Omeopatia - Casi Clinici

Broncopolmonite guarita con l'omeopatia



polmoni
L'omeopatia può essere efficace anche nelle patologie infettive importanti

A volte capitano strane coincidenze.
Qualche settimana fa sono capitato per caso in un forum molto conosciuto dove si parlava di Omeopatia in modo acceso e i più dicevano che questa cura è puro placebo, che è acqua fresca, che al massimo può servire per curare patologie lievi che passano da sole, ecc., ecc. Un partecipante del forum scriveva addirittura che vorrebbe venire a conoscenza di un solo caso di guarigione avvenuta grazie all’Omeopatia: gli sarebbe bastato un solo caso per credere, ma era certo che in 2 secoli di storia non ne era esistito neppure uno!!
È inutile ricordare che quelle persone non avevano alcuna conoscenza né superficiale né approfondita, né lontana né vicina della Medicina Omeopatica ma, nonostante questo, si esprimevano talvolta con arroganza, con affermazioni categoriche come di colui che sa tutto e ridicolizzavano sia l’Omeopatia sia ‘gli stupidi creduloni che la usano’.
Pochi giorni dopo, giunge nel mio studio medico la moglie di un mio paziente che due mesi prima si era ammalato di broncopolmonite e che io avevo curato telefonicamente con l’Omeopatia (è palese che non bisogna dare terapie telefoniche, ma in questo caso l’ho fatto perché conoscevo bene il paziente e quindi anche le capacità reattive del suo organismo e inoltre lui era appena stato visitato dal suo medico e quindi disponevo di una diagnosi recente e, data la facilità con cui si fa diagnosi in questi casi, con grande probabilità anche sicura).
Mi racconta la vicenda, che in questo tempo avevo già dimenticato, e mi fa anche avere uno scritto del marito con il quale lui stesso desiderava dare la sua testimonianza.
Ecco il resoconto dettagliato di questa sua storia.


LA TESTIMONIANZA DEL PAZIENTE
Sabato 8 gennaio 2011: Ho cominciato inspiegabilmente a tossire e la tosse è continuata anche durante la notte.

Domenica 9 gennaio: Tosse molto insistente e profonda. Inizia sicuramente la febbre (anche se non ne ho la certezza, perché detesto misurarmela) e io mi sento molto debole. So che in questi casi di solito va bene assumere l’Aconitum e allora decido di autocurarmi omeopaticamente e di prendere Aconitum 30ch.

Lunedì 10 gennaio: Ho trascorso una notte molto inquieta. Sto molto male e allora mi decido a misurare la temperatura: 38,5°C. Continua incessante la tosse secca che ora si associa ad un cerchio alla testa, viso molto rosso, debolezza, inappetenza, ansia con irrequietezza e una notte insonne con grande inquietudine che non mi ha fatto stare a letto: dovevo alzarmi e passeggiare per muovermi un poco, perché il movimento mi quietava sia l’ansia che l’irrequietezza. Vedendo che l’Aconitum 30ch non era stato efficace, ho pensato di potenziarlo passando ad Aconitum XMK durante tutta la giornata.

Martedì 11 gennaio: Ho passato una brutta e agitata nottata. Stessi sintomi, stessa febbre, stesso malessere. Nonostante la mia riluttanza a consultare i medici, mi sono dovuto arrendere e ho chiamato il mio Medico di Base. Egli, che è venuto subito perché sapeva che io non lo chiamo facilmente ma solo per condizioni gravi, dopo una accurata visita mi diagnostica senza ombra di dubbia una “bella” broncopolmonare del polmone sinistro. Mi dice che il quadro obiettivo è talmente evidente che non serve la radiografia e mi prescrive una terapia antibiotica e cortisonica per 10 giorni.
Prima di iniziare tale terapia, dato che cerco di tenermi il più lontano possibile dai farmaci, decido di consultare telefonicamente il Dr. Roberto Gava, un omeopata che mi conosce bene e mi segue già da vari anni.
Finalmente trovo il Dr. Gava al cellulare e mi fa raccontare in modo dettagliato tutti i sintomi fin dal loro inizio insistendo su molti particolari sia fisici sia mentali del mio attuale stato di salute. Mi dice che dovrebbe vedermi per potermi visitare e per porre con più calma altre domande, ma dato che la visita non è possibile e dato che mi conosce bene perché mi ha in cura da tanti anni, accetta di prescrivermi una terapia omeopatica a patto però di tenerlo aggiornato quotidianamente sull’evoluzione dei sintomi. Mi prescrive il rimedio omeopatico Rhus toxicodendron XMK in monodose e mi dice di prendere solo 30-40 globulini, di scioglierli in mezzo litro d’acqua e di bere un piccolo sorso ogni ora (previo lo scuotimento della bottiglia), ad eccezione di quando dormo, fino alla comparsa dei primi sintomi reattivi dell’organismo. Io mi fido del Dr. Gava e della sua Omeopatia e faccio quello che mi dice.
Pertanto, chiedo a mia moglie di andare in farmacia ad acquistare solo il Rhus toxicodendron e non l’antibiotico e il cortisonico. Inizio a bere i sorsi dell’acqua medicata solo nel tardo pomeriggio e non assumo altro.

Mercoledì 12 gennaio: Mi sveglio che mi sento già un po’ meglio: la febbre è meno intensa e va lentamente abbassandosi durante la giornata. Avendo notato questo cambiamento positivo, telefono di nuovo al Dr. Gava il quale mi consiglia di prendere un sorso ogni tre ore dello stesso rimedio. Proseguo nel modo indicatomi.

Giovedì 13 gennaio: Ho passato una notte tranquilla, perché ho dormito bene e sento che sto acquistando energia. La febbre è scesa e ora la temperatura è solo 37°C. Ho continuato tutto il giorno a sorseggiare lo stesso rimedio ogni 3-4 ore.

Venerdì 14 gennaio: Mi sono svegliato con la chiara sensazione che sto guarendo! Ho riacquistato il mio appetito, ma c’è ancora un po’ di tosse e di debolezza. Ho ritelefonato al Dr. Gava che, dopo avermi posto molte domande sui cambiamenti dei sintomi, mi ha consigliato di mettere sotto la lingua 3 granuli di Sulphur 200ch e poi di scioglierlo nello stesso modo del rimedio precedente e di continuare per un paio di giorni bevendo un piccolo sorso 4 volte al giorno.
Nella mattinata mi sono fatto una bella doccia (ho saputo dopo che non era consigliata e che avrei potuto attendere ancora un po’) e verso mezzogiorno, complice un po’ di sole, anche se faceva freddo sono uscito verso la legnaia a prendere un po’ di legna per la stufa (d’inverno, noi preferiamo tenere spenti i termosifoni). Ero veramente stanco di fare l’ammalato e non vedevo l’ora di ritornare alle mie attività quotidiane!

Nei giorni successivi: È continuato il miglioramento e lentamente mi sono tornate tutte le forze.

Martedì 18 gennaio: Dopo una settimana di malattia mi sono recato dal Medico di Base per un controllo, senza però trovare il coraggio di confessargli che non avevo assunto i suoi farmaci, ma solo due rimedi omeopatici. Il medico mi ha comunicato che ero guarito quasi completamente, ma che si sentiva ancora qualche minimo crepitio nel polmone sinistro per cui dovevo continuare la terapia ancora per qualche giorno. Io però, confortato da questo riscontro, ho continuato a non assumere nulla (dato che il Sulphur mi era stato dato solo per 2 giorni), ben sapendo che l’Omeopatia attiva il sistema immunitario e poi è sufficiente lasciare tempo all’organismo di completare il suo lavoro di riequilibrio.

Sabato 22 gennaio: La tosse è sparita già da un po’ ed io mi sento completamente guarito. Ringrazio l’Omeopatia di Hahnemann e il Dr. Gava, perché ho potuto superare sorprendentemente in pochi giorni una malattia grave senza compromettere il mio organismo!”.
(domenica 23 gennaio 2011 - firmato: Lorenzo G. - dalla provincia di Padova)


COMMENTO
È un caso clinico molto semplice che dimostra l’efficacia dell’Omeopatia anche nelle patologie infettive importanti. Mi è capitato molte volte di curare una broncopolmonite con la sola Omeopatia: è una esperienza comune di tutti i medici omeopati. Noi infatti non ci stupiamo più di questi effetti anche se, pensandoci bene e riflettendo con le conoscenze della Medicina Ufficiale, non è facile accettare che pochi granellini di un rimedio omeopatico ad una diluizione altissima possa debellare una patologia infettiva polmonare importante. Infatti, è stata usata una potenza totalmente priva di materia che equivaleva ad una soluzione acquosa di una pianta (il Rhus toxicodendron, in questo caso) che era stata diluita 1:100 per ben 10.000 volte. Quindi, la concentrazione finale della pianta equivaleva ad un numero non solo inimmaginabile ma neppure scrivibile, perché avremmo dovuto scrivere uno zero seguito da una virgola, poi seguito da 20.000 zeri e poi da un uno!
Per di più, dato che non è bene ripetere la stessa diluizione più di una volta perché può disturbare il paziente, i grani sono stati ulteriormente diluiti in mezzo litro d’acqua e bevuti a piccoli sorsi dapprima frequenti e poi sempre più radi in base all’effetto conseguito.
È palese che un rimedio omeopatico di questo tipo è talmente diluito che non può avere alcun effetto sui germi (e infatti la soluzione bevuta dal paziente è priva di ogni effetto farmacologico antimicrobico o antivirale), ma svolge il suo effetto attivando i meccanismi biologici aspecifici di difesa dell’organismo e ovviamente attivando anche il suo sistema immunitario che prima, per qualche motivo che non conosciamo ma probabilmente per una infreddatura, non aveva reagito adeguatamente e quindi aveva permesso che l’infezione si sviluppasse nel suo interno (in questo caso nel polmone sinistro).
In questa sede va ugualmente ricordato che il trattamento di una broncopolmonite non può essere fatto per telefono ma, dato che io ero impossibilitato a visitare il paziente e dato che lo conoscevo bene, sapevo che lui ha una costituzione robusta e che conosce altrettanto bene le regole della cura omeopatica, dopo un accurato interrogatorio ho ugualmente fatto la prescrizione anche perché mi ero accorto che le informazioni ottenute indicavano chiaramente il rimedio.
La bellezza di questo caso risiede anche nel fatto che il paziente aveva già provato, ma invano, ad autocurarsi (l’Aconitum è un rimedio che si usa spesso nella prima fase delle patologie febbrili, ma è efficace solo se le caratteristiche sintomatologiche del paziente corrispondono a quelle del rimedio e cioè se la temperatura sale rapidamente, se ci sono brividi di freddo e se il paziente è di corporatura robusta ed è agitato e molto preoccupato per le sue condizioni di salute; in questo mio paziente, però, erano presenti solo una parte di quelle caratteristiche e quindi, non essendoci una adeguata similitudine, Aconitum non poteva funzionare). Ciò dimostra che il rimedio omeopatico NON FUNZIONA MAI quando non c’è una precisa similitudine tra il quadro patologico presentato dal paziente e il quadro sintomatologico che è stato ottenuto dalle sperimentazioni nell’uomo sano di quello stesso rimedio. Questo punto è molto importante, perché spiega come mai l’Omeopatia non funzioni in moltissimi casi e cioè, lo ripeto, quando non c’è una adeguata similitudine tra sintomi del malato e sintomi patogenetici ottenuti con la sperimentazione del rimedio.
Altro punto interessante è che questo mio paziente non ha assunto altro che il rimedio omeopatico e quindi la guarigione va attribuita solo all’Omeopatia!
Se qualche medico pensa che la terapia omeopatica abbia svolto solo un effetto placebo e che il vero medicamento sia stata la fiducia del paziente nel sottoscritto, lo invito a provare a dare dell’acqua da bere, con le stesse modalità che io ho usato, al primo paziente che gli capita in ambulatorio con una broncopolmonite acuta … senza però attribuire al sottoscritto la colpa delle conseguenze.


MORALE CONCLUSIVA
Un qualsiasi omeopata ha centinaia di prove che l’Omeopatia funziona sia nelle patologie lievi che in quelle gravi, sia a livello fisico che a livello mentale, ma le nostre prove oggettive le conoscono solo, oltre a noi, i nostri pazienti e quelli che decidono di studiare seriamente l’Omeopatia prima di parlare, per non fare la pessima figura di essere considerati così stolti da parlare senza sapere e dimostrando solo orgoglio, ignoranza e stupidità: caratteristiche nei confronti delle quali non ribatteva neppure Gesù Cristo.


Dr. Roberto Gava
Omeopata, farmacologo


Bibliografia per chi volesse approfondire alcuni casi clinici:
(Sono alcuni dei numerosi testi che riportano innumerevoli casi clinici guariti solo omeopaticamente)
1 - Borland D. M. Il trattamento omeopatico di alcune comuni emergenze mediche e di alcune Patologie Cardiache. 2° vol. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2000
2 - Borland D. M. Il trattamento omeopatico di influenza e polmonite. 3° vol. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2000
3 - Nash E. B. La Testimonianza della Clinica. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2003
4 - Sankaran P. Gli Elementi dell’Omeopatia. Un Corso completo di Omeopatia Classica Hahnemanniana. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2008
5 - Sankaran R. Il Sistema dell’Omeopatia. 4° vol. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2002
6 - Sukul N. C., Sukul A. Farmacologia delle Alte Diluizioni: Studi biochimici e fisici sul medicinale omeopatico. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2006
7 - Tyler M. L. Quadri di Rimedi Omeopatici. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2001



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