Vaccinazioni

Burioni smentito da 150 milioni di vaccini

Fonte: La Verità


CATEGORIE: Vaccinazioni

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Non contento dello scivolone sul monovalente per il morbillo, il virologo insiste: «Quel tipo di profilassi sarebbe prodotta in piccolissima dose e servirebbe solo ai cretini». Il gruppo indiano che li fa e l'Oms sono di diverso awiso. Ma guai a dirlo. Stavolta il professor Roberto Burioni si è arrabbiato davvero. Non che per contrariarlo ci voglia granché, considerato il temperamento notoriamente suscettibile ma la clamorosa «cantonata» rivelata sull'edizione della Verità di sabato è riuscito a mandarlo su tutte le furie.

 

Ripercorriamo brevemente gli eventi. Tutto ha inizio martedì 2 aprile quando, commentando un possibile emendamento al ddl vaccini per rendere obbligatoria la certificazione scolastica per il solo vaccino contro il morbillo, Burioni si sfoga sui social network: «Da oggi in poi non commenterò più le giravolte politiche sui vaccini, perché cambiare idea due volte al mese va bene, tre volte al giorno no. Ps: informo che il vaccino contro il solo morbillo non esiste, non esisterà mai e se un dì esistesse se lo solo i pazzi».

 

Superfluo precisare, come prontamente fatto dal presidente della commissione Sanità del Senato, Pierpaolo SiIeri, che «l'emendamento non toglie l'obbligo di vaccinazione ma lascia solamente la sanzione amministrativa e rimuove l'esclusione da scuola» e «il vaccino è comunque il trivalente». Burioni ha emesso il suo verdetto e la shitstorm (cioè la valanga di insulti via social) può avere inizio. Chiunque osi dissentire viene bollato come «ignorante», «somaro», «babbeo», e via dicendo.

 

Ma il vaccino fantasma in realtà esiste, e ne abbiamo dato prova su queste stesse pagine. Non è più commercializzato in Italia, dove è presente nella formulazione trivalente o tetravalente, ma era disponibile nel nostro Paese almeno fino alla fine degli anni Novanta. Come documenta un video pubblicato su Facebook dal pediatra Eugenio Serravalle, il monocomponente del morbillo è disponibile in Svizzera e a Roma, presso la farmacia internazionale del Vaticano. Per di più, è in vendita su internet sul sito del Serum institute of India, casa farmaceutica fondata dall'imprenditore Cyrus Poonawalla, che con un patrimonio di 8,1 miliardi di dollari è il settimo uomo più ricco dell'India e il 170° del mondo. Lo stesso Burioni è costretto a cedere: «Il vaccino monovalente contro il morbillo che qualche babbeo vi mostra trionfante esiste, ma in India. Prodotto dal Cyrus Poonawalla group. Buon viaggio ai volenterosi».

 

Dunque, il vaccino non solo è esistito, ma esiste tuttora e continuerà a esistere. Nessuna volontà di mettere in dubbio l'efficacia o l'opportunità della formulazione utilizzata in Italia: la nostra era una semplice verifica dei fatti. Ma sabato pomeriggio Francesco Venier, docente alla Mib Trieste school of management, scrive su Twitter che dovremmo essere noi a vergognarci per aver scritto «falsità da poveri ignoranti» sul conto di «uno dei più grandi immunologi del mondo». Nella discussione interviene anche il prof, che in un passaggio ribadisce «nessuna multinazionale lo produrrà mai più così come nessuna casa automobilistica produrrà mai una automobile a vapore». Non solo, aggiunge Burioni, «per i motivi che spiegherò usare i monovalenti sarebbe più pericoloso, più costoso e meno efficace. Ma a qualcuno piace fare i giochini».

 

Nel post pubblicato lunedì sul suo sito Medicalfacts.it, il medico ribadisce che «a fronte di nessun vantaggio (se non il soddisfare la superstizione di qualcuno particolarmente ignorante), i vaccini monovalenti avrebbero diversi svantaggi». Oltre al numero maggiore di iniezioni alle quali verrebbe sottoposto il bambino e la sfasatura delle coperture, secondo Burioni sussiste altro grave problema. Poiché «la sicurezza mostruosa dei vaccini è legata al fatto che sono prodotti e somministrati a milioni di persone», spiega nell'articolo, «un vaccino monovalente sarebbe invece prodotto in piccolissima scala (servirebbe solo ai cretini, che sembrano molti, perché sono rumorosi e ragliano forte, ma invece sono pochi, per fortuna), e quindi intrinsecamente meno sicuro».

 

Siamo proprio sicuri che sia così? Secondo l'ultimo report sulla situazione del mercato pubblicato dall'Unicef lo scorso ottobre, le dosi di antimorbillo monovalente utilizzate nel 2018 sono state pari a circa 150 milioni. Tutti cretini? No, probabilmente troppo poveri per permettersi il bivalente (180 milioni di dosi, costo medio per dose 0,64 dollari) o addirittura il trivalente (circa 16 milioni di dosi per un costo che può arrivare anche a 4,7 dollari/dose), dal momento che il prezzo unitario medio del monocomponente è appena di 31 centesimi di dollaro. Dunque i bambini dei Paesi in via di sviluppo si meritano un vaccino che qualcuno considera scadente solo perché sono poveri?

 

Secondo quanto riportato sul sito dell'Organizzazione mondiale della sanità, i vaccini del morbillo attualmente disponibili sia nella formulazione monovalente sia in quella combinata con l'antirosolia (Mr) e l'antiparotite (Mmr), risultano «sicuri ed efficaci e possono essere tranquillamente interscambiati nei piani di immunizzazione». Contattato dalla Verità, Michael Vernekar, segretario dell'amministratore delegato della Serum institute of India (la quale detiene oltre 1'80% delle quote di mercato sul monovalente), rifiuta di intervenire direttamente nella polemica ma tiene a precisare che «prima di essere somministrato agli esseri umani, ogni vaccino attraversa la stessa procedura di sperimentazione, a prescindere dalla scala di diffusione, la quale non ha nulla a che vedere con la sicurezza di un vaccino».

 

Roberto Burioni, che sul suo blog accusa senza mezzi termini il nostro quotidiano di fare disinformazione, viene dunque smentito non solo dall'azienda che produce il monocomponente, ma anche dai maggiori organismi internazionali che operano in campo sanitario. Se mai esistesse un vaccino contro l'arroganza, certamente farebbe al caso suo.







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