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09/09/2010

I Bagni Derivativi: una competenza arcaia perduta

di Redazione


CATEGORIE: Recensioni , Salute

Siamo un popolo civilizzato. Da millenni, continuiamo ad allontanarci dallo stato animale, ci umanizziamo ogni giorno più profondamente. Tra coloro che, su questa terra, hanno superato i problemi di sopravvivenza, tra coloro che non devono più temere, ogni giorno, il freddo, la fame o le grandi epidemie, la maggioranza delle competenze primitive è scomparsa. Per la maggior parte di noi non serve più nulla il sapersi arrampicare sugli alberi per sfuggire ai leoni, né riconoscere le erbe purganti come sanno fare i gatti. La nostra nuova competenza è il fucile contro il leone, il medicinale per curarci. Ogni acquisizione si accompagna a una perdita: funziona così l'evoluzione degli esseri viventi. Il bagno derivativo è una competenza animale e probabilmente arcaica per quello che ci riguarda, poiché tra gli animali, l'istinto di rinfrescare il sesso in condizioni precise, come fanno cani e gatti, si presenta ai nostri occhi ogni giorno. Come gli animali che ci circondano, dovevamo sapere un tempo, molto tempo fa, come recare sollievo al nostro corpo bagnando il sesso con l'acqua fredda... intelligentemente. La miglior prova di ciò è che questa pratica esiste ancora, perfino in Europa, ma il pudore impedisce spesso di parlarne.

Il bagno derivativo – che consiste nel raffreddare esclusivamente il sesso in condizioni precise – è conosciuto da migliaia di anni. È probabile che facesse parte del nostro “materiale di sopravvivenza” all'inizio del mondo, se si fa riferimento agli animali che lo praticano essenzialmente quando sono malati, feriti, o troppo ben nutriti nelle nostre case, come accade spesso per gli animali domestici.

In Cina, il paese dell'agopuntura, si sa che l'estremità del pene nell'uomo e le grandi labbra nella donna sono le parti più reattive del corpo.

Il bagno derivativo, come può indicare il suo nome, fa – stando alle apparenze – derivare, viaggiare le sostanze, le materie, le molecole di troppo che abbiamo nel nostro corpo, quelle che non sono trasformate in muscoli, sangue, ossa, il bagno derivativo sembra dunque far ritornare lentamente queste eccedenze inutili lì dove erano all’inizio, nell’intestino, al fine di evacuarle.

Può sembrare troppo semplice, troppo facile a dirsi, perché in questa definizione c’è qualcosa di quasi miracoloso ai nostri occhi. Saremmo tentati di rispondere: chi si vuole prendere in giro! Che prove avete? La ricerca scientifica e medica è talmente avanzata oggi che ci è difficile comprendere, accettare un’affermazione così pacifica. È diventato difficilissimo capire che non bisogna “pagare” nulla per ottenere un buon risultato. È quasi scioccante.

Si tiene a precisare che si tratta esclusivamente di benessere e non di cure mediche o guarigione; queste sono funzioni del medico.

Certamente, visti i risultati ottenuti, sarebbe interesse di tutti che la Medicina si occupasse dei bagni derivativi, così come si interessa sempre di più dell’allattamento materno che, come il bagno derivativo, ricordiamolo, è efficace, facile – è il più diffuso nel mondo – e gratuito.

Bisogna imparare a leggere i segnali, ad ascoltare i richiami del nostro corpo. A non considerare più i segni di invecchiamento comparsi troppo presto come fatalità dovute all’età. Perché non è l’età che fa ingrassare, non è l’età che fa diventare troppo presto i capelli bianchi, non è l’età che invecchia la pelle prematuramente, non è l’età che fa male alla schiena… sono semplicemente i sovraccarichi immagazzinati nel corpo che rallentano la sua attività, che gli impediscono di trarre profitto correttamente dai nostri alimenti.

Dopo che avete consultato il medico, dopo che vi ha esaminato e analizzato a fondo e vi ha detto che non avete niente di particolare, che “è l’età”, prendete il vostro guanto di spugna e dedicatevi al bagno derivativo. Più ci sarà gente che praticherà il bagno derivativo, più aumenteranno le probabilità di vedere un medico che faccia la sua tesi sull’argomento. Già alcuni medici osservano, si interessano e a volte conoscono. Alcuni accettano subito di provare su di sé, ma ritengono che non ci sia «nessuno tra i loro pazienti a cui oserebbero parlare del bagno derivativo».

Possiamo sperare che tra qualche anno i bagni derivativi saranno ampiamente studiati dalla Medicina. E forse un giorno il medico potrà guidarci.



>>> I Bagni Derivativi - di France Guillain (leggi il libro)



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