Omeopatia
01/07/2006
Cosa non è l'Omeopatia
di Andrea Brancalion, Renata Calieri
Omeopatia: molti ne fanno uso o ne sono venuti a contatto per un passaparola, per informazioni ricavate dai giornali o dai mezzi di comunicazione di massa, o per il fortuito suggerimento di un Medico o di un Farmacista.
È noto a tutti come questo modo di curare sia nettamente contrastato dalle istituzioni e dalla cosiddetta “scienza ufficiale” e come, periodicamente, sia osteggiato a gran voce attraverso articoli e interviste su testate giornalistiche e televisive.
Questi attacchi, spesso, non vengono rivolti agli operatori del settore in modo da consentire un confronto alla pari tra esperti delle singole fazioni, ma bersagliano direttamente gli utilizzatori finali, facendo balenare una presunta pericolosità dell'Omeopatia. Inoltre, la maggior parte degli oppositori dimostra chiarissimamente di non conoscere affatto i fondamenti teorici e pratici di questa disciplina; tra malafede e ignoranza il tipo di messaggio trasmesso alla gente comune cui si rivolgono non può che essere inattendibile!
Dapprima sono stati attaccati i rimedi omeopatici definendoli “acqua fresca”, “il nulla”; poi si è arrivati all'accusa di pericolosità, se non addirittura di tossicità. La contraddizione degli avversari dell'Omeopatia è evidente e conferma quanto sopra affermato.
In molti articoli pubblicati su quotidiani e periodici leggiamo spesso delle inesattezze su cosa sia l'Omeopatia, ora vi offriamo un elenco di ciò che l'Omeopatia NON è:
1. NON è una ‘medicina complementare’; come la si definisce spesso per tenere i piedi in due staffe, e in qualche modo essere più “accettati” dal mondo ufficiale. Chi esercita la Medicina Omeopatica può ottenere risultati anche solo con i rimedi omeopatici, senza alcun complemento chimico; sta al Medico, in scienza e coscienza, muoversi con gli strumenti terapeutici a sua disposizione e ottenere la guarigione del paziente.
2. NON è una ‘medicina alternativa’ se per alternativa s'intende una moda per uscire dall'usuale e scontato, per seguire il filone New Age; lo è se la si vede come espressione della libertà di cura sancita dalle leggi, un modo diverso di cura nel rispetto del paziente e delle proprie scelte consapevoli. È insomma un'altra via percorribile: rispettabile, efficace, diversa.
3. NON è una ‘pratica di benessere’, ma una Medicina vera e propria, un sistema terapeutico con i suoi fondamenti teorici e pratici, diagnostici e curativi.
E come tale è di competenza medica, cioè di Medici, Veterinari e Odontoiatri. Attenzione però! Non tutti i Medici sono Omeopati, né tutti gli omeopati che s'incontrano nel nostro Paese sono medici. Come pure non è omeopata un naturopata.
4. Non è ‘controindicata ai giovani soggetti o nei bambini’, al contrario, è molto indicata se, ovviamente, viene prescritta con competenza da medici omeopati esperti.
5. NON è un ‘trattamento ricostituente’, né dimagrante, né vermifugo o contro i pidocchi, né riparatore dei danni vaccinali o delle esposizioni al sole, se non si tiene in considerazione la costituzione del paziente, la sua predisposizione ereditaria e la sua individualità. Né va usata ‘solo per patologie lievi e che hanno alta probabilità di guarire spontaneamente’ che non sono neppure condizioni di malattia.
6. NON è un ‘presidio di automedicazione’ sotto la guida di manualetti scadenti per il “fai-da-te”: non è Arnica = Traumi, Belladonna = Febbre, Drosera = Tosse. Vanno considerate la globale costituzione del soggetto, la sua predisposizione e la sua individualità. Solo con queste informazioni, e sempre consultando l'Omeopata, possiamo orientarci verso una corretta e consapevole cura.
7. NON è una ‘cura dello spirito’. L’Omeopatia cura e porta a guarigione soggetti che soffrono così come si fa usando i farmaci di sintesi! Solo lo fa con altri sistemi.
Insomma: questi sono alcuni aspetti dei molteplici malintesi, della disinformazione, dei continui fraintendimenti che riguardano l'Omeopatia.
Cosa sia l'Omeopatia, quali siano i suoi principi, le sue leggi, i suoi meccanismi, il segreto della sua efficacia, è un qualcosa che persino i Medici suoi sostenitori, a migliaia in tutto il mondo, studiano per anni e anni. Medici! Non stregoni, o maghi.
Gli Ordini dei Medici hanno riconosciuto l'Omeopatia come ‘Atto Medico’, di competenza cioè solo del Medico, del Veterinario, dell'Odontoiatra.
La scienza contemporanea (la meccanica quantistica, il paradigma olografico, la matematica dei frattali, ecc.), ha reso evidente una realtà che fu scoperta da Hahnemann più di 200 anni fa: ciò che comunemente chiamiamo "malattia" è solo la manifestazione esteriore, l'esteriorizzazione, di un processo che colpisce, in realtà, la totalità dell'organismo.
Nell'intimità dell'essere vivente, là nascono i primi disordini che poi si evidenzieranno attraverso sintomi clinici, che sono, dunque, l'effetto di una causa profonda.
Per questo la Medicina Omeopatica è adeguata anche alla prevenzione delle malattie, tutte le volte che nell'analisi del paziente viene precocemente svelata la sua predisposizione ad ammalare.
Un essere vivente è assolutamente unico, tanto nella salute che nella malattia, è un tutt'uno indiviso.
Non è un caso che l'Omeopatia venga osteggiata in quei Paesi dove le multinazionali della chimica sono potenti ed hanno i più grandi interessi. La cura omeopatica costa poco e non interessa al ‘grande business’ (quando costa tanto, non è Omeopatia ed occorre diffidare delle prescrizioni multiple!!!). Lo testimonia il fatto che è diffusissima nei paesi poveri, dove non è possibile accettare i costi delle terapie farmacologiche.
Ciò non di meno, in questi Paesi (India ed America Latina soprattutto) funziona egregiamente ed è anche pratica ospedaliera. E la validità dei rimedi usati 200 anni fa è ancora intatta; quelli che hanno avuto successi spettacolari in epidemie di Febbre Gialla, di Difterite, di Colera, di Poliomielite (di quella argentina del 1952 ci sono ancora le cartelle cliniche di moltissimi pazienti trattati sia in malattia che in prevenzione con ottimi risultati), ecc.
Bisogna conoscerla, studiarla, applicarla con serietà.
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