Denuncia sanitaria

03/01/2020

Catania: ex primario che impiantava stent con farmaci scaduti nel cuore dei pazienti

di Redazione InformaSalus.it


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Il Tribunale di Catania ha condannato a sette anni e sei mesi di reclusione l’allora primario dell’unità di Emodinamica dell’ospedale Cannizzaro, Alfredo Ruggero Galassi, accusato di avere impiantato stent medicali contenenti farmaci antiproliferazione scaduti nelle arterie di due pazienti, durante interventi di angioplastica. Il Pm aveva chiesto tre anni. Sono stati invece assolti due cardiologi dello stesso reparto.

 

Nel processo era presente nella duplice veste di responsabile e parte civile, l’ospedale Cannizzaro che è stato condannato al risarcimento danni delle due parti lesi assieme a Galassi. Il Tribunale non ha invece riconosciuto nessun danno alla struttura e ha anzi trasmesso alla Procura gli atti per valutare la posizione dell’allora direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Francesco Poli.

 

Sono stati trasmessi gli atti anche per due dipendenti dell’ospedale, allora responsabili dell’ufficio acquisti e della farmacia dell’ospedale. Analogo provvedimento riguarda anche i “legali rappresentanti delle ditte fornitrici degli stent scaduti”. I due fornitori diretti, accusati di frode in pubbliche forniture, sono stati assolti dal giudice per l’udienza preliminare con il rito abbreviato.

 

Il primario Alfredo Ruggero Galassi era imputato per abuso d’ufficio e somministrazione di farmaci guasti ed è stato anche “interdetto in perpetuo dai pubblici uffici” e “dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata della pena”.

 

“Si tratta di una grande vittoria del Codacons e degli utenti siciliani della sanità – ha commentato il presidente regionale Giovanni Petrone -, infatti proprio la nostra associazione sin dal 2014 ha presentato diversi esposti che hanno portato prima all’inchiesta della Procura, e poi al processo dinanzi al Tribunale”.

 

“Dopo le segnalazioni ricevute dai pazienti siciliani avevamo presentato una serie di denunce in Procura, chiedendo di procedere anche per il reato di abuso d’ufficio – ha dichiarato l’avvocato Carmelo Sardella, dirigente Ufficio Legale Regionale -. Oggi i giudici ci danno pienamente ragione, riconoscendo i reati commessi presso l’ospedale Cannizzaro a danno dei cittadini e concedendo una provvisionale a due parti civili”.

 

Una grande vittoria dunque non solo per il Codacons e per la parte civile da noi rappresentata, ma per tutti i cittadini della regione danneggiati dalla malasanità siciliana”, ha concluso Sardella.








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