Infanzia

Bambini, allergie triplicate. Smog sotto accusa



bambini allergie
In Italia negli ultimi venti anni sono triplicati i bambini allergici

Negli ultimi due mesi si è registrato tra i bambini un picco di allergie respiratorie. È quanto riferisce il presidente della Società italiana di pediatria (Sip), Giovanni Corsello che lancia l'allarme “allergia da smog”.

Corsello ha sottolineato che l'aumento di criticità respiratorie nei bambini è stato riscontrato in particolare nelle grandi città ed è dovuto all'emergenza smog e inquinamento delle ultime settimane.

Il presidente Sip ha sottolineato che si tratta di casi di iper-reattività delle mucose respiratorie agli inquinanti dell'aria, che portano anche a urgenze respiratorie. “Ciò soprattutto in bambini in qualche modo predisposti ma anche nei primi anni di vita. Casi in aumento, legati proprio all'emergenza smog in molte città e che anche noi pediatri stiamo osservando nell'ultimo periodo”.

Le forme di difficoltà respiratoria che si stanno registrando in aumento tra i bambini, si manifestano, ad esempio, con crisi di broncospasmo o laringospasmo. In questi casi, spiega Corsello, ''bisogna accertarsi che i livelli di ossigeno per la respirazione non vadano sotto il livello di soglia, nel qual caso, è ovviamente necessario recarsi in ospedale. Il bambino va dunque monitorato durante queste crisi''.

“In questi giorni di emergenza smog – continua Corsello - è bene far sostare i bambini il meno possibile nelle vicinanze di siti industriali ma anche nel centro delle città, dove maggiore è il traffico. Un'indicazione valida soprattutto per i più piccoli”.

In generale in Italia negli ultimi venti anni sono triplicati i bambini allergici: se nel 1995 erano il 7%, oggi siamo arrivati al 25%. Tra le forme più diffuse la rinite allergica (che affligge 1 bambino su 4 in età evolutiva), seguita dall’asma (circa il 10%) e dalle allergie alimentari che colpiscono il 3% dei piccoli nei primi 2 anni di età. Per i neonati, invece, l’attenzione si rivolge sulla dermatite atopica, che in meno di dieci anni ha registrato una costante impennata di casi (+ 6%) e oggi interessa oltre un milione di bambini.

“È una situazione allarmante – spiega Corsello - anche perché spesso si tratta di malattie croniche che coinvolgono tutta la famiglia e che prevedono trattamenti prolungati e complicanze acute, come l’asma, e che riducono la qualità della vita dei ragazzi”.

“Possiamo fare tanto con la prevenzioneafferma Corsello - Innanzi tutto l’allattamento al seno: almeno per i primi 6 mesi di vita aiuta il neonato a sviluppare il sistema immunitario e riduce le possibili infezioni. Altra cosa che i genitori devono tenere sotto controllo è l’inquinamento atmosferico e il fumo di sigaretta. Gli inquinanti presenti in alcuni cibi vanno eliminati perché contengono una maggiore concentrazione di allergizzanti. Non dobbiamo dare ai bambini cibi che non sono sicuri. Poi consiglio di non portare i bambini in giro nelle ore di punta nelle città metropolitane: cerchiamo di tutelarli da smog e inquinamento”.



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