Vaccinazioni

Come ammalarsi di polio

Traduzione a cura di: Associazione COMILVA Onlus

Fonte: mercola.com



vaccinazioni
"Il vaccino polio orale può causare polio da vaccino, ed può anche far sì che alcune persone diffondano il virus vaccinale per decenni"

La storia in sintesi:
- I ricercatori hanno confermato alti livelli di poliovirus eliminati nelle feci di un uomo, a 28 anni di distanza dall’ultima vaccinazione ricevuta da bambino
- Le condizioni di salute di quest’uomo indicano una soppressione del suo sistema immunitario, che lo rende incapace di distruggere completamente il virus attenuato (ma vivo) della polio, presente nel vaccino somministrato.
- Anche se negli Stati Uniti (… ed in Europa) viene ora utilizzato un vaccino a virus inattivato (Salk), il vaccino antipolio orale (OPV) a virus vivi attenuati, che puo’ causare polio da virus vaccinico e portare anche alla diffusione del poliovirus vaccinale vivo per decenni in alcune persone, è ancora ampiamente utilizzato in tutto il mondo.

Uno degli argomenti più spesso utilizzati per giustificare il sostegno dei programmi di vaccinazione obbligatoria oggi così aggressivi negli Stati Uniti e in tutto il mondo, è il presunto successo del vaccino contro la poliomielite. La polio selvaggia è stata dichiarata debellata negli Stati Uniti nel 1979 e nell’emisfero occidentale nel 1994 [1].

Ma nonostante le diffuse campagne di vaccinazione antipolio che si svolgono ogni anno in Asia, Africa e Medio Oriente, il poliovirus selvaggio è ancora in circolazione in Pakistan, Afghanistan, e, verosimilmente in Nigeria (dove non sono stati segnalati nuovi casi per circa un anno).
La “Global Polio Eradication Initiative” ha previsto il 2018 come l’anno entro il quale la poliomielite sarà eradicata, ma il virus si sta dimostrando molto più difficile da sconfiggere rispetto a quanto i funzionari vorrebbero far credere.

Non solo ci sono tre ceppi di virus di polio selvaggio ancora in circolazione nel mondo, ma esistono anche virus mutati della polio derivanti dalle intense campagne di vaccinazione antipolio [2].

Gran parte del problema è rappresentato dal vaccino contro la poliomielite, in particolare il vaccino antipolio orale a virus vivo attenuato (OPV).
Recentemente due bambini in Ucraina, hanno subito una paralisi da poliovirus di tipo 1 derivato da vaccino, proveniente dal vaccino orale e che è mutato in una forma più virulenta che può portare alla paralisi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha osservato: [3] “Il rischio di ulteriore diffusione di questo ceppo all’interno del paese è da considerarsi alto.”
Il vaccino orale antipolio non solo può causare polio da virus vaccinico nell’individuo vaccinato ed in altri membri della comunità, ma può anche far sì che la persona vaccinata diffonda per decenni il virus presente nei propri liquidi corporei.

Un uomo ha diffuso virus della polio altamente contagiosi attraverso le feci per 30 anni
Un uomo britannico ha ricevuto, come molti altri coetanei, tre dosi di vaccino antipolio con virus vivo attenuato a 5, 7 e 12 mesi di età e un richiamo verso i 7 anni, com’era raccomandato dai protocolli in vigore. Anche se l’uomo oggi non manifesta i sintomi della poliomielite, ha una condizione di salute tale che il suo sistema immunitario risulta essere soppresso, rendendo più difficile per lui eliminare dal suo corpo il ceppo del poliovirus ricevuto con le vaccinazioni dell’infanzia.

Chiunque può diffondere e trasmettere virus attraverso i propri fluidi corporei per diverso tempo dopo infezioni virali o dopo la somministrazione di vaccini con virus vivi. Tuttavia, gli individui immunocompressi hanno maggiori probabilità di diffondere e trasmettere in modo efficiente – e per molto tempo – il virus della polio selvaggia o ceppi di virus vaccinico.

Questo significa che le persone con grave immunodeficienza sono più vulnerabili e destinati a diventare cronicamente infettati con entrambi i ceppi del virus, quello selvaggio e quello mutato e risultare quindi predisposti alla diffusione e alla trasmissione del virus per periodi di tempo più lunghi rispetto alle persone che non sono immunocompresse [4].

Quando i ricercatori hanno analizzato le feci dell’uomo britannico (sono stati prelevati più di 100 campioni in un periodo di 28 anni), hanno confermato alti livelli di poliovirus anche dopo decenni, secondo la ricerca pubblicata sulla rivista PLOS Pathogens [5,6].
Non solo l’uomo ha diffuso il virus per 28 anni, ma questo ha mutato  dal ceppo vaccinale attenuato, in un ceppo più pericoloso [7]
Questo è il periodo di diffusione di un virus vaccinale più lungo che si conosca, ma è probabile che non sia l’unico caso. Sono stati recentemente rilevati diversi altri ceppi di poliovirus vaccinale altamente mutati. La BBC riferisce: [8]

“Stando al team scientifico, diversi ceppi di polio altamente mutati, derivanti dai vaccini, sono stati recentemente isolati da campioni di acque reflue in Slovacchia, Finlandia, Estonia ed Israele.  Tutti portavano con sé le impronte genetiche del iVDPVs – polio virus derivati da vaccino – e provenienti da individui con immunodeficienza. I ricercatori richiedono maggiore sorveglianza, incluse campionature delle acque reflue ed indagini sulle feci per verificare la presenza di ceppi iVDPVs”.

E’ risaputo che i vaccini polio orali causano infezioni polio
Il vaccino polio orale può causare polio da vaccino, ed può anche far sì che alcune persone diffondano il virus vaccinale per decenni, e questo potrebbe causare un numero maggior di infezioni da polio da vaccino.

Negli Stati Uniti il vaccino orale è stato somministrato fino al 1999 (sostituito con un vaccino iniettabile a virus attenuati), ma è ancora diffusamente utilizzato in altre parti del mondo. Come è stato fatto notare in PLOS Pathogens [9]:
“Dal 1999 tutti i casi di poliomielite di tipo 2, ad eccezione di un incidente isolato di 10 casi legato ad un ceppo selvaggio da laboratorio, sono dovuti a ceppi di virus vaccinali nei riceventi il vaccino, o nei contatti più stretti, o dopo che il virus vaccinale ha riacquistato la capacità di essere trasmesso e di circolare liberamente”.

La poliomielite paralitica associata a vaccino si verifica in una percentuale molto bassa dei vaccinati e può essere prevenuta utilizzando il vaccino attenuato piuttosto che quello vivo.
I ceppi di poliovirus derivati da vaccini (VDPV) possono essere generati e trasmessi da persona a persona in popolazioni con bassa immunità e sono stati associati ad un certo numero di epidemie di polio in diverse parti del mondo.
Questi ceppi circolanti di poliovirus derivati da vaccino (cVDPVs) agiscono in maniera molto simile ai poliovirus selvaggi …
In più, è noto che alcuni pazienti con ipogammaglobulinemia espellono il poliovirus per prolungati periodi di tempo ma al momento non c’è alcuna strategia efficace per gestire il problema.

Indennizzo di 22,5 milioni di dollari ad un uomo che ha contratto la polio dopo aver cambiato il pannolino al figlio
Nel 1979 Dominick Tenuto cambiò il pannolino alla figlia appena vaccinata con il vaccinp Polio orale (OPV). Il ceppo del virus vaccinale passò attraverso gli intestini del padre e si infettò con la polio vaccinica, diventando paralitico e costretto per sempre su una sedia a rotelle.

Dopo una battaglia legale trentennale, il sig. Tenuto, nel 2009, ha ottenuto un indennizzo pari a 22,5 milioni di dollari, dopo che una giuria ha determinato che il vaccino Orimune, ricevuto dalla figlia, era “eccessivamente pericoloso” e che i produttori – Lederle Laboratories – erano totalmente responsabili del danno provocato a questa persona. La giuria stabilì anche che l’azienda produttrice non avvisò i medici dei rischi connessi al vaccino [10]. Il caso di Tenuto non era nemmeno una anomalia. Mentre il vaccino OPV era ancora utilizzato negli Stati Uniti, si stimava che ogni anno almeno nove persone avrebbero potuto contrarre il virus vaccinico della polio come conseguenza della vaccinazione di massa dei bambini con i virus vivi.

Questo numero comprendeva alcuni dei bambini vaccinati ed anche persone con il sistema immunitario indebolito che entravano in contatto con i bambini (I casi vennero definiti “casi da contatto”) [11]
L’ex vice governatore della Virginia John H. Hager era uno di loro. Come sottolineato dal Washington Post [12], “Hager ha utilizzato la sedia a rotelle sin dall’età di 36 anni, quando contrasse la polio da un vaccino orale che fu somministrato al figlio di tre mesi”.
A quel tempo molti medici non avvisavano i genitori del rischio di contrarre “la polio da contatto”, quindi i genitori non erano certo riluttanti a far vaccinare i propri figli.
Comunque, anche se il vaccino a virus vivo della polio oggi non è più utilizzato negli stati Uniti (ed in Europa, n.d.t.), il nuovo studio PLOS Pathogens fornisce prove che gli adulti che hanno ricevuto il vaccino da bambini, possono ancora diffonderlo attraverso la propria materia fecale.

Gli autori notano: [14]
“I nostri risultati dimostrano che i virus [della polio] vengono espulsi ad alti titoli, sono estremamente virulenti e con deviazioni antigeniche, e questo fenomeno solleva molti interrogativi su come la popolazione può essere protetta al meglio, soprattutto alla luce dei possibili cambiamenti nella produzione dei vaccini, cambiamenti che vengono incoraggiati per aumentare la capacità vaccinale e ridurre i costi.
Lo studio ha ripercussioni per l’ecologia del poliovirus negli intestini umani e mette in evidenza i rischi che questi casi isolati di contagio derivati da vaccino comportano per la ricomparsa della polio nell’era post-eradicazione”.

In più, il vaccino orale a virus vivo attenuato è ancora largamente utilizzato in molte parti del mondo, quindi la possibilità di una trasmissione globale di poliovirus vaccinali e di circolazione negli Stati Uniti (e nel resto del mondo, n.d.r.) è alla portata di un “volo aereo”.

Anche l’originale vaccino antipolio iniettabile ha contagiato delle persone
Il Dott. Jonas Salk sviluppò il primo vaccino antipolio negli anni 50. Questo vaccino conteneva un virus inattivato, ma c’era un problema: scienziati Svedesi cercarono di comunicare allo scienziato Americano che l’inattivazione con la formaldeide non avrebbe funzionato come previsto.

Il loro avvertimento, però, rimase lettera morta e questo fu davvero una disgrazia perché avevano ragione. Il poliovirus vivo, che fu inserito in un vaccino iniettabile, sembrava inattivato immediatamente dopo la produzione, ma alcune volte la formaldeide non uccideva i poliovirus in tutti i lotti di questi vaccini e quindi alcuni bambini ed adulti venivano iniettati con poliovirus vivi.

Di conseguenza, nel 1955 furono più numerose le persone che svilupparono paralisi a seguito della vaccinazione antipolio (con virus non completamente inattivati) che non quelle che l’avrebbero sviluppata per essere entrati in contatto con il poliovirus selvaggio naturale. Come nota a margine, nonostante i fallimenti dei primi vaccini antipolio inattivati e la trasmissione del poliovirus vaccinale attraverso il diffuso utilizzo dei vaccini orali, al vaccino antipolio è largamente attribuito il merito di aver eradicato la polio negli Stati Uniti.

Le autorità sanitarie sapevano che era necessario fare qualcosa per far sembrare che i vaccini funzionavano. Quindi quello che fecero fu di cambiare i criteri diagnostici per la polio che originariamente era diagnosticata sulla base di due esami nell’arco di 24 ore. Questo venne modificato in due esami nell’arco di 60 giorni.

Questo fu di grande aiuto nella falsificazione dei documenti scientifici, dato che la maggior parte delle persone si rimette dall’attacco di polio entro 60 giorni. La dottoressa Suzanne Humphries, autrice di “Dissolving Illusions: Disease, Vaccines, and the forgotter History” [dissolvere le illusioni: malattie, vaccini e la storia dimenticata] ci ha spiegato che “tutte le persone a cui veniva in precedenza diagnosticata la polio, dopo questo lasso di tempo si erano riprese e quindi non rientravano più in questo conteggio”.

Debellare la Polio modificandone la sua “definizione” …
Inoltre, prima della somministrazione del  vaccino non veniva effettuato alcun test ematologico o su campioni di feci. Dopo l’introduzione del vaccino, nel 1958 ci fu una epidemia in Michigan con la diagnosi di polio per circa 2000 persone.
I medici e le autorità sanitarie erano dubbiose riguardo l’epidemia e, dopo i test sierologici, scoprirono che il poliovirus venne identificato solo in una minoranza di individui – circa un quarto rispetto a quanti svilupparono i sintomi dell’infezione. Curiosamente, nel resto dei pazienti identificarono un virus diverso o addirittura nessun virus! E come conseguenza questi pazienti non vennero più “inseriti nel conteggio” come affetti da polio.

“Quindi solo facendo un test diagnostico e modificando i criteri diagnostici, il numero di casi di polio crollò, a prescindere che ci fosse stato il vaccino o meno. Questo era il tipo di cose che accadevano allora”, dice la dottoressa Humphries.
Per di più, stando alla dott. Humphries, l’unico effetto che teoricamente produce il vaccino antipolio iniettabile è dare immunità umorale, simile a quanto accade con il tetano. Ed una volta che i produttori di vaccini hanno capito quanto difficile fosse inattivare il poliovirus, e quante persone finirono per contrarre la polio da vaccino, decisero di abbandonare il vaccino iniettabile e di creare il vaccino orale a virus vivi attenuati, che è più simile alla naturale via di infezione".

Sfortunatamente, mentre il vaccino orale a virus attenuati ha interrotto in effetti la trasmissione del virus selvaggio, ha invece propagato la trasmissione del ceppo vaccinico del virus, come detto in precedenza. Negli anni ’90 gli Stati Uniti hanno smesso di somministrare il vaccino OPV ai bambini ed sono ritornati sui loro passi con una versione aggiornata del vaccino iniettabile inattivato. Per affrontare i rischi di iniettare in maniera inadeguata o impropria il poliovirus inattivato, vennero fatti alcuni aggiustamenti agli ingredienti ed al processo produttivo.
Oggi i vaccini antipolio si sviluppano su culture di cellule e sono inattivati in maniera diversa rispetto le prime versioni, e i vari paesi utilizzano anche diversi ceppi del poliovirus. I vecchi vaccini antipolio contenevano tre ceppi del poliovirus. Oggi alcuni paesi utilizzano solo uno o due ceppi.

Stando alla dott. Humphries, ad un certo punto, i casi di polio negli stati Uniti erano causati solo dal vaccino. Eppure, anche se non esistono casi indigeni (non importati) di polio selvaggia negli USA, il vaccino rimane parte del programma vaccinale statunitense. Come ha puntualizzato la dottoressa Humphries:

“Potete semplicemente andare sul sito del CDC e sul Report settimanale su morbilità e mortalità (MMWR). Potrete verificare che negli USA i casi di polio in generale si verificano quando la gente assume il vaccino orale in un altro paese e poi arriva nel nostro. Quando dicono che la polio è “ad un volo aereo di distanza”, la verità è che lo è anche la polio vaccinica … come ho detto, i vaccini iniettabili non interrompono la propagazione del virus. Se qualcuno arriva nel nostro paese dopo che ha recentemente ricevuto il vaccino antipolio orale e sta diffondendo un ceppo particolarmente virulento, le persone in questo paese possono iniziare a trasmetterlo”.

Lo sapevi che la polio è di solito una malattia non grave?
In questo momento storico, sebbene le autorità sanitarie stiano dichiarando vittoria nell’eliminazione del poliovirus selvaggio in grandi parti del mondo, la polio da vaccino è un problema crescente. Ciò che ancora non si sa è se l’aumento dei casi di paralisi flaccida acuta negli USA e in altri paesi è forse una forma di polio associata al vaccino.

E’ risaputo che il poliovirus del vaccino orale può mutare in una versione più letale, innescando nuovi focolai. Stando ad un articolo del 2010 del New England Journal of Medicine, i focolai di poliovirus derivati da vaccino (VDPVs) hanno avuto luogo ad un tasso di uno o due all’anno sin dal 2000 [15] L’autore, John F. Modlin, MD, scrive:

“La comparsa di poliovirus circolanti derivati da vaccino ci obbliga ad accettare la realtà dei fatti e cioè che stiamo rispondendo al fuoco con il fuoco e che una volta che sarà assicurata l’eradicazione del WPV (polio virus selvaggio), l’utilizzo di vaccini antipolio a virus vivi dovrà cessare globalmente in maniera coordinata. Dato che cVDPVs (poliovirus circolanti derivati da vaccino, n.d.t.)  probabilmente continueranno a circolare ancora per almeno 1 o 3 anni dopo che I WPVs (Poliovirus selvaggi, N.d.t.) saranno eradicati, e dato che i polio virus vivi potrebbero esser reintrodotti da poche persone con immunodeficienza che continuano a espellere il virus, il mondo avrà bisogno di affidarsi a vaccini antipolio inattivati (IPV) per un tempo indefinito al fine di mantenere l’immunità”.

Ma allora siamo sicuri di passarcela meglio? La polio selvaggia può causare difficoltà respiratorie e paralisi in quanto il virus attacca ed uccide cellule nervose motorie che controllano i muscoli. Nella sua forma più grave può anche causare la morte. Tuttavia ciò che non spesso viene detto è che nellamaggior parte dei casi la polio è una malattia non grave, che causa dolore alla gola, qualche linea di febbre, stanchezza, nausea ed altri sintomi simili all’influenza che spariscono nel giro di due o al massimo dieci giorni. Spesso la polio può essere totalmente asintomatica. Anche la Clinica Mayo dice [16]:

“La maggioranza delle persone che si infettano con il virus della polio non si ammalano e non hanno mai la consapevolezza di essere stati infettati con la polio. Il vaccino antipolio non è l’unico modo per prevenire o per superare questa infezione senza complicazioni serie. Mantenere un sistema immunitario forte e ben funzionante sarà sempre la prima linea di difesa dato che questo riduce il rischio di contrarre un gran numero di malattie e complicazioni, polio inclusa.

Ci sono evidenze che suggeriscono che una dieta ricca di zuccheri raffinati (ed anche altre forme di fruttosio) aumenta il rischio di contrarre la polio, come discusso nel libro “Diet prevents polio” [L’alimentazione previene la polio] , scritto da Benjamin P. Sandler, MD. Il libro è stato pubblicato nel 1951, al culmine dell’epidemia di polio.

La dottoressa Humphries spiega:
“La polio è un enterovirus (un virus che entra nel corpo attraverso il tratto gastrointestinale e lì prolifera). L’integrità e la flora presente negli intestini è estremamente importante quando si tratta di gestire un qualsiasi tipo di infezione intestinale. Una dieta ricca di zuccheri porterà a
1. compromettere il sistema immunitario cellulo-mediato
2. distruggere la flora intestinale (microbiota intestinale umano, n.d.t.) …
[E’ stato] dimostrato che nelle popolazioni che riducevano l’apporto di zuccheri, i casi di polio crollavano … è incredibile che nessuno gli abbia dato ascolto veramente … la dieta a basso tenore di zuccheri era molto efficace per l’effetto che ha sul sistema immunitario e sulla flora intestinale”.

PLOS Pathogens August 27, 2015
UPI August 29, 2015
The Scientist August 28, 2015
Daily Times Gazette August 28, 2015
BBC August 28, 2015
The Guardian August 27, 2015

[1] National Vaccine Information Center, Polio Quick Facts
[2] UPI August 29, 2015
[3] Washington Post September 2, 2015
[4, 5, 8, 13] PLOS Pathogens August 27, 2015
[6] The Guardian August 27, 2015
[7] BBC August 28, 2015
[9]  New York Daily News March 21, 2009
[10] New York Daily News October 24, 1997
[11] Washington Post July 14, 1997
[12] New York Daily News October 24, 1997
[14] The New England Journal of Medicine 2010; 362:2346-2349.
[15] Mayo Clinic, Polio



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I commenti degli utenti:
Scritto da Federico

Salve a tutti, ho letto con interesse l'articolo. La domanda che mi è venuta spontanea è: coloro i quali hanno contratto la polio erano a loro volta vaccinati? Nel caso del sig. Tenuto, costui si era vaccinato? La polio che si può contrarre dai vaccini con virus attivo attenuato è un ceppo particolare immune ai vaccini (siano essi con virus attivi o meno)? grazie mille. federico








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