Vaccinazioni

Chi tocca i fili dei vaccini può restare fulminato

Fonte: Repubblica.it


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'Chi oggi fa osservazioni, di qualsiasi tipo, sui vaccini viene bistrattato come un ignorante, messo all'indice, emarginato, etichettato come soggetto pericoloso'. Stavolta è successo a Report

Se c'era bisogno di qualche conferma, oggi non ne mancano: chi tocca i fili dei vaccini resta fulminato. Questa volta tocca a Report. Che è - come tutti sanno - una trasmissione di inchiesta giornalistica. Non "Medicina 33", non "Elisir", ma un programma che approfondisce le notizie.

Come era facilmente prevedibile già da ieri sera alla fine del programma, le accuse non sarebbero mancate. E da stamattina puntuali sono arrivate quelle di antivaccinismo, di faziosità, di essere contro la scienza. Naturalmente non poteva esimersi la ministra, nota per gli studi scientifici e medici. Cercherò di analizzare i vari aspetti di questa nuova vicenda.

La faziosità.
Senza dubbio si può chiedere che un servizio giornalistico (non solo televisivo ma anche per la carta stampata, per Internet), sia più equilibrato, che approfondisca meglio, che registri tante e diverse voci. È una richiesta legittima. Eppure Report, per il modo in cui ha trattato l'argomento, ha in larga parte rispettato questa regola, sentendo anche una fonte ufficiale dell'Ema, l'ente europeo di controllo sui farmaci, sul quale ricade il problema al centro del programma. La trasmissione ha infatti realizzato un'inchiesta su una questione messa già in risalto nel 2016 da una indagine della Cochrane, un'associazione di rilevanza mondiale e riconosciuta per la sua serietà dall'intero mondo scientifico (tranne quando tocca gli interessi delle multinazionali). E cioè che i dati sulla farmacovigilanza sono carenti. Questo era il "tema da svolgere" e questo è stato fatto.

La scientificità.
Come era dunque chiaro sin dall'inizio, i vaccini non era affrontati dal punto di vista della scienza, bensì amministrativo/organizzativo. Perché - come ha anche spiegato oggi il conduttore di Report (Sigfrido Ranucci) rispondendo via web alle critiche - se il mediatore europeo accoglie un reclamo su un vaccino (utilizzato in tutto il mondo), sul quale pende un'accusa di mancanza di trasparenza e di sottovalutazione degli effetti collaterali, c'ė il diritto del cittadino di essere infornato. E c'è il dovere di indagare e di informare da parte dei giornalisti (cosa che avviene raramente nella tv italiana pubblica sulla trasparenza e sulla corruzione nella sanità, per non parlare delle tv private).

Dal lavoro giornalistico di una scrupolosa collega (Alessandra Borella), il cittadino/telespettatore scopre così che non ci sono sufficienti dati per stabilire se ci sia correlazione tra effetti collaterali e somministrazione del vaccino anti-papilloma (anche se l'Ema registra un aumento delle segnalazioni avverse). Poi si scopre che ogni centro vaccinale si comporta a modo proprio, che i dati vengono raccolti in modo adeguato solo in sei Regioni, che segnalazioni temporali che fanno i pazienti ai medici entro le 36 ore dalla somministrazione del vaccino non vengono inoltrate a chi deve indagare per capire se vi siano nessi causali. Report ci dice poi che nel 2012 la Lombardia segnalava 692 casi avversi mentre secondo l'Agenzia italiana del farmaco, l'Aifa, erano 293 in tutta Italia: una notevole differenza. Come minimo servirebbe un pò di chiarezza sui numeri. Anche sulle morti per cancro da tumore al collo dell'utero: 1500 secondo l'Aifa, invece 1016 per l'Airc (Associazione italiana ricerca sul cancro), e 700 per l'Iss, Istituto superiore di sanità.

A chi non ha visto il servizio, va anche detto che le critiche all'Ema sono state sottoscritte dal professor Silvio Garattini, del Mario Negri, uno dei nomi piu importanti della sanità italiana, al quale non si può dare dell'antivaccinista. Anzi. (Ha ribadito all'Agi che serve una farmacovigilanza seria). Ed è emerso un fatto sconosciuto ai più: i soldi che l'Ema riceve per fare i controlli sulla bontà di un farmaco, arrivano dalle stesse aziende farmaceutiche, cioè i controllati. Quanto meno una bizzarria, che può alimentare i rischi di corruzione (e un caso è emerso, andato poi in prescrizione).

L'antivaccinismo.
Se vogliamo definire scientifici i dati forniti in merito alle segnalazioni avverse, di più autorevoli non ce ne sono perché vengono dalle fonti ufficiali. Se invece l'accusa è al modo in cui è stato affrontato il tema vaccino, non regge: perché non era in discussione il valore e l'importanza delle vaccinazioni - sottolineata dagli intervistati e dal conduttore - ma la qualità del lavoro svolto dagli enti controllori. Sostenere che Report sia contro i vaccini lascia quanto meno perplessi, perché, come detto, non è un programma di salute (e di certo non mancano quelli che parlano di vaccini, senza peraltro ascoltare mai una voce critica e autorevole sulle scelte di politica vaccinale: in questo caso l'informazione a senso unico va bene?). Il suo è un lavoro di inchiesta che cerca di vedere "cosa c'è dietro" le quinte, che di solito è poco risaputo perché in TV quasi nessuno fa indagini giornalistiche approfondite. In realtà la trasmissione di ieri sera, anche se poteva essere realizzata meglio, colma il vuoto di un'informazione su determinati argomenti. E ci sarebbe molto da ridire su alcuni programmi di salute e sanità che fanno "marchette" a tutto campo. E da questi il cittadino può aspettarsi molti messaggi unidirezionali (e promozionali).

Purtroppo chi oggi fa osservazioni, di qualsiasi tipo, sui vaccini viene bistrattato come un ignorante, messo all'indice, emarginato, etichettato come soggetto pericoloso. Se va bene (o male? dipende dai punti di vista), si viene paragonati a Red Ronnie ed Eleonora Brigliadori. Allora domando: si può discutere se sia giusto chiudere l'ingresso agli asili ai bimbi non vaccinati, si può chiedere che anche gli adulti (insegnanti, bidelli, medici, infermieri), vengano obbligati a vaccinarsi, si può pretendere che i controlli siano affidabili, senza essere perciò considerati "untori"? A quanto pare no: c'è sempre qualche smanioso di protagonismo mediatico che ti accusa di essere antivaccinista. E c'è sempre lo sbruffone di turno che, alla Sgarbi, tratta da capra chi non condivide le sue posizioni.

Adesso parlamentari del Pd chiedono che il programma venga bacchettato severamente, e una parte delle truppe cammellate del web (ci sono varie tribù sui social, in lotta fra di loro), ne invoca la chiusura. Viene il sospetto che avendo Report indagato su alcune vicende strane relative all'Unità, sia stato preso di mira per la vendetta, tremenda vendetta. Tuttavia è solo un sospetto. La certezza è quello che dicevo all'inizio: cadono tuoni e fulmini su chi tocca i vaccini. A prescindere. Come minimo si viene considerati nemici della salute pubblica: bisogna dire "sì buana" senza se e senza ma. La scienza che non si allinea pur avendo i titoli per discutere (come quelli della Cochrane), viene considerata rompiscatole. Alla fine la colpa dei colleghi di Report è soprattutto una e molto grave: non hanno previsto l'anatema che gli era riservato.



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