Alimentazione

Carne di cavallo: Ikea ritira polpette



polpette ikea
Con il ritiro delle polpette Ikea si allarga lo scandalo della carne di cavallo

Il colosso svedese dell'arredamento Ikea ha annunciato di aver ritirato dalla vendita in 14 paesi europei le polpette prodotte da uno dei propri principali fornitori in Svezia, Familjen Dafgard, dopo che in una partita di quelle in vendita in Repubblica Ceca è stata scoperta carne di cavallo.
L'agenzia Bloomberg ha precisato che tra i paesi è inclusa l'Italia. “Abbiamo sospeso la vendita delle polpette in tutti i mercati in cui erano sul mercato”.

Travolta nello scandalo, Ikea ha riferito che i prodotti erano stati preparati da un unico fornitore in Svezia e distribuite anche in Gran Bretagna, Portogallo, Paesi Bassi e Belgio. In poche ore la l'azienda ha deciso di sospendere in tutta Europa, in via precauzionale, la distribuzione e la vendita delle polpette sospette di contenere non solo carne di manzo, 14 paesi in tutto dove è presente il marchio con i suoi megastore che nel ristoranti interni offrono il piatto.

In seguito all'accaduto l'associazione Codacons ha chiesto misure urgenti a tutela dei consumatori italiani e ha detto che studia azioni legali e risarcitorie.

"Le autorità sanitarie devono disporre controlli immediati sulle polpette fino ad oggi distribuite nei punti vendita Ikea del nostro paese al fine di accertare se anche queste contenessero o meno carne equina", ha spiegato in una nota il presidente Carlo Rienzi. "Ma soprattutto è urgente effettuare controlli su tutti gli altri prodotti a base di carne venduti in Italia dal gruppo svedese e verificare eventuali contaminazioni".

I controlli che hanno portato alla scoperta in Repubblica Ceca  sono partiti con l'esplosione, avvenuta il mese scorso, di uno scandalo di portata europea originato in Irlanda con l'individuazione di carne equina negli alimenti a base di carne. In Italia il colosso alimentare Nestlé  ha ritirato piatti a base di manzo settimana scorsa dopo aver trovato tracce di Dna di carne di cavallo.

Davanti all'ennesimo scandalo alimentare, l'Europa pensa adesso ad una nuova posizione unitaria: più controlli (obbligatori) e misure più pure per punire le frodi alimentari.

Eppure l’Unione Europea temporeggia sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti che il 71% dei cittadini comunitari ritiene invece importante conoscere. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati di Eurobarometro in riferimento alla decisione della Commissione Ue che, su richiesta degli Stati membri, ha deciso solamente di anticipare ''all'estate o all'inizio dell'autunno'' la presentazione del rapporto, previsto per fine anno, sull'etichettatura della carne lavorata e dei prodotti che la contengono.

Di fatto questo significa che – ha sottolineato la Coldiretti - ci vorranno ancora anni prima di una eventuale entrata in vigore delle nuove norme nonostante lo scandalo della carne di cavallo abbia dimostrato concretamente il forte ritardo della legislazione europea di fronte ai rischi di frodi commerciali causati dalla globalizzazione dei mercati. Si tratta di una inutile perdita di tempo che va incontro alle pressioni esercitate dalle lobby che fanno affari nella mancanza di trasparenza come ha dimostrato - sottolinea la Coldiretti – il  giro vorticoso di partite di carne che si spostano da un capo all’altro dell’Europa attraverso intermediazioni poco trasparenti.

Un meccanismo che - precisa la Coldiretti - rende difficile risalire all’origine delle contaminazioni sia per le multinazionali che per le piccole aziende, che dovrebbero invece valutare concretamente l’opportunità di risparmiare sui trasporti per acquistare prodotti locali che offrono maggiori garanzie di qualità e sicurezza alimentare.



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