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Il blu debutta in società


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Quella del blu è l’avventura di un colore che nel tempo ha saputo conquistare i popoli e la storia

Blu come il firmamento, come il mantello stellato del mago più potente, come le “note stonate” nei campi di cotone, come il cielo che si specchia nel mare…

Quella del blu è l’avventura di un colore che nel tempo ha saputo conquistare i popoli e la storia. Guardato con sospetto nell’età antica è divenuto il colore più utilizzato del mondo contemporaneo fino ad essere definito il colore della moda.
Biasimato dagli antichi romani perché largamente utilizzato dalle popolazioni germaniche, nell’alto  medioevo una variante sbiadita del colore si vedeva spesso negli abiti della servitù della gleba.

Nel XII sec. però qualcosa comincia a cambiare e la tinta inizia ad essere presente nelle pitture sacre, nelle vetrate delle chiese e nell’abbigliamento ufficiale della corte francese.

Questo è il punto di svolta… e per il blu inizia la vera storia.

Nel giro di poco tempo l’importanza del colore fa un salto di qualità, tanto da essere utilizzato, come il rosso, per rappresentare la dignità imperiale.

Il suo carattere lo rende caro all’epoca romantica che lo “semina“ ovunque e oggi il blu è presente dappertutto.
Blu di Genova è il colore dei jeans, i pantaloni più famosi della storia, quelli che persino l’eroe dei due mondi ha portato.
Blues è l’antifona delle cosiddette “note stonate” che le comunità afro-americane cantavano nelle piantagioni di cotone; uscita dai campi, con l’abolizione della schiavitù, la melodia è divenuta di respiro mondiale.
Blu è il colore del fascino, dell’intensità, dell’eleganza.
Blu è il colore dell’intimità.

La disciplina cinese del feng-shui sconsiglia l’utilizzo del colore nella stanza da letto e nel soggiorno per evitare che la profondità di questa tinta ne trascini i fruitori negli abissi dell’inconscio. L’azzurro e il celeste, però, hanno una notevole capacità rilassante e si adeguano felicemente ad ogni ambiente.

Nel misterioso cielo zodiacale la tradizione ha associato la suggestione del blu ai temperamenti mercuriali come la Vergine e i Gemelli.
Mercurio, leggero e alato simbolo della velocità del pensiero e della destrezza nei discorsi, nella mitologia antica, era figlio di Giove e di Maia, la più bella delle Pleiadi.

Nella cristalloterapia la dinamicità della mente, associata alla fertilità comunicativa, è stimolata dalle pietre preziose e semipreziose blu.
Zaffiro, lapislazzuli, turchese e acquamarina sono le rappresentanti più pregiate della categoria.

Nella medicina indiana questo colore corrisponde alle vibrazioni del quinto chakra, il Visuddha.
Centro energetico della comunicazione, posizionato alla base del collo, corrisponde alla gola, alla tiroide, alla trachea e all’esofago. Governa, pertanto, il metabolismo, l’apparato uditivo, il sistema osseo ed in particolare gli arti superiori.
Il Visudda è il plesso che presiede la capacità d’ascolto e verbalizzazione, partendo dal presupposto che la prima forma d’attenzione noi la dobbiamo a noi stessi.

Comprendere cosa risiede nel nostro intimo è alla base di una serena e disinvolta comunicazione con il mondo esterno.
Chi non comprende, o non accetta, cosa desidera realmente o di cosa ha bisogno manderà sempre segnali ambigui e contrastanti ai propri interlocutori, viziando la scioltezza della relazione.

Un quinto chakra ben equilibrato si manifesta attraverso una buona capacità di socializzazione ed una spigliata abilità creativa, che può essere espressa attraverso qualsiasi canale.

Una persona  capace di connettersi con se stessa e con il mondo esprime la propria armonia con ogni gesto, ogni sguardo ed ogni sorriso.
Un quinto chakra disarmonico genera problemi alla tiroide, all’udito, al collo e alle spalle, dal punto di vista fisico e inadeguatezza nell’esprimere se stessi e le proprie richieste dal punto di vista psicologico.

L’aromaterapia, attraverso le essenze naturali può sollecitare un buon funzionamento del Visudda grazie a diversi oli essenziali. Tra i più efficaci c’è, sicuramente, quello d’eucalipto: rinfrescante e stimolante, capace di sbloccare qualsiasi forma di stasi; non è da meno il garofano, caldo e intenso dalle note fortemente afrodisiache, predispone al meglio all’intesa con il partner.
La mirra riduce gli eccessi di egocentrismo e affina il senso di comunione con le varie forme di vita. Meno conosciuto, ma non meno efficace, il niaoulj scioglie le tensioni verso il mondo esterno, allentando le forme di paura nei confronti degli altri.
Infine il pino silvestre libera e stimola la virilità e la potenza fisica.


Per saperne di più:
Zaffiro: è considerata la pietra della saggezza. Favorisce la lucidità mentale e la capacità di esprimersi creativamente. Stimola la capacità reattiva nei confronti della pesantezza mentale. Turchese: esalta il piacere della bellezza e stimola il rilassamento mentale e fisico. Affranca dalla pesantezza dei pensieri negativi e opprimenti.
Lapislazzuli: dalla triturazione di questa pietra, anticamente, si otteneva la qualità di blu utilizzata per rappresentare la profondità del cielo. È una pietra capace di sintonizzare chi la indossa con l’universo intero. La medicina ayurvedica ne fa uso contro l’asma e contro le infiammazioni.
Sodalite: struttura in forma razionale e concreta i desideri che non sono ancora ben definiti e chiari nella mente.



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