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Bambini e campi elettromagnetici: pediatri studiano indicazioni per genitori


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Telefonini, Wi-fi e altri apparecchi senza fili: sono strumenti che i bambini devono usare con cautela

Telefonini, Wi-fi e altri apparecchi senza fili: sono strumenti che i bambini devono usare con cautela dal momento che sono stati accertati i rischi per la salute derivanti dai campi elettromagnetici. Si tratta di un problema per il quale i pediatri italiani della Commissione ambiente della Società Italiana di pediatria (Sip) stanno studiando una raccomandazione specifica per i genitori, affinché madri e padri siano consapevoli dei pericolo potenziale di questi strumenti e riducano i tempi di esposizione dei loro figli. Lo ha annunciato Ernesto Burgio, componente della commissione Sip e della International Society of Doctors for the Environment (Isde), a margine del convegno "Telefonia mobile, Wi-Fi e Wi-Max: un pericolo per la salute", tenuto ieri a Roma dall'associazione malattie da intossicazione cronica, e ambientale (Amica).

“I bambini già a 6-7 anni cominciano a essere esposti alle onde elettromagnetiche e lo saranno per il resto della vita. Una follia considerando che sono ormai accertati i rischi di cancerogenità dell’esposizione, come ha indicato di recente l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, Iarc. Da qui la proposta della nostra commissione, che sarà valutata dalla Sip, di mettere appunto un’avvertenza per i genitori”, ha dichiarato Ernesto Burgio.

“Visto il recente riconoscimento da parte di un tribunale italiano del nesso causale tra l’uso massiccio del cellulare e l’insorgenza di tumore al trigemino, nonché l’osservazione, da approfondire, di alcuni cluster di cancro tra coloro che abitano vicino ai ripetitori, abbiamo sentito il bisogno di fare il punto della situazione sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici emessi dalla telefonia mobile e dalle reti per Internet senza fili e di mettere anche a confronto i legislatori e gli avvocati che si trovano in prima linea nella difesa del cittadino”, ha spiegato Francesca Romana Orlando, giornalista e Vice Presidente di A.M.I.C.A..

“Sempre più persone si rivolgono alla nostra associazione perché riferiscono sintomi di Elettrosensibilità – cioè reazioni come mal di testa, irritazioni cutanee, insonnia, disorientamento spaziale, perdita della memoria, acufeni, ecc – in seguito all’esposizione ai campi elettromagnetici, ma tale fenomeno è largamente sottovalutato dalle agenzie di salute nazionali e internazionali; servono linee guida che tutelino maggiormente le fasce sensibili della popolazione”, ha affermato Silvia Bigeschi, Vice Presidente di A.M.I.C.A.

“Talvolta al malato basta allontanarsi per un certo periodo dai campi elettromagnetici per recuperare lo stato di salute, ma in alcuni casi l’Elettrosensibilità diventa una condizione totalmente invalidante che stravolge la vita della persona, costringendola ad una continua fuga dalle radiazioni. Stranamente questa allergia sembra colpire soprattutto persone che già soffrono di Sensibilità Chimica Multipla (MCS), una condizione che comporta l’intolleranza alle sostanze chimiche, probabilmente per comuni meccanismi eziopatogenetici”, ha concluso Silvia Bigeschi.



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