Salute

twitter   facebook   print

16/05/2011

Camminare velocemente: una valida medicina per prevenire un secondo infarto

di Alessia Ferla


CATEGORIE: Salute , Med. preventiva

camminare
Camminare velocemente: una valida medicina per prevenire un secondo infarto

L'attività fisica regolare aiuta a prevenire il rischio di ricaduta per chi è già stato colpito da un infarto. Un recente studio italiano ICAROS (the Italian survey on CArdiac Rehabilitation and Secondary prevention after cardiac revascularization)  sostiene in particolare che una camminata mediamente veloce (assimilabile a quella di chi è in ritardo per un appuntamento) ripetuta almeno  4-5 volte a settimana per circa mezz'ora riduce del 25% la possibilità di un secondo evento cardiaco.

“L’esercizio fisico – ha spiegato Marino Scherillo, il presidente ANMCO - migliora la capacità aerobica, ha effetti positivi sulla capacità lavorativa e riduce il rischio di nuovi infarti perché diminuisce la frequenza cardiaca aumentando allo stesso tempo la forza del cuore; inoltre, riduce i grassi nel sangue, ha effetti antipertensivi ed è un ottimo antidepressivo”.

“Non ci sono limiti di età per cominciare a muoversi di più, basta individuare i modi e i tempi giusti per ciascun paziente e seguire qualche precauzione nei soggetti più fragili. Inoltre, durante il percorso riabilitativo si aiuta anche il paziente ad astenersi dal fumo, a seguire un’alimentazione sana e ad assumere le terapie raccomandate. E in chi si attiene a tutte le componenti della riabilitazione i benefici quadruplicano”.

Eppure, malgrado le raccomandazioni degli esperti, i dati raccolti dall’ANMCO per lo studio BLITZ4 rivelano che molti pazienti migliorano soltanto leggermente il proprio stile di vita nel periodo post infarto. L'indagine dell'ANMCO – che ha riguardato 11.706 pazienti in 163 centri cardiologici -  ha dimostrato che il 75% dei pazienti dopo un infarto smette semplicemente di fumare e solo il 35% cammina per 30 minuti 3 volte alla settimana. Per quanto riguarda l'alimentazione, il 25% dei pazienti non mangia frutta e verdura neanche una volta al giorno.

Lo stile di vita, per quanto importante, non costituisce però l'unico fattore di rischio. I pazienti che hanno subito un attacco cardiaco a cui vengono prescritti gli antinfiammatori non steroidei hanno un rischio maggiore di averne un altro entro pochi giorni. Ad affermarlo è uno studio pubblicato dalla rivista Circulation, secondo cui il più pericoloso fra questi farmaci e' il Diclofenac.

Lo studio ha esaminato 84mila pazienti danesi, di età media 64 anni, al 42 per cento dei quali sono stati prescritti i farmaci. In media il rischio di avere un secondo attacco tra sette e quindici giorni dopo il primo è risultato maggiore del 42 per cento rispetto ai pazienti che non prendevano nessun farmaco, mentre il diclofenac ha aumentato la probabilità addirittura di tre volte. “Era noto da tempo che gli antinfiammatori aumentano leggermente le probabilita' di un attacco nel lungo periodo, specie se presi con continuità - hanno spiegato gli autori, dell'Università di Copenaghen - ma ora sappiamo che il pericolo è anche a breve termine”.



Hai un account google? clicca su:





Commenta l'articolo comment  |  Commenti (0)  twitter   facebook   print  Vota l'articolo
  x x x x x  | Votazioni (0)

Articoli di Alessia Ferla


Diete pericolose: Pierre Dukan radiato dall'Ordine dei Medici 17 MAG 2012 ALIMENTAZIONE
No allo spreco di farmaci e tac inutili: verso una medicina 'green' 16 MAG 2012 SALUTE
Mangiare velocemente aumenta il rischio di diabete 11 MAG 2012 ALIMENTAZIONE
Niger, il posto peggiore per essere madre 8 MAG 2012 DENUNCIA SANITARIA
Nutella: Ferrero pagherà un risarcimento milionario per pubblicità ingannevole 2 MAG 2012 ALIMENTAZIONE
Frodi alimentari: olio d'oliva, primo prodotto adulterato 13 APR 2012 ALIMENTAZIONE
No alle diete ferree: dimagrire con più sport e meno grassi 11 APR 2012 SALUTE
Primavera, sempre più italiani alle prese con le allergie di stagione 28 MAR 2012 SALUTE
Donna morta a Barletta: sotto accusa il nitrito di sodio 27 MAR 2012 DENUNCIA SANITARIA
Carenza di vitamina D per 7 europei su 10. A rischio soprattutto le donne anziane 26 MAR 2012 MED. PREVENTIVA
L’eredità di Gino Girolomoni, il padre del biologico italiano 22 MAR 2012 ALIMENTAZIONE
Tumore al cervello e uso del cellulare: la Procura di Torino ha aperto un'inchiesta 20 MAR 2012 SALUTE
Amianto killer: Piemonte capofila di una rete nazionale per la bonifica 19 MAR 2012 DENUNCIA SANITARIA
Chirurgia estetica: in aumento i pentiti del 'ritocchino' 15 MAR 2012 SALUTE
La carne rossa accorcia la vita? Due studi a confronto 13 MAR 2012 ALIMENTAZIONE
Svolta nella sanità: grandi ambulatori e medici di base sempre disponibili 9 MAR 2012 SALUTE
Protesi al seno: divieto per le minorenni e registro obbligatorio 8 MAR 2012 SALUTE
Carne di balena: Amazon.com rimuove i prodotti in vendita 7 MAR 2012 ALIMENTAZIONE
Napoli: arrestato primario del Cardarelli 6 MAR 2012 DENUNCIA SANITARIA
Sale: 9 consigli per ridurlo 2 MAR 2012 ALIMENTAZIONE
Sonniferi: aumenta il rischio di morte 28 FEB 2012 DENUNCIA SANITARIA
La depressione post-partum colpisce anche i padri 27 FEB 2012 INFANZIA
Bambini: a 2 anni devono utilizzare almeno 25 parole 20 FEB 2012 INFANZIA
OGM: Commissione Ue autorizza 4 tipi di soia 15 FEB 2012 ALIMENTAZIONE
Bimbi più svegli grazie all'amore della mamma 9 FEB 2012 SALUTE
Facebook è una droga. La scienza conferma 3 FEB 2012 DENUNCIA SANITARIA
Zucchero pericoloso per la salute? 2 FEB 2012 SALUTE
Milano: dopo intervento bambina non può più camminare 1 FEB 2012 DENUNCIA SANITARIA
Dall'hula-hoop alla corda: in forma con il vintage 31 GEN 2012 SALUTE
Incidenti domestici: prima causa di morte per i bambini 26 GEN 2012 INFANZIA

Tutti gli articoli di Alessia Ferla







Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita