Omeopatia

Che cosa bisogna curare? Riflessioni post congresso Fiamo 'Le Allergie'


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La filosofia omeopatica classica hahnemanniana va oltre la semplice analisi di "quello che sembra"

Che cosa bisogna curare?

È la domanda che l'omeopata si chiede di fronte alla moltitudine di sintomi e "sindromi" raccontate e certificate dai pazienti.
La "totalità dei sintomi", le keynotes, l'aspetto costituzionale biotipico, i sintomi strani, eccezionali, straordinari, rari, etc. ... Ma siamo sicuri che tutto questo basta sempre ?

“Quando si tratta di effettuare una guarigione, il medico deve servirsi di tutti i mezzi possibili a sua disposizione in modo da poter determinare, nelle malattie acute, la causa occasionale più probabile; nelle malattie croniche, le fasi evolutive più significative. Potrà così scoprirne l'origine, la causa profonda, fondamentale, che il più delle volte è un miasma cronico. Nel far questo, bisognerà tener conto: della costituzione fisica del malato, soprattutto nelle affezioni croniche, del suo carattere morale e intellettuale, delle sue attività, del suo tipo di vita, delle sue abitudini, della sua situazione sociale, dei suoi rapporti con i familiari, della sua età, della sua vita sessuale, ecc”
(Organon. Hahnemann).

La filosofia omeopatica classica hahnemanniana va oltre la semplice analisi di "quello che sembra", del pensiero conscio della mente razionale: l'attenzione è rivolta alla sofferenza profonda e nascosta della Forza Vitale, dell'anima che anela agli "alti fini dell'esistenza" e all'elevazione spirituale, dall'egoismo infantile all'altruismo dell'essere umano adulto emancipato (Paschero).

I principali “ostacoli alla guarigione”, anche per i rimedi i più ben scelti, sono rappresentati dal “miasma cronico”, dalla “illusione percettiva transgenerazionale” (false credenze), che trovano le loro radici profonde nelle generazioni precedenti e tramandate come in un circolo vizioso dai genitori ai figli.
Le malattie sono “disagi”, punte di iceberg del "tutto essere umano – ambiente - epigenetica”. Necessario cogliere il loro significato “biologico e saggio” (filogenetico, embriologico e ontogenetico) e bio psico esistenziale: momenti di crisi evolutive, di riadattamenti. La "rete" che ritrova il suo equilibrio dinamico riprogammandosi e ristrutturantesi continuamente e incessantemente in una dimensione successivamente superiore.

L'eccessiva focalizzazione dell'attenzione diagnostica sull'attualità sintomatologica a discapito di una corretta biopatografia personale e transpsicogenerazionale miasmatica , può ingabbiarci più o meno subdolamente, in una metodologia simil – allopatica, con una semplificazione riduttiva e impoverita della strategia terapeutica.
"Non è stato più bene da..." : rubrica repertoriale "conditio sine qua non".

Bisogna sempre indagare con estrema saggezza il periodo temporale antecedente la comparsa del malessere, che, a sua volta, può precedere anche di diverso tempo, la sintomatologia eclatante psico - organica.
Il "disagio personale" (malattia) rappresenta un epifenomeno della sofferenza esistenziale del "clan", della famiglia, dell'ambiente sociale e politico vissuto. La "famiglia - ambiente" rappresenta una unità inscindibile: la sofferenza di una parte coinvolge tutte le altre parti. Non vi è vera guarigione se il Tutto a cui si appartiene non ritrova un suo equilibrio e serenità.

Per la corretta individuazione del simillimum bisogna considerare la sofferenza esistenziale inconscia, il conflitto biologico filogenetico miasma psicobiogenealogico (ferita psorica) che si tramanda nelle generazioni successive sotto dorma di paure, false credenze, illusioni percettive, modi di pensare e di vivere, pregiudizi, etc.

La vera guarigione va oltre il miglioramento del "quadro clinico". Il pericolo è la soppressione dei sintomi, interpretata come successo terapeutico, favorendo cronicizzazione sicotica.

Il rimedio simillimum non è una bacchetta magica, piuttosto è la pietra filosofale che illumina la mente, chiave per aprirsi alla porta dell'inconscio conflittuale che anela per essere ascoltato per riportare l'essere umano senziente alla vera realtà della vita: rete teleonomica proiettata all'evoluzione della spirito universale -Tutto, a cui ogni essere umano appartiene.

"i tratti comportamentali e i vissuti caratteristici di questo habitus patologico (sicosi, ndr) coincidono infatti con la psicopatologia culturalmente dominante della nostra epoca... Molti casi clinici che vengono proposti come testimonianze di importanti guarigioni sono spesso frutto di brillanti sicotizzazioni ...

È necessario che la prassi omeopatica superi l'attuale polarizzazione tra concezione magico - miracolistica del rimedio unico da una parte e del pragmatismo esasperato sintomatico e soppressivo dall'altro ... (B. Zucca. Lezioni di omeopatia classica. Salus Infirmorum. 2015).

Dal tipo di derivazione embrionaria le cellule reagiscono (secondo millenari codici biologici) con la proliferazione (neoplasia), necrosi o ulcerazione per adeguare - ristrutturare il corpo a nuove funzioni.

I sintomi clinici – organici sono una traccia preziosa da seguire per risalire al loro “senso biologico – conflitto di fondo” e alla personalità dell'anima in pena, per la prescrizione del similis – simillimum che aiuterà “la Forza Vitale a ripristinare l'autocrazia e l'ordine armonioso”; di permettere alla mente di affacciarsi verso la propria "quintessenza" e risvegliare la Forza Vitale, il "guaritore interiore" ... Vero terapeuta in ogni situazione.

Attraverso un processo di riattivazione biologica analogica, lo schema corporeo archetipico (personalità biotipica costituzionale) viene sollecitato per bio risonanza verso le sue funzioni fisiologiche più sperimentate ed efficienti, selezionate durante l'evoluzione filogenetica, così come memorizzate nell'archivio del DNA cellulare primordiale e attuale.
Queste funzioni fisiologiche di trasformazioni adattative evolutive alla nuove richieste ambientali per la sopravvivenza migliore possibile sono i processi che noi chiamiamo malattie.

I rimedi unitari ad alta, altissima potenza, associati alla comprensione, decodificazione della radice conflittuale biologica dei sintomi - malattia (disagio evolutivo) rappresentano la sfida per la medicina omeopatica del futuro (malattie croniche e neoplastiche).
L'obiettivo principale della terapia è di aiutare la paziente a ritrovare l'equilibrio del suo “essere” , a riappropriarsi del proprio “progetto di vita” (alti fini esistenza) in armonia con il tutto-ambiente.

La malattia, i sintomi, le allergie... ciò che ci nutre e ci circonda ... non sono mai dei "nemici da combattere" , ma "disagi" da comprendere e ascoltare...



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