Omeopatia
27/01/2009
Comportamento anormale dei bambini - 2° parte
(TRATTO DA: Master F. J. Osservazioni cliniche sui rimedi pediatrici omeopatici. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2007)
L’ultima volta abbiamo accennato ai disturbi comportamentali del neonato e del bambino durante la prima infanzia.
Ora vorrei completare il discorso accennando agli atteggiamenti patologici dei bambini un po’ più grandicelli.
Ricordo che tutti questi disturbi psico-comportamentali possono avere alla loro origine sia fattori genetici ereditari, sia eventi o stimoli patologici accaduti durante la vita intrauterina (traumi fisici o psichici vissuti dalla madre o sue abitudini errate come l’assunzione di farmaci, droghe, alcool o fumo), sia la conseguenza di eventi patologici insorti nel primissimo periodo di vita, sia l’uso eccessivo di farmaci chimici o di vaccini, specie se iniettati in un organismo immunologicamente molto debole (come lo sono circa il 25-30% dei bambini sotto durante il loro primo anno di vita).
Buona parte di questi problemi e in particolare l’ultimo, sono stati trattati in molte pagine del mio libro sui vaccini
(Gava R. Le Vaccinazioni Pediatriche. Ed. Salus Infirmorum, Padova, 2008) che invito caldamente a leggere perché è ricchissimo di informazioni che i genitori odierni non possono non conoscere se vogliono ridurre gli errori gravi che il nostro attuale approccio medico-sanitario tende a farci fare attraverso l’ipermedicalizzazione.
Ora, comunque, desidero continuare il discorso iniziato la volta precedente e tratto da alcune pagine del bellissimo libro di Omeopatia Pediatrica del Dr. Farokh J. Master (Master F. J. Osservazioni cliniche sui rimedi pediatrici omeopatici. Ed. Salus Infirmorum, Padova, 2007) e che ha lo scopo di sensibilizzare il maggior numero di persone (medici, genitori e non) affinché si giunga ad una diagnosi più precoce di questi disturbi che stanno diventando comunissimi, per giungere magari ad una vera prevenzione attraverso il cambio delle attuali pericolose abitudini, anche vaccinali.
Buona lettura
Dr. Roberto Gava
* * * * *
SECONDA INFANZIA
Psicosi dell’infanzia
- Il bambino è fissato in modo abnorme su certi giocattoli, oggetti o persone (monomania).
- È presente una risposta atipica e spesso imprevedibile agli stimoli sensoriali.
- La mobilità è alterata o bizzarra: quando è seduto sul pavimento, il bambino si dondola avanti e indietro per molto tempo oppure agita ripetutamente le mani.
- Ci possono essere alcuni particolari disturbi del linguaggio: mutismo elettivo, frasi bizzarre o che hanno poco senso, ecolalia, ecc.
- Il bambino si incanta con alcuni movimenti: come quelli di un ventaglio, di oggetti che ruotano, ecc.
- Ha un deterioramento della socializzazione: il bambino si ritira, si mette in disparte ed evita il contatto visivo.
- La valutazione del pericolo non è corretta: o è eccessiva o assente.
- È presente un ritardo intellettivo, ma con un’abilità normale o anche eccezionale in alcune aree ben definite.
- Il bambino manifesta una certa resistenza ai cambiamenti nell’ambiente che lo circonda.
- Apparentemente, non ha consapevolezza della sua identità personale e ha un’idea confusa del suo corpo: esamina ed esplora il proprio corpo oppure tenta di ferirsi.
Episodi maniaco-depressivi dell’infanzia
- Il bambino dà risposte atipiche e spesso imprevedibili agli eventi sensitivi.
- È disperato per il futuro, diventa indifferente e passivo, interrompe le sue abitudini per quanto riguarda il mangiare e il dormire, ha poca stima di se stesso e tende a rimproverarsi.
- È presente un comportamento motorio alterato o bizzarro: quando è seduto sul pavimento, il bambino si dondola avanti e indietro per molto tempo oppure agita ripetutamente le mani.
- Si fissa su certi giocattoli, certi oggetti o determinate persone (monomania).
- In caso di depressione, ha un umore cupo e generalmente infelice.
- Ha una valutazione del pericolo non corretta: può avere una paura eccessiva oppure non aver paura.
- È presente un ritardo intellettivo, con abilità normale o anche eccezionale in certe aree definite.
- Può arrivare alla pazzia (in questo caso, il bambino presenta gli stessi sintomi visti nel precedente paragrafo della “Psicosi dell’infanzia”).
- Il suo umore è costantemente alto, esaltato, esplosivo o irritabile.
- Vi è una resistenza ai cambiamenti nell’ambiente che lo circonda.
- Non ha consapevolezza della sua identità personale e ha un’idea confusa del suo corpo: esamina ed esplora il proprio corpo oppure tenta di ferirsi (ad esempio, sbatte la testa contro qualcosa).
Disturbi del comportamento
- Comportamento aggressivo con iperattività.
- Il bambino incolpa gli altri o fa il prepotente con loro; ha un atteggiamento crudele e provocatorio; è in collera, è ostile e offende.
- Nel tipo di comportamento non aggressivo, il paziente si sente debole, abbandonato, maltrattato, inutile, indifeso e senza speranza.
- È presente una mancanza di interesse per gli altri; vi è una certa insensibilità.
- Il bambino è disadattato e ha un comportamento antisociale; si vanta; tende al narcisismo.
- Ha un’enuresi persistente.
- Continua a mentire e ad essere disobbediente; spesso marina la scuola, ruba, fa vandalismi o atti osceni in pubblico (esibizionismo sessuale).
Il disturbo comportamentale può presentarsi in due modi:
a) Il bambino è pieno di paure e timido, sta sempre disteso, si lascia maneggiare senza reagire, è emotivamente immaturo e ha un comportamento puerile (ad esempio, piagnucola, continua a chiedere le cose, si arrabbia, è diffidente).
b) Il bambino è egoista, sfrutta e manipola gli altri e ha un atteggiamento superficiale.
Dislessia
- Il bambino ha difficoltà nella lettura. Contemporaneamente alla dislessia, è comune riscontrare anche disturbi dell’apprendimento, del linguaggio, dell’acquisizione dell’aritmetica e della pronuncia.
Disturbi relativi all’opposizione
- I sintomi che spesso si riscontrano associati al comportamento di opposizione sono: enuresi, encopresi, mutismo elettivo, fuga, marinare la scuola, problemi con il mangiare e il dormire.
- In casi estremi, il bambino diventa litigioso, ribelle e combattivo e può arrivare ad atti delinquenziali. Questo lo porta a perdere gli amici e a sviluppare relazioni interpersonali carenti. Alla fine, mostrerà un abbassamento del rendimento scolastico e un deterioramento dei rapporti sociali.
- Il bambino è ostinato, temporeggia, disobbedisce, si disinteressa, è negativo, bighellona, provoca gli altri, è resistente ai cambiamenti e si sottrae alle regole.
- Il bambino esprime ostinata opposizione e disobbedienza ad ogni forma di autorità.
Tutti questi disturbi si verificano quando il bambino, crescendo, cerca di esprimere la propria autonomia che si esprime con atteggiamenti di sfida ai genitori, con un’aggressività esagerata basata su una percezione di pericolo e su sforzi per stabilire un proprio ruolo tra i suoi pari.
Disturbi psicosomatici
- Asma.
- Disturbi di conversione (rappresentano una trasformazione, dovuta a nevrosi isterica, delle pulsioni non realizzabili in manifestazioni somatiche, per esempio cecità isterica, paralisi funzionale, ecc.).
- Disturbi dell’alimentazione.
- “Pica” (ingestione di sabbia, malta, vernice, tessuto, capelli, ecc., che caratterizza alcune patologie psichiatriche): questa può essere dovuta ad un rapporto inadeguato con la madre, che porta a bisogni orali insoddisfatti.
- Colite ulcerosa.
Nanismo psico-sociale
- Comportamento auto-eccitante come il dondolarsi, il picchiare la testa, l’urinare, lo stuzzicarsi la cute, ecc.
- Statura diminuita con aumento di peso.
- Espressione di spavento.
- Ipocinesia, ottusità mentale, disattenzione e attività diminuita.
- Mancanza di reciprocità o diminuita risposta agli stimoli.
- Malnutrizione.
- Addome sporgente, feci di cattivo odore, marasma, scarso tono muscolare, cute fredda, pallida e marezzata.
- Espressione triste, infelice, mesta e sofferente.
Fobia della scuola
- Il bambino, quando è il momento di andare a scuola, è preso dal panico e presenta una reazione fisica (ad esempio, vomita solo al pensiero di recarsi a scuola). Questo, nei bambini più piccoli, è indice di ansia da separazione. Nei più grandicelli la reazione può essere causata da problemi in famiglia, a scuola, nei rapporti con i coetanei o dalla paura dell’autorità.
(TRATTO DA: Master F. J. Osservazioni cliniche sui rimedi pediatrici omeopatici. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2007)
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