Denuncia sanitaria

Cacciati per far spazio a fabbriche. Contadini cinesi in rivolta da 4 giorni

Fonte: Libero


CATEGORIE: Denuncia sanitaria

bandiera-cina
Cina in rivolta contro l'esproprio di terreni coltivabili

Cina in rivolta contro l'esproprio di terreni coltivabili. Succede nella ricca provincia meridionale di Guangdong, dove in centinaia da giorni scendono in strada per battersi contro l'appropriazione e la vendita illegittima della terra destinata all'agricoltura.

Una protesta così forte che è riuscita a superare la dura censura cinese, arrivando fino ai media occidentali. Teatro degli scontri la città di Lufeng, dove sono stati accerchiati gli edifici governati, danneggiati sei veicoli della polizia e feriti diversi tra agenti (almeno 12 secondo il doverso della regione dello Shanwei, dove si trova Lufeng) e cittadini (a decine quelli arrestati).

L'episodio più grave di come è sfociato il malcontento popolare che monta da tempo in seguito ai ripetuti episodi del cosiddetto "land grab", divenuto ormai consuetudine e di fronte al quale le amministrazioni hanno più volte chiuso un occhio: società private o collegate allo Stato si appropriano di terreni coltivabili con il tacito consenso delle autorità locali.

Nel mirino - scrive il quotidiano South China Morning - c'è la società Country Garden, che si è aggiudicata commesse per 156 milioni di dollari.

I numeri sul fenomeno sono impressionanti: ogni anno in Cina si verificano più di 90.000 proteste sociali contro corruzione e requisizioni forzate. I testimoni riferiscono che nella zona non si sono visti agenti di polizia nelle ultime 24 ore e hanno ricordato che la protesta è stata pacifica.

Uno dei dimostranti, Zhang Jiancheng, ha dichiarato che la popolazione "vuole un'indagine del governo centrale" sulla situazione a Lufeng, una città di 1,7 milioni di abitanti che si trova in una regione, quella di Guangdong, tra le più ricche e popolate del paese, con oltre 100 milioni di abitanti.

Nessuno ormai nasconte più l'impennata delle proteste sociali. Il malcontento popolare e gli episodi di insurrezioni hanno registrato negli ultimi anni un aumento. Arriva ad ammetterlo Zhou Ruijin, ex vice redattore-capo del People's Daily (quotidiano del Partito comunista cinese) ed editorialista della rivista "China through the ages". Tra il 1993 e il 2006, riferisce il giornalista, il numero di proteste è salito da 8.708 a 90.000, una soglia al di sotto della quale dal 2007 al 2009 non è più sceso.



Hai un account google? clicca su:





Commenta l'articolo Commenta l'articolo Commenti (0)  |  Condividi su Twitter Condividi su Facebook Stampa  Vota l'articolo
  x x x x x  | Votazioni (0)







Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita. Gli articoli prodotti da noi sono coperti da copyright e non possono essere copiati senza nostra autorizzazione