a cui si arriva dopo essere partiti dalla caviglia, risalendo verso la parte alta della coscia.



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