Omeopatia
18/12/2009
Che cosa è la medicina omeopatica
La più usata delle Medicine non Convenzionali riconosciute dal Piano Sanitario Regionale Piemontese
L’inquadramento della medicina omeopatica, nell’ambito
delle medicine non convenzionali, merita un discorso particolare, in
quanto nasce all’interno della cultura occidentale europea per mente di
un uomo pragmatico e ispirato da una scientificità aperta di tipo
galileiano e sganciata da qualsiasi tipo di opzione metafisica .
La ricerca di una metodologia medica valida che riportasse risultati
terapeutici ripetibili e fosse esente da effetti iatrogeni fu ciò che
portò Samuel Hahnemann, medico e chimico tedesco alla formulazione dell’omeopatia, la medicina dell’esperienza, come la chiamò nel 1796.
L’omeopatia è nata come una medicina fondata sulla ricerca.
Da 200 anni ad oggi la medicina omeopatica si è sviluppata in modo
autonomo, con pubblicazioni, riviste, congressi propri, sperimentazioni
sull’uomo sano e ricerche cliniche, quasi totalmente sconosciuti al
mondo accademico ufficiale della medicina convenzionale. Pertanto tutte
le conoscenze, le procedure e i risultati di questi studi sono rimaste
patrimonio della comunità medica omeopatica e solo in minima parte
hanno fatto ingresso nel mondo delle riviste scientifiche ufficiali.
Da una ventina di anni si è osservato un costante aumento di lavori di
ricerca scientifica in omeopatia, e attualmente sulla banca dati PubMed della National Library of Medicine sono presenti circa 9300 lavori riferiti a trial clinici o a ricerche
sperimentali, temi generali sulla scientificità o sulla applicabilità
della terapia omeopatica
La differenza di approccio della medicina omeopatica rispetto alla
medicina convenzionale si basa sulla individualità. Riconosce cioè le
caratteristiche individuali di reazione del paziente, le cosiddette
modalità’ e su queste e non sui sintomi comuni della patologia imposta
la sua scelta terapeutica. Tende cioè a restituirgli una salute più
duratura riequilibrando i sistemi biologici di omeostasi, rinforzando
le sue difese, rendendolo soprattutto non più dipendente dal farmaco
come invece spesso succede nell’altro modello, agisce cioè come una
vera medicina preventiva.
Infatti l’omeopatia è un modello di medicina che ha come obiettivo la stimolazione delle capacità di reazione dell’organismo alle malattie, sia fisiche che psicologiche. Questo risultato è raggiunto somministrando all’organismo dosi estremamente diluite di sostanze detti rimedi omeopatici. Essi hanno questo effetto sull’organismo in quanto hanno prodotto, nelle sperimentazioni (i cosiddetti proving) sintomi simili alla malattia che si intende curare. Da qui infatti in
nome, derivato dal greco omoios= simile / pathos= sofferenza.
L’impiego di rimedi omeopatici non costituisce però di per sé una
terapia omeopatica. È fondamentale infatti che la prescrizione sia
effettuata in modo omeopatico, cioè nel rispetto della similitudine tra
il quadro sintomatologico del paziente e quello che il rimedio ha
provocato nella sperimentazione (proving).
Per comprendere il profilo della malattia, infatti, non basta che il
terapeuta si limiti ad ascoltare la semplice descrizione dei disturbi.
Deve badare ai caratteri fisici e psicologici, all’altezza, al peso,
alla costituzione, deve interrogare il paziente in merito a
predilezioni, idiosincrasie, interessi, carattere, sogni, reazioni agli
stimoli ambientali, fobie e molto altro. Nella medicina accademica a
diagnosi definite appartengono determinati farmaci. Nell’omeopatia ciò
si verifica di rado. Due uomini che presentano la medesima diagnosi
nosologica si vedranno quasi certamente prescrivere rimedi diversi dal
medico omeopatico. Probabilmente però due soggetti che hanno la stessa
costituzione riceveranno lo stesso farmaco, anche se dal referto medico
risultano affetti da malattie diverse.
Da un punto di vista omeopatico la guarigione, inoltre, è molto di più che la soppressione di alcuni disturbi, bensì
presuppone un aumento del benessere globale della persona, la quale non
avverte solo un senso di liberazione da una sofferenza fisica, ma
acquisisce un nuovo e migliore equilibrio psicoemozionale, con aumento
di consapevolezza e creatività. È questo un benessere che si ripercuote necessariamente anche sulle persone con cui
l’individuo viene in relazione (familiari, amici, compagni di lavoro),
tant’è che sono proprio queste che si accorgono del cambiamento.
La prescrizione va pertanto effettuata da un medico omeopatico esperto,
che abbia avuto una formazione adeguata. In Italia esiste il REGISTRO DEI MEDICI OMEOPATICI ITALIANI che si può consultare dai siti della F.I.A.M.O. (Federazione Italiana delle Associazioni e Medici Omeopatici) ( www.fiamo.it ) e la S.I.M.O. (Società Italiana di Medicina Omeopatica) ( www.omeomed.net ).
Abbiamo detto che l’omeopatia stimola il meccanismo di autoregolazione,
di omeostasi, e quindi in linea di massima tutte le malattie possono
trarre giovamento dalla cura omeopatica.
Le possibilità terapeutiche dipendono dal grado di ripresa dell’organismo.
Le limitazioni sono indicazioni chirurgiche specifiche, malattie da
avitaminosi o carenze specifiche. L’esperienza dei medici omeopatici
dimostra che generalmente molte malattie, dall’asma, all’artrite, alla
polmonite, all’emicrania, alle malattie del fegato, alla depressione,
alle allergie, alle patologie autoimmuni, alle patologie
dermatologiche, ai disturbi della menopausa ecc. possono essere curate
con successo con rimedi omeopatici.
L’omeopatia offre possibilità di scelta terapeutica laddove le cure
convenzionali hanno fallito o sono rimaste statiche, laddove non
esistono per un altro problema, laddove sono controindicate o non
tollerate.
Inoltre, l’omeopatia può essere spesso usata come prima possibilità di
scelta in determinati casi, mantenendo come seconda possibilità la cura
più costosa e potenzialmente tossica. L’omeopatia agisce rapidamente ed
efficacemente sulle malattie acute, ma dove esprime la sua notevole
potenzialità è nelle malattie croniche, dove invece l’approccio
riduzionista dimostra i suoi limiti obbligando il paziente ad una
assunzione continua e talvolta a vita di un farmaco favorendo peraltro
effetti collaterali sempre più frequenti.
Nell’arco di mezzo secolo si è verificato un cambiamento straordinario delle malattie.
Cinquant’anni fa si aveva a che fare prevalentemente con malattie
acute, oggi si deve fare i conti soprattutto con quelle croniche (la
proporzione è del 95% circa).
L’aspetto economico inoltre è di capitale importanza nella sostenibilità dell’omeopatia.
Il costo all’origine del rimedio omeopatico è molto contenuto sebbene in Italia i farmaci costino p.es. più del doppio rispetto alla
Francia. I vantaggi non si limitano alla spesa del farmaco ma a tutte
le conseguenze degli effetti della terapia stessa.
Il fatto che l’omeopatia sia in grado di curare le malattie croniche
può portare a risparmi sostanziali: infatti può essere sostanzialmente
ridotta:
- la dipendenza dalla continua assistenza medica
- l’evoluzione progressiva della malattia
- l’incidenza di nuovi episodi di malattia.
I vantaggi, pertanto, di un investimento nell’omeopatia da parte del nostro sistema sanitario, potrebbero essere importanti.
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