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La Consulta decide di... non decidere


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La Consulta ha quindi deciso… di non decidere. Ancora una volta, così come era successo con altri ambiti giurisdizionali (TAR, Consiglio di Stato, giusto per citare quelli che ben conosciamo …), la scelta sostanziale è proprio quella di non entrare nel merito delle questioni e rispondere in modo esplicito ai quesiti posti in modo del tutto legittimo, sia da altre istituzioni, sia da semplici cittadini.

Nel comunicato del 22 novembre 2017 la Corte sostiene che siano “… state discusse le numerose questioni di legittimità costituzionale promosse dalla Regione Veneto sul decreto legge n. 73 del 2017, convertito nella legge n. 119 del 2017, in materia di vaccinazioni obbligatorie per i minori fino a 16 anni di età …” ma in realtà questo semplicemente NON è vero. Di fatto la Corte ha rifiutato di valutare gli argomenti posti in via aggiuntiva dalla regione Veneto, sulla scorta di altri ricorsi presentati ad adiuvandum, che sono stati esclusi (così come era prevedibile).

Attendiamo di leggere le motivazioni, ma da quanto si può apprendere leggendo lo scarno comunicato, la Corte Costituzionale si sarebbe limitata ad affermare la legittimità del Parlamento a legiferare in materia. Fine.

Nel merito poi della scelta, la Corte la definisce semplicemente “non irragionevole …”, glissando apparentemente con sufficienza su profili di incostituzionalità che invece, a nostro avviso, pesano come macigni. Il resto del comunicato riporta solo delle ovvietà se non considerazioni opinabili, ovvero delle OPINIONI di cui sinceramente non ne sentivamo alcun bisogno, dal momento che ci sono già abbastanza pappagalli che ripetono le stesse storielle da mesi, senza curarsi minimamente di scendere dal piedistallo e guardare in faccia la realtà delle cose.

Risulta poi piuttosto “amara” e difficile da pronunciare l’affermazione di rito “… rispettiamo la decisione della corte”, anche di fronte alla totale mancanza di rispetto dei diritti umani fondamentali che caratterizza la il DL 73/2017 che passa come un rullo compressore sopra gli articoli della costituzione che “questa Corte” non si è nemmeno degnata di tutelare, come ogni cittadino normale si sarebbe aspettato, senza ulteriori tentennamenti.

Di seguito riportiamo quanto l’Avv. Luca Ventaloro, referente legale COMILVA, ci indica in un suo comunicato:

“A parere dei giudici costituzionali, le misure in questione (vaccinazioni) sono espressione della competenza del legislatore nazionale. Le vaccinazioni oggi rese obbligatorie erano già previste e/o raccomandate nei piani nazionali di vaccinazione e finanziate dallo Stato nell’ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria (LEA).

Come appreso dalla elaborazione di emeriti costituzionalisti, il ricorso della Regione Veneto si è incentrato sulla questione della sovrapposizione di competenze.
Ma poiché i vaccini sono appunto considerati facenti parte dei LEA (di competenza statale) e non mera organizzazione sanitaria (di competenza regionale), il ricorso appariva certamente fondato ma in ogni caso a rischio.

Permangono comunque, in maniera chiara e netta, tutti i profili di incostituzionalità, che dovranno necessariamente essere percorsi.
Va quindi preso atto che solo la Regione poteva proporre il ricorso (ecco motivata l’esclusione delle altre associazioni intervenute ad adiuvandum) e solo su questo piano delle competenze.
Ora, quanto alla legittimità e costituzionalità del DL 73/2017 (come convertito dalla legge 119/2017), si dovrà fare affidamento e riferimento ai Giudici dei Tribunali. Il qualunque cittadino (a cui non è consentito ricorrere direttamente alla Corte Costituzione) dovrà adire il Giudice Ordinario ex art. 700 C.P.C. o i TAR.

Il Giudice o il Tribunale, oltre a decidere il merito della questione singola dell’esclusione, potrà ricevere dal cittadino lo “stimolo” sulla questione di costituzionalità, decidendo poi di “sollevarla” alla Corte Costituzionale. Come spiegato da numerosi costituzionalisti, la L. 119/2017 ed il Decreto Lorenzin presentano molteplici profili di incostituzionalità”, e pertanto si DEVE continuare a difendere tali diritti supremi.

Tutti noi speravamo in una pronuncia favorevole anche già sugli aspetti, pur parziali, sollevati dalla Regione Veneto. Ma sia chiaro che in ogni caso la “sconfitta”, è circoscritta e transitoria (Avv. Luca Ventaloro)”.

Ma nessuno di noi deve sentirsi sconfitto: superata la fase “acida” del post decisione (o NON decisione, come preferite …) della Corte, si va avanti, come e più di prima, senza alcun cedimento. D’altra parte nessuno di noi poteva pensare (se non in qualche angolino recondito del suo cuore …) che una macchina organizzativa come quella messa in moto da qualche anno a questa parte per arrivare a  legi-ferare in questo modo osceno non potesse trovare una sicura sponda in tutti gli organi di questo stato.

Nessun cedimento quindi: dobbiamo accettare l’idea che solo una cittadinanza matura e consapevole potrà cambiare il suo destino, non certamente affidandosi ad un manipolo di umanoidi senza dignità e senza coscienza. Dobbiamo farlo con passione ed intelligenza, mettendo in campo ogni sinergia possibile e liberandoci di molte tare che ci stanno ancora condizionando, cercando senza indugi l’unità di tutte le forze sane di questo paese e non solo … sappiamo bene infatti che l’Italia non è sola in questa deriva disumana, non dimentichiamo la Polonia e la Francia che ci sta seguendo a ruota, solo per fare alcuni esempi!

Coraggio, determinazione e... amore: abbiamo il potere di cambiare ogni cosa. Chi ha letto il libro di Giuliana Conforto, “L’Eresia di Giordano Bruno e l’Eternità del Genere Umano”, sa che la causa della follia che affligge questo mondo è la credulità in un “sapere” funzionale al potere di pochi sui tanti. Giordano Bruno afferma che “C’è un sol Governo, una sola Legge, l'amore …” e ci insegna che “ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi … che possiamo modificare il corso degli eventi. Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia”.
Dunque superiamo con slancio ogni ostacolo e procediamo nella via della verità e della vita. Buon cammino a tutti.



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