Omeopatia

Avvicinarsi alla medicina omeopatica


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La decisione di dedicarsi allo studio della medicina omeopatica, o semplicemente di curarsi con l’omeopatia, dovrebbe spingere ad avere chiare le idee su che cosa si va a conoscere.

Uno dei problemi fondamentali è che attualmente il termine stesso omeopatia è stato talmente abusato ed occupato da svariate terapeutiche che con la medicina omeopatica hanno in comune il solo prefisso "omeo", tanto da renderlo un contenitore vuoto.

Questo è uno dei motivi per cui, grazie al suggerimento della dottoressa Rodriguez, in questo sito di riflessioni sulla medicina omeopatica, preferiamo appunto adottare la dicitura "medicina omeopatica", o "omeopatia unicista", piuttosto che il semplice termine Omeopatia; e questo proprio per non ingenerare confusione.

Infatti, il termine Omeopatia è diventata una parola passepartout, buona per varie strategie terapeutiche, che nulla hanno a che vedere con il coerente sistema di cura empirico sperimentale scoperto da Samuel Hahnemann circa due secoli fa e che può degnamente chiamarsi medicina omeopatica. Non è come può in prima battuta sembrare una questione di lana caprina, ma la reale necessità di stabilire quali siano i confini, non solo lessicali, ma anche metodologici di una medicina che in Italia sfortunatamente è molto meno praticata di quanto si creda soppiantata da pratiche eterodosse che tentano miserevolmente copiare alcuni aspetti dell’Omeopatia, o addirittura pensare di creare una commistione di essa con la medicina allopatica.

Un invito a cercare un vero medico omeopata unicista è dunque opportuno per tutti coloro i quali vogliono approfondire la complessità e la bellezza di questa medicina.

Ma ovviamente non si tratta solo di questo: anche quando avremo individuato un buon maestro, l’apprendimento della medicina omeopatica sarà sempre sotto il pericolo del nostro stesso animo, pertanto non sembra inopportuno avvicinarsi a questa disciplina con l’animo di un bimbo, ovverossia mantenere dentro di noi la capacità di meravigliarsi, che è propria dell’età infantile. E non dimenticando le norme di un avveduto criterio ed il rispetto delle regole precise che l’ausilio di uno e più maestri possono fornire, abbandonarsi a quest’incredibile esperienza che corrisponde al contatto con il complesso mondo dell’Omeopatia.

La Medicina Omeopatica è un’arte, ed anche un’arte piacevole da praticare; ad essa occorre avvicinarsi con le dovute cautele, ma senza inibizioni di sorta e, per quanto gli interdetti accademici possano opprimere l’animo dell’aspirante omeopata o del paziente, l’esperienza immediatamente naturale di questa terapeutica, genera un immediato senso di calore in chi vi si accosta privo di pregiudizio. E’ chiaro che questo contatto non sarà esclusivamente intellettuale: cogliere il ritmo vitale, l’armonia della realtà, l’interconnessione delle parti, la loro fondamentale unità, così come leggere le immagini di un volto, di un movimento impercettibile, di un atteggiamento o anche di un’esitazione, di un dubbio, di un pensiero bizzarro, implica un percorso che si apre a margine della teoria omeopatica in senso stretto e diventa man mano vita vissuta, autentico essere in relazione con l’altro. Tutto ciò ovviamente stride in maniera netta con l’ assimilazione tipicamente precostituita e l’assetto coercitivo della medicina moderna che passa attraverso il giogo della pseudo razionalità per addivenire ad una strutturazione astratta della cura vincolandola ad una dimensione in cui l’esclusiva e cieca fede nel dato numerico stabilisce una comunicazione di carattere notarile nel rapporto medico – paziente, piuttosto che una germinazione profonda per entrambi.

La medicina omeopatica si sottrae alla falsa sicurezza del numero e spesso azzarda l’inosabile ponendo oltre che nel corpo, anche nell’animo umano, nella sensazione e nell’emozione il fondamento del suo agire; e ciononostante non vi soggiorna, ma li trascende tutti, creando così un sapere unitario sull’uomo mirante a creare una conoscenza fondata esclusivamente sulla Vita.

L’accostamento alla medicina omeopatica per chi sia interessato ad essa, non sarà soltanto l’apprendimento di un metodo, ma richiedendo un impegno speciale sviluppa la capacità di cogliere l’intrico sottile di echi e di assonanze vitali e sollecita, parlando non solo alla ragione, ma anche all’immaginario di ciascuno di noi, la nascita di un medico nuovo.



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