Omeopatia - Casi Clinici

Porpora trombocitofenica idiopatica o morbo di Werlhof. Un caso di Cenchris contortrix

Fonte: Il Medico Omeopata



adolescente

Un giorno d'estate del 1994 ricevo una telefonata da una signora con forte accento toscano, che mi chiede se posso prendere in cura la sua nipotina, figlia di sua sorella, affetta da trombocitopenia. Mi faccio spiegare per sommi capi la situazione e la signora mi invita a dare un appuntamento prima a lei stessa, per spiegarmi bene, afferma, il carattere della ragazza e l'ambiente familiare in cui vive. Accetto di buon grado e la vedo appena possibile. La signora è accompagnata dal marito. Molto simpatica, loquace, allegra, si percepisce subito quanto abbia a cuore la salute della nipote e ne sia preoccupata, come lei dice: Molto più della mi' sorella, che è tirchia e non vuole farla vedere da nessuno, ma qui da lei accetterà di portarla, perchè la visita la pagherò io.

 

Domando quindi com'è la situazione:

Guardi, la mia nipote ora ha 16 anni. È sempre stata bene, poi a 14 anni ha avuto le prime mestruazioni. Sono sempre state molto abbondanti, ma fin lì tutto bene, Sara (il nome di fantasia che do alla ragazza) non si lamentava di disturbi. Poi un anno fa un bel giorno si è svegliata e aveva tutte le gambe piene di puntini rossi, ci hanno poi detto che era una porpora emorragica. Ha fatto le analisi e lì hanno scoperto che aveva le piastrine bassissime, la prima volta erano a 59.000, poi sono arrivate a 29.000. Allora. da allora ha fatto tanto cortisone, e sono salite a 130.000, ma dopo sei mesi sono di nuovo precipitate a 31.000, allora le hanno dato dell'altro cortisone più forte e sono salite, ora all'ultimo controllo ne ha 80.000. I medici hanno detto che si chiama morbo di Werlhof e non c'è altra cura a parte il cortisone, oppure dovranno togliere la milza. Ma se possiamo tentare qualche altra cura, non vogliamo che Sara s'imbottisca ancora di cortisone, e l'intervento guai...

 

Ora le spiego la situazione. È una bimba molto gelosa, invidiosa. Molto ha preso tutto da sua madre, per la mi' sorella interessano solo i soldi, e sì che stanno bene, suo marito è un libero professionista e guadagna bene, abitano a XXX, in centro, hanno una bella casa... ma lei ha sempre avuto manie di grandezza, la migliore scuola privata per la figlia, deve essere sempre in ordine, vestita bene, tutto per l'apparenza, deve sempre dimostrare di essere ricca, importante, le dice già che si deve sistemare bene, avere un bel matrimonio, e poi non vuole spendere niente di più per farla curare. Il marito non conta nulla, porta i soldi a casa e basta. Sara poi è figlia unica, e quindi è superviziata. È sempre stata nervosa, andava a scuola dalle monache, perchè quella era la scuola più 'in' del posto, e verso i sette anni ha avuto una crisi di nervi. Ma è sempre andata molto bene a scuola. Sua madre ha avuto un diabete gravidico, ha preso molta insulina durante la gravidanza, non so se ci può entrare...

 

Domando se Sara ha mai manifestato problemi emorragici, epistassi, gengivorragie, lividi o ecchimosi senza cause apparenti.

No, che noi sappiamo, è sempre andata bene, non ha mai avuto nulla. Ha solo avuto le mestruazioni molto abbondanti, da quando le ha.

Chiedo se è al corrente del tipo di flusso mestruale di Sara, e qui la signora si dimostra veramente informata. Intuisco anche che vi è probabilmente molta confidenza fra zia e nipote.

Mi ha sempre detto che il suo sangue è molto scuro, con tanti grumi di sangue scuri, che le fanno un po' male. Ha un carattere terribile, è gelosa di tutto. Picchia e piglia a pedate il cane, perchè sta con la zia, cioè con me, anche se poi lo adora. C'è il fatto da dire che i suoi non la mettono molto al centro dell'attenzione, a parere mio... Lei vuole sempre stare con i genitori, ma loro sono sempre troppo impegnati. Sua madre poi è fanatica della pulizia e dei microbi, e poi niente cinema nè autobus. Le mani se le deve lavare di continuo.

 

Ha studiato e fino alla terza media la madre la aiutava continuamente, ma dalla prima Liceo la trascurava di più, e la ragazza ha cominciato a frequentare i ragazzini, a sporcarsi le mani, che so, con i gelati, ed è meno seguita a scuola. Questo è successo nell'Ottobre del '92, e da Febbraio del '93 è iniziata la malattia. C'è da dire anche che la mi' sorella doveva diplomarsi in quel periodo e doveva studiare molto, così aveva trascurato la figlia.

 

La invito a continuare riguardo al carattere di Sara.

Lavora moltissimo di fantasia, fa un cappello su tutto. Dice sempre che molti la corteggiano. Racconta di cose belle e costose che ha, villa, piscina, che non è niente vero. Sua madre non c'era quasi mai in casa e la bimbina è sempre stata educata dalla nonna, che è una gelosa, invidiosa, è piena di fantasie di grandezza. C'è sempre stata poca presenza dei genitori, poco senso della famiglia, loro non ci sono mai. Sempre viziatissima, tutti i giocattoli, ma non ha mai avuto padre e madre, i genitori uscivano sempre la sera e lei era sempre scaricata dai parenti, in generale sempre dalla nonna, perché la baby sitter costa.

 

Chiedo se ricorda che tipo di "crisi di nervi" ebbe Sara all'età di sette anni.

Continuava a dire che soffocava, aveva delle crisi di soffocamento e cercava in continuazione i genitori. Lei ha anche un sudore forte con molto odore, puzza. È un sudore acido molto puzzolente, di più alle ascelle. Poi soffre il caldo, è calorosa. È ruffiana, vuole sempre sedurre tutti. Poi è gelosissima, la gelosia la fa andar fuori di testa. Ha il terrore di rimanere zitella. Ora ha un ragazzino, ma ne ha già cambiati tanti, questo lo tiene per far vedere che ha qualcuno... Si veste sempre provocante, minigonne, vestiti attillati, camicetta aperta... Poi quando si arrabbia è una furia, sbatte la porta. Ma le ripeto, il fatto dello status sociale e delle sue fantasie è probabilmente indotto dalle idee della madre, che ha sempre voluto per lei gli ambienti d'elite.

 

Domando se conosce qualche paura di Sara.

Oh, sì. Delle malattie, l'ha presa dalla madre. Poi dei cani, ma ora meno, più da piccola. Dei serpenti, non li può sentire nominare, fa delle scene... Poi del buio, non va mai a letto da sola, neanche adesso. Un po' dei ladri, ma è di famiglia. Ha la claustrofobia, anche questo dalla madre.

 

Le rivolgo altre domande, per ottenere più notizie possibili.

È studente al Liceo Classico, non poteva farne altri, per le ambizioni della famiglia. Da grande so che le piacerebbe fare la giornalista o la dottoressa o la veterinaria. È sempre stata in buona salute, è stata solo operata di un'ernia inguinale o crurale destra appena dopo la nascita, aveva 34 giorni, e poco dopo le era venuta una broncopolmonite, ma poi è stata sempre bene.

I test e quasi tutte le analisi non le abbiamo, neanche la mi' sorella, tengono tutto in ospedale e non ci danno le copie, e di fare analisi fuori non se ne parla, costano e poi che si fanno a fare? Ma so che i test sono positivi, non le so dire di più.

 

Prima visita

Circa due settimane dopo conosco finalmente Sara.

 

È molto graziosa, i lineamenti dolci, appena intimorita all'inizio della visita ma in seguito sempre più sciolta e spigliata. Veste in maniera molto elegante, truccata, la minigonna cortissima come già mi aveva informato la zia, lo sguardo languido e deduttivo, ma anche molto triste, capisco che cerca di mantenere una parte, un tono a tutti i costi. Di media statura, corporatura normale, capelli castano scuri più o meno tinti, lunghi. Accompagnata dai genitori: la madre piccolina, magra, secca, non mi sembra particolarmente severa ma dura, asciutta, tirata, mi evoca omeopaticamente un qualche sale di Arsenicum. Il padre mi sembra più affabile, più vicino ai problemi della figlia per quel poco che le due donne lo lasciano esprimere durante la visita. Quando può parla e percepisco la sua preoccupazione, anche se l'impressione generale è di una persona per lo più assorta e dedita al suo lavoro, con poco spazio per il resto.

 

Inizia la madre, raccontandomi tutti i precedenti patologici che già conosco e quindi non trascrivo. L'ultimo conteggio delle piastrine risulta essere di 68.000, sempre in terapia cortisonica. Non è mai stata presente splenomegalia. Mi informa anche che l'anno prima, poco prima della diagnosi, fu eseguito un puntato sternale, del quale mi porge il referto (è l'unico referto del quale è in possesso): Megacariocitosi con numerose forme immature e note di vacuolizzazione, tipico da M. di Werlhof.

 

Mi precisa che oltre alla porpora emorragica erano anche comparsi dei lividi alle gambe, grandi ognuno come una moneta, bluastri-marroncini, una vera novità poichè la pelle di Sara non era mai stata particolarmente sensibile ai colpi presi in giro. Mi ribadisce che non aveva mai sofferto in precedenza di epistassi, nè di altre forme emorragiche. Ricorda altresì che ebbe una cistite nel Gennaio del 1993 per la quale prese del VELAMOX, e poco dopo comparirono i sintomi, ma che le sembra difficile attribuire responsabilità a tale antibiotico, in quanto ne aveva già fatto uso in passato, e poi i medici lo hanno escluso categoricamente.

 

Mi rivolgo ora a Sara, rimasta in silenzio per tutto il tempo incuriosita a scrutarmi, e decido di rivolgerle per ora domande generiche, poco impegnative, per acquisire un po' di confidenza. Le chiedo quindi se è stata più o meno magra in passato, come mangia, quali cibi preferisce ecc.

 

Ero molto magra fino ai dieci anni, poi ho preso un po' a ingrassare, ora vorrei molto dimagrire! L'appetito ce l'ho buono, e non vorrei... la sete è normale. Mi piacciono le cose salate: pane, pasta, focaccia, le cose piccanti. Non c'è niente che non mi piace, la cipolla forse. Digerisco bene. L'intestino è sempre stato stitico, fin da bambina, anche adesso.

 

La interrompe la madre precisandomi che le sue feci hanno sempre un cattivo odore, sono molto forti, provocando un chiaro disappunto della figlia. La esorto a riprendere la parola, domandandole che scuola fa, come va lo studio, se riesce a dormire abbastanza, quali sono i suoi sogni (in tutti i sensi).

 

Faccio il classico, ma avrei voluto fare il linguistico, perché mi piace girare il mondo. A scuola mi trovo bene, a parte quando mi fanno arrabbiare. Studio un po' volentieri e un po' no, dipende se ho delle cose da fare. Ho sempre sonnolenza, al mattino non mi alzerei mai, ma se vado a dormire al pomeriggio è ancora peggio, rimango rintronata per delle ore. La notte dormo bene ma la sera non andrei mai a dormire, fin da piccola volevo sempre stare sveglia, solo che loro non mi ci lasciavano mai... ora vorrei sempre uscire la sera.

 

Ho sempre caldo quando vado a letto: alle gambe, ai piedi, alle braccia, mi scopro tutta.

 

I miei sogni sono che vorrei viaggiare, girare il mondo e vedere un sacco di cose. I miei sogni quando dormo... ho sognato la scuola, il primo giorno, con il compito di greco. Poi sogno di solito degli amici, delle compagnie.

 

Mi informo del suo ciclo mestruale.

Sono sempre un po' irregolari, in ritardo. Ora per esempio non mi vengono da due mesi. Sono un po' dolorose il primo giorno, ma io sono una che sopporta sempre molto il dolore. (Madre e padre concordano). Sono molto abbondanti, lo sono sempre state, e mi durano sette giorni, gli ultimi giorni sono meno abbondanti.

 

Le chiedo cosa la fa arrabbiare, a scuola e in generale.

Mi arrabbio spesso. Per le PROIBIZIONI. O se non vengo considerata.

La interrompe la madre: Per farsi considerare racconta molte bugie, o gonfia le cose.

Sara: Lo faccio per avvicinare gli altri, per sentirmi più in compagnia, più del gruppo. Cosa vuoi che gonfi!

La madre: Per esempio, racconta che la zia ha la villa, con piscina e il campo da tennis. Sara: Non lo faccio per far vedere quello che non ho. Lo faccio per entrare in rapporto.

 

Le domando cosa la fa commuovere.

Quando sono sola, non mi piace stare sola ASSOLUTAMENTE. Da bambina invece preferivo giocare più da sola che con gli altri e mi immedesimavo in giochi, tipo il negozio, in cui facevo tutti i ruoli, ma molto realistico, con i soldi veri e gli oggetti veri. Io recito molto bene. Quando invece mi arrabbio lo tiro fuori, voglio che gli altri se ne accorgano, voglio lanciare un messaggio. Sto bene con i miei amici, ma devono essere divertenti, un po' fuori dalla norma. Mi piace divertirmi.

 

Mi rivedo tutte le informazioni raccolte e non esito per Lachesis, consigliando loro di dimezzare la prescrizione del cortisone. Prescrivo quindi:

Lachesis 200 CH - Una monodose al giorno per tre giorni.

 

Seconda visita

Ci rivediamo dopo due mesi, nei quali i genitori mi telefonano un paio di volte informandomi dell'andamento del conteggio piastrinico: 66.000 e un mese dopo 64.000. Viene sempre accompagnata dai genitori, ma stavolta permetto solo a Sara di entrare in studio (cosa che tutti accettano di buon grado). La vedo più rilassata rispetto alla prima visita, forse per il fatto di essere sola o anche perché abbiamo acquisito maggior confidenza. Le domando come va.

 

Sono molto nervosa, ho sempre degli scatti violenti. Ho anche le mestruazioni sempre in ritardo, di sette-dieci giorni e più le aspetto più divento nervosa, io sto sempre male prima, divento isterica. Piango molto in questo periodo, per qualsiasi emozione bella o brutta e il pianto non mi fa stare meglio, anzi, dopo sto ancora peggio. Ho sempre paura che il mondo sia coalizzato contro di me...

 

Chiedo maggiori delucidazioni.

Ho sempre paura che gli altri parlino male di me... Anche perché io ho parlato spesso male degli altri... Ho sempre bisogno dell'aiuto di qualcuno, dovrei vivere attaccata a un altro. Col ragazzo, se ne incontro un altro meglio, lo cambio e non ci penso molto. DA LUI VOGLIO LEALTÀ ma io spesso non la do. Con le amiche invece sono fedele e più costante.

 

Mi è venuto in mente che da grande vorrei fare psicologia o medicina, per fare la libera professionista, per avere il contatto diretto con le persone, mi piace gestire da me le cose... Poi non so, so che deciderò all'ultimo momento, sono come mio padre nel fare le cose all'ultimo momento. Ma ho poca voglia di studiare, sono nervosa, piango un'ora tutti i giorni. Non mi va la mia classe. Sono tutti snob. Tutti valutano la villa più grande, la macchina più lunga, a me fastidia questo, così sono sempre più sola. Non si sanno divertire, a me invece piace divertirmi per bene e ora. Il mio ragazzo è noiosissimo e gelosissimo...

 

Il mio carattere è anche peggiorato molto da quando faccio il cortisone, quando ne facevo di più non mi si poteva stare intorno. Ho una paura folle delle malattie, come ho qualcosa penso subito: 'chissà cosa sarà'. Ero così già da bambina, ma adesso è peggio. Ho anche paura del sesso, anche se sembro così disinibita... Penso sempre che mi vogliano violentare, fare di tutto e io sono lì inerme, a volte l'ho anche sognato. Una mia amica che ha la mamma psicologa dice che evidentemente io nel subconscio ho voglia di farmi violentare, ma io non so se è vero... ho sempre del disagio quando sono lì con un ragazzo.

 

Domando se ricorda qualche altro sogno.

Sempre di persone conosciute: amici e nemici, in questo periodo soprattutto nemici. Poi sogno sempre cose brutte. Del nonno all'ospedale che sta male. Del diavolo. Dei ladri, che io sono a casa e vengono i ladri, e questo lo sogno spesso, vengono per ammazzare o per rubare. Poi sogno spesso anche che c'è sempre qualcuno dietro che mi rincorre e che mi vuole fare del male... se va bene derubare, ma se no mi vuole sempre violentare e poi uccidere.

 

La ringrazio, dentro di me, per avermi fornito queste preziosissime informazioni. Penso ovviamente a Cenchris, il rimedio - serpente che più di tutti gli altri ha elaborato questo tipo particolare di senso di persecuzione: quella sessuale, appunto. Noto anche, nella Materia Medica, che il  rimedio sviluppa un particolare tipo di sudorazione dall'odore fortemente acido, come mi è stato riferito di Sara, più tanti altri sintomi presenti nella paziente. Lo prescrivo ovviamente, alla diluizione più facilmente reperibile al momento e, fatti entrare i genitori, consiglio loro di interrompere completamente il cortisone.

 

Prescrivo: Cenchris contortrix 30 CH - Tutti i giorni per due settimane, poi solo un giorno la settimana, per quattro settimane.

 

Terza visita

La visita successiva avviene dopo altri due mesi, nei quali ricevo diverse telefonate sia dai genitori sia dalla zia, entusiasta e irrefrenabile nell'inondarmi di ringraziamenti, poiché dalle analisi successive le piastrine risultano essere sempre ad ottimi livelli: 180.000, 213.000, senza  più prendere il cortisone. Mi  raccomando sempre  con loro di  non farsi prendere  da troppi  facili entusiasmi, ma la zia mi dice che tant'è, il suo spirito toscano puro è così... Rivedo quindi Sara, anche stavolta soli.

 

Sono contenta, perché le piastrine vanno bene e non prendo più porcherie... Infatti sono sgonfiata di una taglia! Mi sento meglio. Anche le mestruazioni sono venute più regolari, sempre un po' in ritardo, ma solo di pochi giorni, ora mi sono venute dopo 32 giorni. E poi sono più belle, più fluide, prima avevo sempre dei grumi scuri che mi facevano male, ora sono venute più chiare, belle rosse e meno abbondanti di prima.

 

Domando se ha notato altro.

Ho avuto una influenza con delle grosse placche in gola, volevo telefonarle, ma poi mi è passato di mente e allora mi hanno dato degli antibiotici... io avevo paura per le piastrine, ma al controllo dopo andavano sempre bene... meno male! Ho avuto un inizio di cistite ma se ne è andata subito da sola...

 

Chiedo se ha mai sofferto di cistiti.

Ne ho avute due, mi han detto nei primi anni di vita... poi un'altra verso i 15 anni, e lì mi ricordo che mi hanno dato molti antibiotici.

 

Domando come si sente in generale:

Sono sempre un po' arrabbiata, in quella scuola non ci vorrei più stare. Anche col mio ragazzo, non mi va ma non mi sento di lasciarlo, se no poi rimango sola. Ho anche paura che mi lasci, io soffro troppo se uno mi lascia, questo è drammatico per me.

 

Riguardo a nuovi sogni.

Non ho più fatto incubi, sogno sempre i compagni di scuola, che mi fanno arrabbiare, sogno che mi picchio...

 

Faccio entrare i genitori e chiedo loro come vedono la ragazza. Entrambi concordano nel dirmi che hanno notato che è un po' più calma, posata, con meno scatti nervosi. Il padre mi riferisce che ha notato in lei un atteggiamento diverso con la scuola e con gli altri, con le persone. Anche per la madre Sara è più tranquilla, un po' più contenta.

 

Prescrivo sempre Cenchris 30 CH, una volta la settimana per due mesi.

 

Nei tre mesi che seguono fino alla visita successiva ricevo le consuete telefonate dalla loro città, sia per informarmi che il conteggio piastrinico procede sempre bene, con livelli di trombociti fra i 190.000 e i 220.000, sia per chiedermi consigli riguardo a piccole patologie occasionali di Sara, febbri o mal di gola (avendo rimproverato i genitori per non avermi telefonato in precedenza, in occasione di quella faringite acuta e aver corso del possibile rischio con gli antibiotici). Io prescrivo sempre telefonicamente qualche granulo del rimedio, con pronta scomparsa dei sintomi.

 

Rivedo anche la zia in questo periodo, nel frattempo in cura presso di me, sia lei stessa che il marito. Mi informa che Sara la vede sempre meglio, molto meno invidiosa di prima, più tranquilla, anche un po' meno gelosa, senz'altro senza più quegli scatti isterici di rabbia. Non manca mai di sottolinearmi dell'avarizia della sorella: “Pensi che fa pagare tutto a Sara, le sue visite e anche quelle dell'ematologo!” A me francamente sembra un po' esagerato, ma non avendo modo di verificare me ne sto.

 

Quarta visita

Quando la rivedo noto subito il suo abbigliamento molto più semplice, meno provocante, l'assenza di trucco, vedo una ragazza che finalmente dimostra la sua età, senza forzature di "donna vissuta e fatale". Anche lo sguardo è più vivo, non potrei dire allegro, ma senz'altro spontaneo, sembra molto infantile a volte.

 

Sto molto bene, anche la scuola la prendo un po' meglio. Tanto ormai non me la sentirei di cambiarla per rifare tutto daccapo e allora mi sono rassegnata, tanto vale prenderla bene. Sono un po' depressa, perché il ragazzo mi ha lasciato, e poi anche un altro mi ha lasciato... Ma non ho fatto crisi isteriche, l'ho presa così... Sono un po' più serena, ma ho tanta voglia di crescere, che passi il tempo, per finire quella scuola e poi lavorare e andarmene via di casa...

 

Stavolta ho fatto qualche sogno, di nuovo un po' brutto: di gente che mi rincorreva per farmi del male, per violentarmi. Un altro, di essere ad una festa e di essere sola, mentre tutte le amiche erano con i ragazzi.

 

In generale sono anche un po' stanca, ogni tanto mi viene mal di gola, ma vado anche sempre in giro con una magliettina... Ma quando sto fuori sto benissimo, è quando torno a casa che mi viene la stanchezza. Alla mattina mi sveglio già stanca... Come se mi sentissi la febbre, ma poi me la misuro e non ce l'ho mai, poi la stanchezza mi va via quando esco di casa, e mi torna al pomeriggio quando rientro, ma se sto fuori non ce l'ho.

 

Non ci sto tanto bene in casa, i miei non li sopporto più, poi vorrei anche cambiare i mobili della mia camera, ma è come col ragazzo, anche se non mi va bene ho troppa paura di cambiare, neanche i mobili, anche se sono disordinatissima e perdo tutto.

 

A questo punto si lancia in una filippica devastante contro il ragazzo che l'ha appena lasciata, enumerandomi decine e decine di pettegolezzi riguardo la sua famiglia. Una visita che mi ricorderò! Prescrivo Cenchris 200 CH in gocce, per tre giorni e al bisogno.

 

Conclusioni

Dopo sei mesi da questa visita ho finalmente l' "onore" di osservare un'emocromo, unitamente al referto di un nuovo puntato sternale, questa volta assolutamente normale. Sara sta bene ed il conteggio piastrinico è ulteriormente salito su valori intorno ai 230.000.

 

Questo avviene nell'autunno del 1995 e mentre scrivo sono passati più di cinque anni da allora, anni nei quali ho rivisto Sara sempre più sporadicamente, in media una volta l'anno, più che altro per mantenere da parte sua un certo rapporto con me (così mi ha detto lei stessa). Ho anche sempre modo di sapere di lei anche dall'onnipresente zia, che periodicamente viene in visita col marito.

 

Sara (ora scrivo nel 2000), è sposata da due anni (per andare via di casa, mi ha detto: Non ne potevo più!) anche se il matrimonio pare non sia felicissimo. Studia Lingue, quello che ha sempre desiderato, anche se i suoi avrebbero voluto un'altra facoltà, tipo Legge. Non ha mai più preso cortisone né antibiotici, né ha più lamentato sintomi emorragici. Il conteggio piastrinico si è sempre mantenuto a livelli ottimali, come anche è risultato negativo un'ulteriore puntato sternale, eseguito nel 1998.

 

Breve nota: questo caso è stato da me trascritto nel 2000, da allora sono trascorsi altri quattro anni, nei quali Sara si è sempre sottoposta ai vari regolari controlli che hanno sempre dato esito negativo, al punto che gli stessi ematologi l'hanno praticamente dimessa, consigliandole di farsi viva solo se avesse notato qualche recidiva.



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