Omeopatia - Casi Clinici

Tre casi clinici di Kalium arsenicosum [Rimedio omeopatico]

Fonte: Il Medico Omeopata



omeopatia

CASO CLINICO N° 1 (Dr. Francesco Marino)

Quando la paura del male è peggiore del male stesso!

Prima visita - 15 Settembre 1998

Piero è un uomo di 66 anni che si presenta in modo singolare. Benché fossimo in settembre e faccia ancora parecchio caldo è supercoperto: giaccone, 2 magliette una sull'altra (oltre alla maglietta della salute.), sciarpa, scarponi e calzini invernali, e per finire un buffo cappellino (dal quale non si separerà mai durante le varie visite).

 

L'espressione è quella di una persona francamente preoccupata per la propria salute e, al tempo stesso, profondamente sfiduciata, quasi rassegnata.

Soffro di ripetute infezioni alle vie respiratorie. Da quando sono andato in pensione, sono crollato. Mi sento di un'estrema fragilità, sono come paralizzato, impotente ad affrontare la benché minima incombenza. Ho paura di tutto: ogni corrente mi fa venire un raffreddore, col mal di gola che poi scende nei bronchi e non se ne va più. Cerco di evitare il freddo e l'umido, basta una sudata che mi frego. Ho sempre questo catarrino nel naso e in gola che mi dà un bruciore e la voce rauca e devo costantemente raschiare per mandarlo via. La salute è la mia dannazione: ogni 15 giorni in media mi capita qualcosa, non ce la faccio più a tirare avanti così. Non posso fare uno sforzo, prima mi facevo almeno 10 chilometri al giorno in bici, quando insegnavo. Ora sono costretto a portare una mascherina come i vigili urbani del Centro, per evitare lo smog. Dagli esami risulta che ho un enfisema e dall'espettorato vengono fuori Candida, Hemophilus infl., Pseudomonas. Il pneumologo che mi segue mi ha fatto fare cicli di antibiotici, ma non è servito a niente, anzi. Mi hanno fatto venire un'infezione alla bocca (N.d.A. una candidosi orale) e poi per mesi mi sono trascinato una febbretta, che mi dava una strana sensazione di calore al viso e mi faceva sudare, però avevo i piedi gelati. Per ogni stupidaggine devo prendere qualcosa, per proteggermi, ma poi mi fanno stare peggio e allora.

 

Mi mostra i vari esami fatti (una montagna!) ma ciò che più mi colpisce è il suo sguardo: fisso, quasi perso nel vuoto. È evidente lo stato depressivo per cui gli chiedo qualcosa sul suo umore, sulla sua vita affettiva, anche perché credo che un simile crollo abbia origini ben più lontane.

Da quando sto così ho alti e bassi, risento molto di ciò che mi succede attorno. È da quando sono andato in pensione che sono crollato. Probabilmente ero così anche prima, come mi ha fatto notare il mio analista, ma non me ne accorgevo perché ero assorbito dal lavoro. Ho sempre quest'ansia che mi divora, mi prende e non so che fare, fino a vere e proprie crisi di panico. Il momento peggiore è al risveglio, è una sensazione angosciosa dover affrontare un'altra giornata, chissà cosa mi capiterà. Ma anche la sera, andare a letto non è facile, cerco di andarci il più tardi possibile.

 

Chiedo come mai e se gli capita di fare sogni particolari.

La notte è spesso popolata da sogni vivi, non proprio incubi. Il più delle volte li dimentico però ci sono due elementi che ritornano spesso: le difficoltà legate a viaggi o spostamenti e l'acqua. Ad esempio, c'è da affrontare un viaggio, oppure un progetto insieme ad altre persone, si parte ma ad un certo punto sorgono difficoltà, incomprensioni, qualcosa che rompe l'atmosfera armoniosa presente fino a quel momento. E poi quest'acqua, sempre presente come qualcosa di minaccioso, che so, un'inondazione, una pioggia, qualcosa che rompe gli argini.

 

Colpito da ciò che mi va rivelando, gli chiedo qualcosa di più personale.

Sono stato sposato per 20 anni, un'esperienza ricca, complessa che ad un certo punto ho deciso di chiudere perché la ritenevo conclusa. Ho avuto 2 figli, di cui un maschio che vive e lavora come medico a New York; è una persona di successo. Poi sono stato single per circa 7 anni durante i quali ho avuto una breve storia, quindi ho conosciuto una donna di 15 anni più giovane con cui mi sono risposato e che mi ha dato un figlio che ora ha 5 anni. Nella mia vita ho sempre avuto bisogno di costruire rapporti molto forti, quasi esclusivi, da cui poi mi distacco perché diventano troppo soffocanti. Ora mi sento in colpa verso la prima moglie, che si è ammalata gravemente. E mi sento in colpa anche verso la moglie attuale e il bambino, perché da quando sto male non riesco più ad essere un sostegno per loro. Sono IO che ho bisogno, ora. E questo mi mette a disagio, mi fa sentire molto più vecchio, decrepito, come se fossi entrato in una spirale perversa, senza via d'uscita. Non riesco a costruire un rapporto col bambino, mi sento così inadeguato. poi sto sempre male e lui non lo capisce. Mia moglie, al contrario di me, è iperattiva, sempre impegnata, spesso assente, mi sento lasciato a me stesso. Ho scoperto, da quando sto così, che ho il terrore di stare solo, soprattutto di sera e di notte, mi viene un'ansia insostenibile. Allora ho paura di sentirmi male. Ma come le dicevo anche il risveglio è molto problematico, così come i cambi di stagione che accentuano i miei malori. Non ne parliamo poi se vengo a sapere di qualche persona cara che muore o si ammala.

 

Gli chiedo se ci sono altri disturbi.

Spesso ho problemi di pelle: arrossamenti con bollicine, pruriginosi. Sono insofferente alla lana. Ho anche bruciori di stomaco, soprattutto se sono più stressato. Allora ho anche fenomeni di diarrea.

Predilige nettamente cibi e bevande caldi che gli migliorano tra l'altro la tosse ed il bruciore in gola. Senza dubbi gli prescrivo: ARSENICUM ALBUM 06/LM gocce.

 

Nei tre mesi successivi lo risento di frequente per telefono. È sempre preoccupato, piu' per le possibili ricadute che per veri e propri malanni. È chiara la componente ipocondriaca, lui è uno che non sta mai del tutto bene, c'è sempre qualcosa che lo preoccupa o che potrebbe capitargli.

 

Seconda visita - Gennaio 1999

Ho continuato ad avere i soliti fastidi però ho retto. Anzi mi sembra di passare da momenti d'euforia ai soliti momenti di depressione. Mi sento meglio, ma ho sempre il terrore che possa capitarmi qualcosa. Questa paura mi limita, in tutto, non mi fa sentire libero. Ho sempre paura delle correnti d'aria. Con lo Xanax riesco a dormire anche 7 ore, ma mi sveglio sempre presto e pieno di angosce. La digestione e l'intestino sembrano migliorati. Continuo però con le crisi periodiche di prurito. Ultimamente mi si arrossano gli occhi e mi bruciano ed è comparso un tremore alle mani, specialmente se devo fare operazioni manuali. Mani e piedi sono sempre gelati.

 

Mi accorgo che mani e piedi non sono cosi freddi come dice. Gli chiedo come va con la moglie, il bambino, in generale nel rapporto con gli altri.

Anche se la fase acuta mi sembra superata ho sempre terrore che si riaffacci. Sento la precarietà del vivere quotidiano, non riesco a trovare un punto di riferimento, vorrei che qualcuno mi desse una mano. Sento che sto riemergendo a fatica e vorrei non essere distolto dalle mille preoccupazioni di tutti i giorni. Ad esempio, ho recuperato il rapporto con amici e familiari, ma non voglio sentirmi troppo coinvolto. Sento il bisogno di comunicare, ma non voglio farmi condizionare, mi fa paura. Continuano i sogni con l'acqua e gli spostamenti, anzi mi capita spesso di vivere il distacco o l'abbandono da qualcuno, che mi crea problemi.

Prescrivo ARSENICUM ALBUM XMK

 

Terza visita - Aprile 1999

Il paziente lamenta dei disturbi reumatici e la comparsa di disturbi cardiovascolari.

Ho passato una discreta invernata, però sempre col timore che potesse succedermi qualcosa. Ho la solita tossetta col raschietto in gola, ma nel complesso sto benino. Da un po' di tempo mi sono venuti dei dolori muscolari alla schiena, una sciatica e dei fastidi al gomito sinistro. Alcuni sono fissi in un punto, altri sono vaganti. Sono più intensi al mattino e nelle giornate di umidità e migliorano con le belle giornate, col sole. Ma ciò che mi da più fastidio sono queste palpitazioni con un senso di peso in petto, fatica a respirare, soprattutto se sono preoccupato, se per esempio litigo con mia moglie. Allora mi torna anche il bruciore allo stomaco. E poi ho questo gran senso di spossatezza, qualunque cosa faccia. Altri giorni invece mi sento molto più energico.

A questo punto decido di riesaminare il caso.

 

Repertorizzo i seguenti sintomi:

EXTREMITY PAIN; GENERAL;
rheumatic (K1045, G871)
GENERALITIES; WAKING; agg.
GENERALITIES; WEAKNESS, enervation, exhaustion, prostration, infirmity; exertion, from; agg.
MIND; ANXIETY; hypochondriacal
MIND; DREAMS; water
MIND; FEAR; alone, of being
STOMACH; PAIN; burning

 

Penso a Kalium arsenicosum che, oltre a coprire gran parte dei sintomi, presenta la tematica dell'estrema ipocondria, della debolezza, dell'estremo bisogno di supporto, di controllo e nel contempo di sfiducia verso chi gli sta vicino, della freddolosità, etc. comuni ai vari Kali e al ben più noto Arsenicum. Tematiche che in questo rimedio sono particolarmente sviluppate e che sembrano sintetizzare il caso di Piero. Gli chiedo se ha mai sofferto col cuore e mi conferma: da giovane mi trovarono una nevrosi cardiaca che mi ha preoccupato a lungo; ogni tanto si fa risentire, specie se mi stresso.

Gli prescrivo: KALIUM ARSENICOSUM 200K seguito da 35K.

 

Quarta visita Dopo un mese

.. i disturbi reumatici e cardiovascolari non si sono più fatti sentire, ma tanto lo so già, che prima o poi torneranno. Anche lo stomaco però va meglio: non capisco, sono così abituato a convivere con i miei acciacchi che non riesco a capire se è un caso o chissà cosa mi sta succedendo. Riesco anche a dormire profondamente 7-8 ore e continuerei a dormire, anche i sogni sono aumentati ma non sono più ossessivi come prima. Ho l'impressione che questo. Kalium mi stia sostenendo nel senso che, intendiamoci!, mi sento sempre al limite delle mie possibilità ma perlomeno non cado nel baratro!

KALIUM ARSENICOSUM 35K

 

Quinta visita Maggio 1999

Reggo, nonostante stia passando un grosso periodo di stress in famiglia. Certe cose mi aggrediscono (tossisce nervosamente), mi fanno venire palpitazioni, bruciori di stomaco, tanta agitazione. Sono sempre sensibile ai cambiamenti di temperatura, infatti son tornati i disturbi reumatici. Il sonno è discreto, ma nei sogni mi capita di subire come delle prove che non riesco a concludere, con intralci di ogni tipo, che si trascinano.

KALIUM ARSENICOSUM MK

 

Dopo circa un mese

Mi telefona dicendo che tutto il quadro è migliorato, pur permanendo la sua sensazione di fragilità ed il timore che anche questo equilibrio precario possa rompersi, però riesco a reggere, non mi sembra vero.

 

Sesta visita - Dopo l'estate

L'estate è andata OK, i disturbi reumatici non si sono fatti sentire, così tutto il resto. Sono stato in vacanza con moglie e figlio, tutto è andato bene nonostante la dermatite allergica del bambino. Ho anche affrontato il grosso problema della mia prima moglie: ha un tumore in fase terminale. Nonostante le difficoltà che questo ha creato a tutti noi, ho potuto starle vicino. Da tempo ho sospeso gli psicofarmaci e da poco ho ricominciato con lo psichiatra. Sono convinto di aver bisogno di un sostegno, per stabilizzare il mio senso di precarietà. Non mi posso cullare pur avendo raggiunto un certo risultato. Guardo con un po' di timore all'inverno: è da sempre la mia bestia nera e ho paura che un cedimento possa ripercuotersi su tutto il resto. Da qualche giorno ho più catarro alla gola, i piedi sono sempre freddi (?!) e sento le labbra che si seccano e si spellano". KALIUM ARSENICOSUM MK

 

Il Paziente trascorre un buon Inverno. Comincia finalmente a credere nelle sue possibilità di farcela. Soprattutto dopo aver ripetuto i vari esami che, per la prima volta dopo tanto tempo, si sono tutti assolutamente negativizzati. Interessante il fatto che nei sogni l'acqua non è più presente come una minaccia, bensì come un timore, nel senso che lui teme che questa acqua possa prima bagnarlo e poi travolgerlo, ma ben presto si rende conto che di fatto l'acqua non lo tocca affatto. E questo lo tranquillizza, nel sogno, ovviamente!

Da allora (2001-2002) ha ripetuto il rimedio solo in rare occasioni, tra cui un episodio di laringite acuta, risoltosi in 2-3 giorni. Non si è mai più ammalato, se non rari acciacchi stagionali o episodi reumatici legati all'età. Ha sospeso ogni psicofarmaco e, d'accordo col suo analista, sta rallentando con la psicoterapia. Ma ciò che è sicuramente significativo è il modo con cui ha gestito la morte della prima moglie: con serenità, dando anzi conforto ai familiari. Piero esclama: È la prima volta in vita mia che mi capita di dover assistere qualcuno senza soccombere. Se solo me lo avessero detto 2-3 anni fa non ci avrei mai creduto!

 

CASO CLINICO N° 2 (Dr Antonio Abbate)

Attento a non cadere!

Prima visita - 18 Maggio 1999

Il signor Aldo ha 70 anni. Viene a curarsi con l'omeopatia per due problemi: una faringite cronica che lo affligge da moltissimi anni e l'induratio penis accompagnata da riduzione della libido e problemi d'erezione. Soffre di dolori alla colonna vertebrale, zona L5/S1, che s'irradiano all'anca destra e all'inguine. Sono dolori tiranti che peggiorano quando si piega in avanti. Sta meglio in piedi e quando cammina. Per reagire si muove molto. Ha paura di bloccarsi definitivamente. Ha sofferto d'emorroidi e fistola perianale, operate molti anni fa. Ipertrofia prostatica, prostatectomia con conseguente stenosi uretrale, per cui è stato nuovamente operato. Gli sforzi muscolari causano la fuoriuscita delle urine. Ipercolesterolemia. Calcoli alla colecisti con colecistectomia. Disturbi della vista. Corpi vitrei mobili: come filamenti che si muovono.

 

Appetito regolare. Desiderio di dolci. Avversione ai cibi grassi. Ama frutta e pesce.

Episodi d'ipertensione arteriosa. La pressione arteriosa aumenta il giorno successivo ad un pasto ricco. Spesso Aldo si misura la pressione, specialmente dopo i pasti più abbondanti. Acidità di stomaco la notte. Da sempre è sofferente di faringite cronica. Si ammala facilmente con il freddo umido e quando sta con le mani in acqua fredda. La gola si irrita con facilità. È sensibile al fumo delle sigarette. Ha smesso di assumere ogni volta gli antibiotici visto che non ne trae giovamento. Spesso compare tosse secca con catarro. Facilmente ha episodi febbrili. Anche soltanto stando in casa. È freddoloso. Il freddo gli causa dolori ossei e mal di gola. In estate è sensibile alle correnti d'aria e ai colpi d'aria quando è sudato.

 

Dice:

Le freddate sono per me un problema. Sento il freddo che mi entra nel corpo.

La sua casa è sempre chiusa. Le finestre sbarrate. Ha paura che entrino le zanzare. Pensa che succhino il sangue agli altri e poi siano veicoli di contagio per le infezioni.

Temperamento nervoso. È irascibile. Ha sofferto per diversi dispiaceri familiari. La morte del padre e dei fratelli. È in conflitto con i parenti della moglie perché se ne approfittano della totale disponibilità della moglie, nei loro confronti.

 

Meticoloso, pignolo, puntiglioso. Controlla tutto. Tirato nelle spese. Ha pochissime amicizie. È molto preso dai suoi sintomi. Ansioso per la salute. Paura delle malattie, specie del cancro. Piacere per i viaggi e per la conoscenza di altre lingue e genti.

Superstizioso. Geloso e possessivo. Meticoloso, in modo asfissiante, nei confronti della salute della moglie. Non sopporta le persone arroganti, i maleducati, gli indisciplinati, i prepotenti e coloro che maltrattano gli altri. Dice: In queste situazioni mi trattengo, ma poi esplodo.

È portato al risentimento. Rimugina sui fatti che gli accadono. Non accetta che gli si imputino delle colpe. Gli monta dentro una forte rabbia. La prima prescrizione, Natrum muriaticum 6LM, è inefficace.

 

Allora, repertorizzando i seguenti sintomi:

Fastidioso - meticoloso MIND; FASTIDIOUS
Coscienzioso per stupidaggini MIND; CONSCIENTIOUS about trifles
Aggravamento per il freddo GENERALITIES; COLD; agg.
Aggravamento per le correnti d'aria GENERALITIES; AIR; draft; agg.
Tendenza a prendere freddo GENERALITIES; COLD; tendency to take, taking cold agg.

prescrivo: KALIUM ARSENICOSUM 30CH gocce

 

Quattro mesi dopo

Ha avuto un grande miglioramento. Sono scomparsi i mal di gola e si è notevolmente modificata la sintomatologia a carico dell'apparato genitale. Aldo racconta:

Ero quasi all'impotenza. Combattevo con la mia psiche, ma il pene era senza erezioni. Poi aveva cominciato a storcersi. Ora ho di nuovo le erezioni ed è molto diminuita l'induratio che mi dava molto fastidio. Avevo rapporti ogni venti, trenta giorni. Ora anche una volta a settimana. Il desiderio sessuale è aumentato.

In seguito per un ritorno dei sintomi a carico della gola accompagnati da tosse e catarro gli prescrivo: KALIUM ARSENICOSUM 50CH, con buoni risultati (la scomparsa dei sintomi).

 

Tre mesi dopo

Accusa dolori alle ginocchia con sensazione di tiramento. Dolori muscolari alle cosce. Irrequietezza stando seduto. Ansia continua con desiderio di uscire da casa e camminare.

Soffriva d'insonnia. Ora dorme bene. Non russa più. Quando si sveglia, al contrario di prima della cura, si riaddormenta subito. Non prende più il Tavor la sera. La gola è in ordine. Il naso chiuso e non ha più avuto problemi con il clima. Aldo dice: Non mi posso lamentare. È dicembre e sono uscito alle sei del mattino senza cappello, ma non mi sono ammalato.

 

È meno imbronciato. La mattina, dice la moglie, qualche volta fischietta anche. Aldo continua: Ora con la cura omeopatica non ho più quell'agitazione fastidiosa. Tranne quando faccio i sogni. Facevo sogni di paura e di tensione e mi svegliavo nella notte con il cuore che batteva forte. Questo non è più accaduto. Ricordo un sogno, di un incidente d'auto, ma non me la prendevo tanto. Ho anche sognato di andare al cimitero in visita a parenti, ma non si trattava di un sogno agitato. Nel sogno ho collegato diversi cimiteri che conosco e dicevo a mia moglie che dovevamo guardare bene la strada. In passato i miei sogni erano legati anche a quello che vedevo in TV. Quando vedevo scene di violenza, la notte, poi, sognavo di essere inseguito da cani lupo che cercavano di azzannarmi e io cercavo con i piedi di liberarmi.

Aldo, in effetti, cercava veramente di liberarsi dai cani lupo per cui nel letto sferrava calci alla moglie. Continua: Ricordo anche che molti sogni erano paurosi, dovevo stare attento a non cadere di sotto. E con le gambe mi trovavo spesso a liberarmi e a scalciare.

A volte Aldo è un pochino masochista, nel senso che se i muscoli gli fanno male, ci lavora su. Quando avverte dolori alla schiena si mette a fare decine di volte gli esercizi, forzando il dolore.

Prescrizione: KALIUM ARSENICOSUM 100CH gocce

 

Dieci mesi dopo

Sta abbastanza bene in generale. La gola va bene, come la schiena. A livello genitale persiste il miglioramento. È molto nervoso ed irritabile. È ossessivo e pignolo con la moglie.

KALIUM ARSENICOSUM 200 CH gocce

 

Un anno dopo - 29 Ottobre 2001

Aldo mi racconta: Il pene faceva proprio una curva. Non riuscivo ad avere rapporti. Andavo verso l'impotenza. Ho visto che con la cura la curvatura si è ridotta e mentre prima stavo anche un mese o un mese e mezzo senza avere rapporti, ora li ho più volte al mese. È anche andato via un fastidio che avevo all'interno del pene durante l'erezione e nel rapporto. A livello della gola va bene.

 

CASO CLINICO N° 3 (Dr. Francesco Marino)

Prima visita - Luglio 2001

Stefano e Chiara gestiscono in franchising un'Agenzia Immobiliare alle porte di Roma. Al momento della consultazione convivono serenamente da un paio di anni. Condividono praticamente tutto (strano a dirsi) tranne le scelte terapeutiche. Chiara, infatti, è una mia affezionatissima paziente da circa 5 anni, ha profonda fiducia nell'Omeopatia, avendo risolto con Kalium carbonicum gran parte dei suoi problemi. Stefano la guarda ammirato mentre prende i suoi pallini di zucchero che, a suo dire, ogni volta le cambiano la vita in un batter d'occhio! Tutto ciò lo incuriosisce e, al tempo stesso, gli suscita una certa diffidenza. A questo punto gli chiedo come mai si sia deciso ad affrontare il mistero dell'Omeopatia.

 

Da più di 2 anni prendo il Sereopin perché soffro di SINDROME ANSIOSO-DEPRESSIVA BIPOLARE. Tutto è iniziato nel '94, quando mi è comparsa un'alopecia areata. Avevo 24 anni allora, stavo diventando mezzo calvo. Così andai all'IDI dove mi prescrissero lo Xanax. E sono ricresciuti.

Chiedo come mai gli avessero dato proprio lo Xanax, che non è propriamente un farmaco dermatologico.

Qualche giorno prima dell'alopecia era morto di AIDS un mio carissimo amico: è stata una bella botta, ammazza. Da allora le malattie mi terrorizzano.

 

Gli chiedo allora cosa è successo in seguito.

Più o meno tutto bene fino al '97 allorché, nello svegliarmi di notte per andare di corpo, all'improvviso vedevo diventare la porta tutta bianca e svenivo. Stranamente quegli episodi avvenivano sempre dopo mezzanotte. Poi una sera, a giugno di quell'anno, ho avuto improvvisamente una crisi di tachicardia, con la classica sensazione di groppo in gola e una sorta di disgusto per la vita. Di colpo ho provato fastidio a stare in mezzo alla gente. Da allora anche in macchina mi sono capitati questi attacchi di panico, con questa sensazione che stai per morire da un momento all'altro. Ho anche smesso di farmi le cannette, quando ho cominciato a sentirmi male. Da allora ho sempre paura di potermi sentire così. Anche ora, se ci penso, mi sembra che potrebbe arrivare da un momento all'altro, la crisi. Altre volte, invece, quando sto così, mi viene il bisogno opposto di avere vicino qualcuno, ma qualcuno che stimi o che ami veramente, mica uno qualsiasi! Sono fatto così, passo da un estremo all'altro. E poi mi viene tanto appetito. Sono sempre stato famelico, solo che prima non ingrassavo mai. Ora sono ingrassato di 25 kg!

 

Gli domando se soffre o se ha mai sofferto di qualcos'altro.

Soffro ogni tanto di dolori lombari e torcicollo, per via di una protrusione discale, ma basta che scenda di peso per andare molto meglio. Molto spesso ho prurito in testa per la forfora e devo tagliarmi i capelli a zero. Da piccolo, invece, ho sofferto spesso di mal di testa. Venivano sempre in serata e sparivano al mattino. Poi ho sempre avuto problemi coi denti, si cariano facilmente.

 

Chiara aggiunge spontaneamente:

È molto ordinato, quasi maniacale, poi soffre il freddo, soprattutto sull'addome. È molto generoso come persona, ma anche molto competitivo.

Non è che sono competitivo, è che MI STA SULLO STOMACO IL GENERE UMANO!!! Ho bisogno della tranquillità, voglio la mia calma interiore. E mica te la danno tutti, questa calma!

Sulla base di questi dati mi oriento, senza molta convinzione, per: LYCOPODIUM 06/LM - 3 gocce/die per 20 gg. Decido di rivederlo dopo un mese.

 

Seconda visita - Dicembre 2001

Ho l'impressione che ne sto venendo fuori, pian piano. Ho cambiato casa, sede di lavoro. Prima ero più apatico, ora mi va di lavorare. I disturbi di cui abbiamo parlato ci sono ancora tutti, ma al 10%. Mi sento anche più asciutto, però. IO VOGLIO LA CALMA TOTALE! Ora ho solo paura che tornino i vecchi disturbi, questo sì.

Chiedo a Chiara come lo vede e come è stato realmente in questi mesi.

Mangia a tutte le ore, di tutto, anche se non con la voracità di prima. Si sazia subito, ma deve avere sempre qualcosa da sgranocchiare.

Sì, però non ho più dolori al collo e alla schiena. Solo la forfora è aumentata, mi gratto sempre parecchio, è come se non mi lavassi.

 

Gli chiedo se c'è ancora qualcosa che possa turbarlo.

Le sofferenze altrui. Mi colpiscono molto ma tendo ad evitarle, proprio per questo. Sì, sono un po' vigliacco. D'altro canto a casa mia si parlava sempre di disgrazie, mia madre era perennemente malata e depressa. Sarà per questo che ho bisogno di avere sempre tutto sotto controllo, anche per questo ho più paura di morire soffrendo che di morire.

Gli chiedo se ha intenzione di andare in vacanza da qualche parte per Natale, visto che mancano poche settimane.

Nooo!! Quando mi son sentito male la prima volta ero in vacanza. L'idea di fare il bis mi fa star male, anche per questo ho paura di andare in vacanza, preferisco starmene a casa. Ho bisogno delle mie cose e di sentirmi bene!

 

Ci risentiamo con urgenza subito prima della fine dell'anno perché gli ritorna una nuova crisi.

Era da febbraio che non avevo più attacchi di panico, eppure. Il 30 dicembre ero solo in casa, sono uscito dalla vasca da bagno ma, nonostante ci fosse lo scaldabagno alto (cioè molto caldo, perché a Chiara piace così) ho cominciato a sentire un freddo terribile, sono andato in panico, mi batteva il cuore all'impazzata. Tremavo, avevo i brividi. Mi hanno dato del Valium: niente, solo il giorno dopo mi son calmato. È durata un bel po'. Quando sto così, mi viene un nodo in gola e allo stomaco, come una corrente che va dalle braccia alle gambe. E mi sento abulico. Ho notato che ultimamente soffro molto il freddo, mi si gelano le estremità. Quando sto male mi sforzo di bloccarmi, di star fermo per evitare il peggio. Ho proprio paura di perdere il controllo. Invece quando sto bene sono attivissimo, sempre in movimento. Anche ora mi sento tutto elettrico, mia madre dice che ho il sangue agitato. Ho anche le gambe agitate, di notte, soprattutto. Poi da un mese mi vengono delle bolle rosse all'inguine e, come al solito, mi si infossano gli occhi. Se sto male ho urgenza di chiamare qualcuno, che mi salvi la vita, un dottore.

 

Avendo a questo punto un'idea più precisa del rimedio da verificare, gli chiedo se preferisce cibi e/o bevande freddi.

Assolutamente no al freddo , solo cose calde o tiepide, anche d'estate.

 

Decido di rivedere il caso, perché son comparsi, o meglio, comincio a focalizzare l'attenzione su una serie di sintomi che avevo in precedenza trascurato.

1. Intanto mi colpisce il rapporto con la compagna, Chiara, che è il suo punto di riferimento costante. Un rapporto totalizzante, soprattutto a livello emotivo, si preoccupa per lei, eppure mantiene un atteggiamento critico verso tutto ciò che dice o fa.

2. Stesso discorso per quanto riguarda il suo rapporto con l'Omeopatia: guarda con ammirazione e curiosità la fiducia con cui Chiara si affida alle cure omeopatiche, vorrebbe fare altrettanto, ma non ci riesce. Pretende di capire ed il fatto di non riuscirci da un lato aumenta la sua diffidenza, dall'altro lo attrae. Sente il bisogno di affidarsi ma. è sempre sospettoso!

3. Poi questa irrequietezza alternata ad estrema abulia, questa paura (chiaramente ipocondriaca) di potersi sentire male che condiziona la sua vita. La paura di soffrire è persino più forte della paura di morire.

4. Tutte queste somatizzazioni ansiose a livello cardiaco, gastrico, cutaneo. La freddolosità nonostante il caldo ambientale, i brividi ed i tremori in occasione della crisi di panico, il desiderio di bevande calde o tiepide

5. L'insorgenza notturna delle crisi stesse

 

Ne vien fuori un quadro di sapore arsenicale. Ma quale tra i tanti? Decido quindi di repertorizzare ex novo, mirando stavolta a valorizzare gli elementi succitati:

- HEAD; ITCHING; Scalp (170)
- MIND; INDIFFERENCE, apathy; everything, to (94)
- MIND; ANXIETY; health, about (89)
- MIND; RESTLESSNESS, nervousness; tendency; anxious (122)
- MIND; DEATH; sensation of (26)
- MIND;SUSPICIOUSNESS, mistrustfulness(19)
- STOMACH; APPETITE; ravenous, canine, excessive (237)
- THROAT; LUMP, plug, sensation of (181)

A questo punto non mi stupisco di ritrovare, in posizione ravvicinata due rimedi della famiglia arsenicale, così come, non molto distanziato, ritrovo Lycopodium, che, pur coprendo molti sintomi, non mi ha mai del tutto convinto. In teoria avrei dovuto orientarmi verso la superpotenza-Arsenicum, tuttavia è la peculiare dinamica comportamentale di Stefano a spingermi verso Kalium arsenicosum: il suo rapporto controverso nei confronti della compagna, degli affetti e degli interessi che Stefano sente più vicini (bisogno e sfiducia, attaccamento e critica), così come l'alternanza di agitazione e astenia-abulia. Lo stesso rapporto col medico è del tutto particolare: sa che il terapeuta può fare molto per lui, (e difatti si guarda bene dal lasciare le sue cure, perché ne ha profonda stima, cosa non facile per un diffidente come lui.), tuttavia non riconoscerà MAI (nemmeno in futuro!) di sentirsi DEL TUTTO BENE, ci sarà sempre qualche cosina che non va. È un atteggiamento che ho imparato a riconoscere nei pazienti che hanno beneficiato del rimedio prescritto, per cui prescrivo: KALIUM ARSENICOSUM 30 CH

 

Terza visita - Febbraio 2002

Dopo Kali Ars. mi sono uscite quelle bolle sulle gambe, ti ricordi? Però è andato tutto bene, o quasi, almeno fino alla settimana scorsa. Non avevo più il groppo in gola e allo stomaco, le crisi con le palpitazioni, non mi grattavo più la testa. Mangiavo pure molto meno! Ora però ho di nuovo fame nervosa, non mi sento proprio guarito, tutta quella roba c'è ancora, anche se in sottofondo. Gli faccio notare che ha comunque fatto dei passi avanti, o no?

Sì, è vero, però. NON RIESCO ANCORA A FARMI UNA CANNA, A BERE UN BICCHIERE DI VINO! HO PAURA DI SENTIRMI DI NUOVO MALE, DI PERDERE DI NUOVO IL CONTROLLO. IL MIO UNICO PENSIERO, ORA, È DI GUARIRE, NON NE POSSO PIU'. HO SEMPRE QUESTO SENSO DI SCONTENTEZZA, NON MI SENTO PIU' IO, soprattutto da una settimana.

 

Gli chiedo se ha notato la comparsa di altri disturbi. Interviene Chiara per confermarmi che quando è in attività, in movimento si sente meglio, se invece non ha niente da fare. Anche per questo si "attacca" al cibo. Ha sempre una certa riluttanza a lasciare il suo habitat.

Non ho più interesse ad uscire, non voglio nemmeno andare fuori in vacanza: ho troppa paura di risentirmi male. E così me ne sto a casetta, con Chiara. Ah, sono tornati ultimamente i mal di schiena e i fastidi ai denti, ma non ci vado dal dentista, mi fa paura. L'unica cosa che mi piace e mi rilassa è guidare. Oppure venire qui, ANCHE SE NON CAPISCO UN CAVOLO di quello che mi dici, però mi piace lo stesso!

KALIUM ARSENICOSUM 200CH - 1 dose da ripetere all'occorrenza.

Da allora non ha più avuto i disturbi di prima, fino a settembre, quando ha di nuovo assunto una dose unica del rimedio per la ricomparsa di una lieve crisi, risolta, anzi dissolta in meno di 48 h. Nel frattempo ha saputo che Chiara è incinta dal mese di luglio.

Sarà un caso, ma ho notato che le crisi mi vengono quando Chiara fa un'ecografia. Nel '93 stavo con una che rimase incinta pure lei, ma era un'altra storia, insieme si decise per l'aborto. A proposito, dopo l'ultima dose presa a settembre mi è venuta una scarica di emorroidi da paura, non mi venivano più da anni! E poi un'altra cosa curiosa: mi è passata la voglia di fumare, mi fa proprio schifo, se ci provo mi stranisce. Col Sereopin che faccio? So benissimo che potrei toglierlo, lo prendo ormai senza nessuna regolarità rispetto a prima, però non mi sento ancora di levarlo del tutto. Mi capisci, no? In compenso mi è tornata la voglia di uscire: ahò, ho pure portato Chiara allo stadio!

CONCLUSIONI

I tre casi clinici presentano numerose analogie, essi ci offrono un'immagine coerente del rimedio. Dietro l'angoscia esistenziale di Kali Arsenicosum vi è un conflitto tra la tendenza potassica, che spinge a cercare un legame stretto con le persone più vicine (il potassio d'altro canto è un elettrolita protoplasmatico che fa di tutto - pompa ionica - per non farsi espellere dalla cellula), ossia un legame che dia forza, e la tendenza arsenicale che invece mira ad inquinare questi rapporti attraverso un atto svalutativo, di sfiducia, nei confronti di coloro che sono il suo sostegno (l'arsenico è un veleno di tipo protoplasmatico.), in cui senso di responsabilità ed ansia di coscienza si fondono rendendo il soggetto conflittuale verso gli affetti e le amicizie. L'agitazione ansiosa, l'ipocondria, la paura di ciò che può succedere e che Kalium arsenicosum non può controllare (salute, futuro, sogni, male, ambiente), insieme alla consapevolezza della debolezza (a volte vera, a volte presunta), portano il soggetto ad aver bisogno degli altri, intesi come gruppo ristretto (famiglia, amici, colleghi, etc.) con i quali cerca di instaurare rapporti tenaci, ai limiti dell'ossessivo e conflittuali (tematica comune ai Kali), non si fida di loro!

 

Tende a litigare, addirittura a maltrattare proprio coloro che sono il suo sostegno. Oppure prima li lega a sé e poi sente il bisogno di liberarsene, perchè si sente condizionato da loro (vedi il caso di Piero). Si preoccupa per la sua salute e di quella di coloro a cui è legato affettivamente. Si sente nei loro confronti in colpa. Pur avendo bisogno di loro non si fida. Se qualcuno mostra opinioni diverse dalle sue, si sente irritato o tradito: "Io che ho fatto tanto per loro, come possono farmi questo?". La sua malattia e la morte, ma anche dei suoi cari, gli creano angoscia. Si sente minacciato. I familiari sono i mattoni del suo argine. Ciascuno è importante per non cadere nel vuoto di un burrone (vedi i casi clinici). Il timore di ciò che può accadere è dunque vissuto come una minaccia permanente che incombe. Ciò spiega i sogni angoscianti, di pericolo (incidenti, inseguimenti, sprofondamenti, inondazioni, etc.) o di difficoltà, che egli trova nell'ambiente e nelle reazioni con le persone.

 

Costruisce per sé gli argini, si crea collegamenti tra le persone che ama, che considera i suoi mattoni contro il male e la malattia. Per cui mette da parte i soldi perché non si sa mai cosa potrà accadere. La sua falsa percezione, ovvero la psora di Kalium arsenicosum, è la sua sensazione di debolezza e di fragilità da cui deriva la necessità di un rapporto solido con gli altri, tuttavia per quanto siano forti questi rapporti egli non li avverte mai come tali. Sente che gli è impossibile costruire un argine che sia davvero resistente e che gli dia la tranquillità. È proprio questa angoscia che lo porta a sentirsi esageratamente debole, fragile, alla mercé di un ambiente sempre potenzialmente ostile e patogeno. Teme il freddo, le correnti, il clima avverso, etc. ma molto spesso si tratta di un timore più che di un'autentica debolezza. Tende cioè a mettere le mani avanti per non cadere all'indietro. È sempre alle prese del male. Infatti si lamenta, non sta mai bene del tutto, si copre all'inverosimile "per evitare guai peggiori", non di rado ricorre a rituali scaramantici che dovrebbero proteggerlo. Tutto ciò denuncia la vocazione ossessiva del rimedio.

 

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