Alimentazione

13/02/2012

Caro cibo, la spesa è aumentata di 1 euro al giorno

di Redazione InformaSalus.it

Fonte: Help Consumatori



spesa
Caro cibo, la spesa è aumentata di 1 euro al giorno

Prima c’è stato lo sciopero dei tir, che ha sollevato denunce di rincari su frutta e verdura. Poi il gelo di questi giorni, con il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania che si è sentito di suggerire: “Non comprate la zucchina se costa 7-8 euro al chilo. Passate oltre”. Il risultato è che il carrello della spesa è aumentato in sole tre settimane: per Adiconsum, i rincari sono di quasi 1 euro al giorno, oltre 16 euro al mese, equivalenti a 201 euro l’anno.

Il costo di un ipotetico carrello della spesa (dove ci siano pane a pasta, latte e uova, mozzarella, carne e pesce, frutta e verdura) è passato da 37,75 euro dal 17 gennaio 2012 a 38,59 euro attuali: sono 84 centesimi in più al giorno, che significano 16,80 euro al mese e 201,60 euro l’anno. Adiconsum sottolinea però che si tratta di dati medi e probabilmente sottostimati: “Stiamo proiettando su scala annuale, approssimando per difetto, un aumento di prezzi riscontrato in un lasso di tempo molto ridotto, di sole tre settimane, anche se caratterizzato da eventi importanti quali l’agitazione degli autotrasportatori e l’ondata di maltempo e gelo; sicuramente nuovi pretesti giustificheranno nuovi aumenti, e le nostre stime dovranno essere riviste”. Insomma: i rincari continueranno anche nei prossimi giorni.

Dal 17 gennaio a oggi ci sono stati l’agitazione degli autotrasportatori e l’ondata di neve e gelo. “Prima il blocco dei tir, nell’ultima decade di gennaio, ora il gelo – ha detto Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum -  hanno comportato un aumento generalizzato dei prezzi dei prodotti alimentari, assestando un nuovo duro colpo alle già provate famiglie italiane. Adiconsum chiede a Governo e Mr. Prezzi di indagare se gli aumenti riscontrati hanno giustificazioni oppure no e in quest’ultimo caso di prendere provvedimenti contro chi specula. È necessario aprire un tavolo con consumatori e commercianti sulla questione prezzi”.

L’indagine dell’associazione si basa sui dati del sito www.smsconsumatori.it e su dati Ismea. Il confronto è stato fatto su prezzi al dettaglio raccolti il 7 e l’8 febbraio e comparati ai prezzi del 17 e del 31 gennaio. I rincari più significativi sono stati riscontrati su verdure e ortaggi (il famoso caro-zucchina denunciato da più parti) e sulla frutta. Altri prodotti sono rimasti sostanzialmente stabili, ma quello che forse colpisce di più è il rincaro di alcuni generi alimentari quali uova, farina, latte fresco.

Fra le verdure e gli ortaggi, il primato dei rincari spetta alle zucchine che segnano un aumento medio nazionale del 20%, con punte di oltre il 29% al Centro e del 23% in più nei mercati. Segue il prezzo delle melanzane lunghe, a più 15% nazionale, con incrementi maggiori nel Nord (aumenti di oltre il 19%) e nei mercati (aumenti del 20%). Rincarano di quasi il 15% a livello nazionale i pomodori a grappolo. Attenzione: gli aumenti si registrano anche per prodotti di stagione come cavolfiori (prezzi medi nazionali in aumento di oltre il 3%, ma a più 12% nel Nord e a più 6% nei negozi di ortofrutta) e broccoli (prezzo medio a più 3% ma con aumenti di oltre l’8% al Nord e di oltre il 6% nella Grande distribuzione).

La frutta che rincara di più è l’uva nera Cardinal (+12,50% nazionale, con punte di oltre il 35% al Nord; a seguire l’uva bianca Vittoria (+8,82%) e le pere Conference (+8,82%). Vanno su i prezzi delle clementine, che aumentano su base nazionale del 3,23% con rincari maggiori al Nord (più 9,68%) e nei negozi di ortofrutta (più 6,29%).

Carne e pesce hanno prezzi sostanzialmente stabili, con pochi aumenti. Significativi e “inspiegabili”, afferma Adiconsum, sono i rincari registrati su un paniere di prodotti che comprende latte e derivati, formaggi, uova, farine. Il prezzo medio nazionale delle uova è aumentato dell’8,33% ma con incrementi maggiori al Centro, dove si segnalano rincari dell’8%, e nei mercati (più 3,08%). La farina 00 è aumentata del 7,69% con punte al Centro (più 8,33%) e nei mercati (oltre il 2%). In aumento anche i prezzi della ricotta di latte vaccino, che rincara del 7,02% nazionale con incrementi maggiori al Centro (più 10,28%). Aumenta anche il prezzo del latte fresco intero, a più 3,85% nazionale, ma con incrementi maggiori al Centro (più 7,69%) e nei negozi di alimentari (più 1,39%). I rincari ci sono anche su mozzarella, grana padano e parmigiano reggiano.

E non è finita. “È già in corso una nuova ondata di maltempo – avverte Adiconsum – e la prossima settimana aggiorneremo la nostra comparazione”.










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