Omeopatia per Animali

L'analisi del caso clinico di un gatto in Omeopatia Unicista

Fonte: Il Medico Omeopata



gatto persiano

Marta, è una gatta persiana di 4 anni.

Ad un anno di età sono cominciati i primi problemi sul collo e sulla regione lombare con una dermatite superficiale, senza perdita di pelo accompagnata da un leggerissimo prurito, che si aggrava leggermente durante la primavera e l'estate.

E' stata sottoposta a varie visite veterinarie seguite da prescrizioni di antibiotici e cortisonici con miglioramenti per i primi tre mesi; poi la patologia si è ripresentata ciclicamente ogni sei mesi peggiorando lo stato fisico e caratteriale.

 

La gatta è diventata sempre più nervosa ed aggressiva e la dermatite sempre più violenta.

Verso i tre anni si è aggravata ulteriormente. Le colture micotiche hanno  dato sempre esito negativo; nonostante l'evidenza dei fatti e l'impossibilità di trovare una reale causa, è stata fatta una prescrizione a base di antimicotici e cortisonici per alleviare il prurito che si faceva sempre più insistente.

La proprietaria, dopo un mese di terapia senza alcun risultato, ha deciso di non proseguire le terapie allopatiche e di rivolgersi a me.

La prognosi clinica al momento della visita era riservata data la situazione del soggetto.

 

Visita clinica

Marta presenta lesioni cutanee generalizzate nella parte superiore del corpo: testa, collo, schiena, zampe anteriori, con prurito intenso e dolore; sono presenti eritemi diffusi, papule, croste con essudato, zone alopeciche, tragitti fistolosi e lesioni emorragiche non cicatrizzanti diffuse anche sulla superficie ventrolaterale del tronco; si gratta continuamente e si strappava il pelo.

Impossibile modalizzare un quadro del genere.

L'anamnesi rivela che una delle sue due sorelle è stata sottoposta ad eutanasia perché la sua patologia cutanea era considerata incurabile e l'altra soffre di problemi analoghi.

Nell'ultimo periodo, Marta ha subito un cambiamento caratteriale molto intenso: i gatti di casa vengono continuamente picchiati e allontanati dal cibo, evita di sporcare nelle cassetta, rifiuta anche il contatto umano e si ribella ad ogni forma di affetto; si nasconde tutto il giorno, dorme ed esce solo per mangiare, circa 7 - 8 volte al di perché è voracissima.

La proprietaria mi riferisce che ruba anche il cibo in tavola e fa delle scorribande sulle ciotole dai cani per vedere se è avanzato qualcosa; la definizione che dà è "un appetito spaventoso".

Due volte al giorno esce in terrazzo, anche se fa freddo. E' impaurita di tutto.

Ultimamente beve moltissimo: beve anche dopo mangiato, nonostante mangi umido, e la sete è comunque un sintomo ben presente anche prima dell'aggravamento del quadro. Non si lava mai.

I calori sono appena accennati, quasi assenti. E' di costituzione magra. Non è mai stata vaccinata.

L'indagine non offre ulteriori spunti di ricerca.

 

Repertorizzazione

Non si lava (mind; washing, aversion to wash). Questo aspetto è molto strano per un gatto: chiunque ha ben presente la propensione di questa specie animale alla pulizia frequente del proprio corpo con la caratteristica gestualità di leccarsi le zampe per inumidirle e con esse strofinarsi a rotazione le regioni del corpo. Anche nella fase acuta si grattava, si rosicchiava e si strappava il pelo, ma non si lavava. Marta non si è mai lavata; si tratta dunque di un sintomo costante nella vita del paziente, un sintomo biopatografico.

 

Infantile (mind; childish). Tale atteggiamento è risultato costante nello stato di salute (succhiava ancora la coperta a 4 anni!) ed è stato perso completamente durante la fase acuta. Anche questo è un sintomo biopatografico.

 

Sera (mind; cheerful, evening). Durante la sera è sempre stata più allegra e di buon umore.

 

Appetito (stomach; appetite, ravenous). Questo sintomo è quello che più mi ha colpito: la gatta ha sempre avuto un grande appetito, ma durante la fase più acuta della patologia cutanea l'appetito è diventato addirittura "spaventoso". Il parametro appetito è stato tenuto in grande considerazione perché durante la terapia omeopatica ha subito numerose oscillazioni ed ha rappresentato una delle manifestazioni ansiose più evidenti.

 

Dittatoriale (mind; dictatorial). Tale atteggiamento, in forma minore, era presente anche prima nei confronti degli altri gatti di casa, ma quando sono presenti più soggetti in uno spazio limitato si crea inevitabilmente una gerarchia: gli animali che per natura tendono a dominare manifestano concretamente tale tendenza "mettendo in riga" gli altri, creando una situazione di equilibrio che rimane tale fino a nuovi cambiamenti; inoltre Marta è l'unica gatta non sterilizzata del gruppo e ciò giustifica ulteriormente questo stato. Al contrario, l'atteggiamento dominante nei confronti dell'Uomo non si era mai verificato in passato. Con i proprietari è sempre stata una gatta molto dolce ed affettuosa, quasi infantile (sintomo già segnalato precedentemente), succhiava i maglioni fino a fare dei veri e propri buchi; cercava spesso protezione sotto le coperte, nascondendo soprattutto la testa. Più ripetuta era la soppressione dei sintomi cutanei più aggravava la conflittualità verso l'Uomo. Questa osservazione obiettiva mi porta a considerare un bel sintomo del nostro Repertorio: mind; eruptions, mental symptoms after suppressed.

 

Si nasconde (mind; hiding, himself). Nella fase acuta è un sintomo molto marcato; la gatta si rintana negli armadi ed esce solo per mangiare. Quando è nascosta si gratta e le ferite peggiorano visibilmente; ogni volta che la proprietaria la vede è sempre peggio. Verosimilmente, come ha sempre fatto, si mette sotto gli indumenti che trova nell'armadio e questo fatto suggerisce un altro sintomo ben modalizzato: skin; itching, warm, bed, on becoming warm in. Il fatto di nascondersi in realtà non è un sintomo ben chiaro, perché presuppone uno stimolo emozionale che ne è all'origine. Possiamo tentare cosi di scomporre questo sintomo (mind - hiding, himself) in diverse parti:

1. Mind, approach by person; being: la vicinanza con i proprietari si è interrotta bruscamente; non vuole essere avvicinata neanche dagli altri gatti. L'unico momento di contatto è per il cibo allorquando diventa aggressiva.

2. Mind company aversion to: l'isolamento corrisponde ad un avversione alla compagnia;

3. Mind touched aversion to being: non si fa toccare da nessuno.

 

Freddo (generals; cold, amel.). Molto curiosa l'annotazione che la gatta esce in terrazzo anche con temperature basse per dormire per alcune ore fuori. Penso che i sintomi cutanei vengono migliorati dal freddo e peggiorati dal caldo, visto che da quando si nasconde negli armadi la situazione è peggiorata.

 

Sete (stomach; thirst large quantity for, long intervals, at) la sete è stata sempre presente per grande quantità d'acqua con scarsa frequenza.

 

Le lesioni cutanee sono cosi varie ed ampie da non riuscire a caratterizzarle o modalizzarle (Tabella 1).

 

Radar licence : 18268 - Data : 06/11/2000 MARTA

Somma dei sintomi (+gradi) - Repertorio Synthesis (versione 7.3) Questa analisi contiene 304 rimedi e 13 sintomi.

1. MIND - WASHING - aversion to wash, bathing 16
2. MIND - CHILDISH behaviour 54
3. MIND - CHEERFUL - evening 44
4. STOMACH - APPETITE - ravenous 163
5. MIND - DICTATORIAL 29
6. MIND - ERUPTIONS; mental symptoms after suppressed 22
7. MIND - HIDING - himself 1
8. MIND - APPROACHED by persons; being - aversion to 16
9. MIND - COMPANY - aversion to 166
10. MIND - TOUCHED, aversion to being 50
11. SKIN - ITCHING - warm - bed; on becoming warm in 60
12. GENERALS - COLD - amel. 104
13. STOMACH - THIRST - large quantities, for - long intervals, at 5

 

Prescrizioni ed Osservazioni

6 novembre 2000. Viene prescritto Sulphur 30 CH tre granuli al di per 7 giorni, poi pausa.

13 novembre. Esce definitivamente dall'armadio ma non si lascia ancora toccare o avvicinare; più volte durante il giorno esce all'aria aperta e li rimane per parecchio tempo; l'appetito è meno intenso. Le lesioni cutanee si asciugano un po' anche perché Marta si gratta di meno.

 

22 novembre. Riprende a nascondersi; anche l'appetito è tornato "spaventoso"; manifesta una marcata aggressività nei confronti degli altri gatti; cerca sempre l'aria fresca e vuole uscire. I sintomi fisici peggiorano notevolmente soprattutto a livello della base della coda e agli arti inferiori.

25 novembre. La dermatite è meno intensa localizzata quasi esclusivamente all'attaccatura della coda. Marta non si nasconde più, ha ripreso i contatti con i proprietari e l'appetito è calato notevolmente.

 

28 dicembre. E' ricresciuto il pelo quasi dappertutto, sono scomparse le lesioni.

25 gennaio 2001. Ricompaiono delle crosticine attorno al collo e ricomincia a grattarsi; aumenta l'appetito ma l'aggressività è molto ridotta; le viene somministrato Sulphur 30 CH dinamizzato per tre giorni.

 

29 gennaio. Miglioramento sia dal punto di vista fisico che caratteriale; ritorna a dormire con i proprietari.

30 marzo. Ricompaiono alcune piccole croste sul collo e sulla testa; scompaiono da sole dopo 2 giorni.

15 giugno. L'appetito si è ridimensionato notevolmente, mangia regolarmente, gioca, è affettuosissima e l'aggressività è quasi totalmente assente.

 

Conclusioni

Una rubrica molto interessante che può fare da spartiacque nel trattamento omeopatico del gatto è: mind washing, aversion to wash; ci sono "solo" 16 rimedi. Un gatto che non si lava è molto particolare, poiché per natura sono animali molto puliti.

Inizialmente avevo dato più peso all'atteggiamento dittatoriale di Marta; in seguito ho capito che esisteva anche una certa gerarchia all'interno della casa e che essendo l'unica gatta non sterilizzata tra maschi castrati, Marta era inevitabilmente il capo.

Il sintomo appetito nel tempo ha subito molte oscillazioni la cui evoluzione è proceduta dallo stato estremo fino a stabilizzarsi in uno stato di "sano appetito".

Viene confermato l'aspetto miasmatico, antipsorico, di Sulphur visto che anche le sorelle sono state attaccate da patologie cutanee gravi.

Un'altra considerazione, ormai ben consolidata nella prassi omeopatica, riguarda il peggioramento dei sintomi mentali per soppressione dei sintomi periferici ed in particolare cutanei.

Anche questa è una rubrica che nella pratica viene molto spesso presa in considerazione.

Esistono vari tipi di aggressività nel gatto; nel libro: "Il comportamento degli animali domestici" 3° ed. di K.A.Houpt, l'aggressività nel gatto viene cosi suddivisa:

 

1. aggressività verso le persone
- di tipo predatorio
- di dominanza
- ridiretta (gatto che aggredisce il proprietario perché vede un altro gatto dalla finestra)
- legata alla paura o alla territorialità

 

2. aggressività verso altri gatti
- legata alla territorialità
- ridiretta

 

Nella gatta Marta il carattere di dominanza è sfociato in aggressività verso i proprietari e verso gli altri gatti con una modalità di tipo esponenziale.

Ho avuto difficoltà ad inserire questo atteggiamento nella divisione riportata nel libro; penso che sia dovuta non tanto a fattori esterni quanto ad un approfondimento della patologia verso livelli più alti (come il livello emozionale rispetto al livello fisico).

Constatare che in Mind, eruptions, mental symptoms after suppressed ci sono 18 rimedi tra cui Sulphur in 2° grado, mi ha confermato l'esattezza del ragionamento.

 

Un po' tirata per i capelli può essere anche la rubrica Mind, sadness, eruptions suppressed with, non considerata nella repertorizzazione, poiché il fatto che la gatta si ritirasse negli armadi e non volesse più giocare rappresenta comunque un esperienza animica di chiusura, come lo è la tristezza. Ci sono solo due rimedi: Sulphur è presente in 3° grado.

Anche se difficilmente si riesce a condensare la complessità dell'animale nelle immagini stereotipate descritte dalle Materie Mediche (filosofo, cencioso, magniloquente, ecc), ciononostante penso che Sulphur abbia agito abbastanza in profondità, considerando che la potenza è stata una 30 CH e che il dosaggio è stato ripetuto per un tempo molto breve rispetto alla durata della malattia.

 

Nota a margine:

Anche se apparentemente potrebbe sembrare poco originale pubblicare un caso clinico del "solito" Sulphur, il lavoro di Stefano Cattinelli è invece di grande interesse, perché sintetizza ottimamente gli aspetti fondamentali del metodo unicista applicato alla veterinaria: la puntigliosa indagine, l'evidenziazione degli aspetti caratteristici, l'estrema attenzione nell'interpretazione dei sintomi comportamentali (che per gli animali non può essere disgiunta dalle cognizioni di tipo etologico) e nell'analisi delle osservazioni prognostiche.

Andrea Brancalion



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