Omeopatia - Casi Clinici

Reumatismi - AURUM METALLICUM



Un ragazzo di 13 anni, molto accaldato dopo essere andato sui pattini a rotelle, si sedette su un masso roccioso e si raffreddò. Il risultato fu che prese una grande infreddatura con dolori generalizzati; poi si sviluppò un reumatismo alle ginocchia e alle caviglie che era peggiorato dal movimento. Il giorno seguente i dolori lasciarono le gambe e attaccarono le spalle e le braccia. Da allora in poi, i dolori ritornarono ai piedi, che cominciarono a gonfiarsi. Furono somministrati Bryonia alba, Lachnanthes, Ledum palustre, ecc., in accordo al variare della sintomatologia; ma a questo punto io fui costretto a restare a casa per alcuni giorni, non potei più vederlo e dovetti dipendere da ciò che i suoi genitori mi riferivano in modo vago e impreciso.

Mi dissero che mentre i piedi continuavano a gonfiarsi, il reumatismo era scomparso, ma che ora aveva dolori al torace: era un dolore che compariva respirando e che gli impediva di respirare profondamente. Prescrissi Bryonia alba e poi Actea racemosa in base a quanto mi era stato riferito, ma senza un buon risultato: il ragazzo andava peggiorando. Al sesto giorno, la madre mi riferì che il ragazzo era tanto stanco che poteva a stento parlare. La sottoposi ad un serrato controinterrogatorio e, tra l’altro, le domandai su quale lato peggiorava da disteso.

«Oh! - esclamò la povera, sciocca donna - ho dimenticato di dirle che non può affatto stare disteso. Non si distende da cinque notti. Lo teniamo su una sedia di Morris. Sta seduto piegato in avanti tutta la notte con la testa poggiata su una cinghia per il mento fatta con degli asciugamani». Quelle parole mi illuminarono. Mi resi conto in quel momento che non aveva una pleurite, ma un reumatismo cardiaco. Mi affrettai ad andare a casa sua. Come entrai nella camera, restai sorpreso dal cambiamento miserevole avvenuto nel ragazzo da quando lo avevo visto sei giorni prima. Gli sforzi laboriosi per respirare si sentivano fuori della porta, una piccola sagoma sedeva ripiegata in avanti su quella sedia di Morris; il viso era blu, cianotico, gonfio; i piedi e le caviglie erano gonfie e grandi come angurie; ma la cosa che più mi colpì entrando fu la pulsazione visibile e terrificante delle carotidi che poteva essere osservata dal fondo della stanza.

Fu con grande difficoltà che potei esaminare il suo cuore; non poteva tollerare il minimo tocco e ad ogni tentativo ansimava: «Oh, Dottore, mi dia un po’ più di tempo!». Finalmente riuscii ad ascoltare un suono cardiaco smorzato, tumultuoso, come se battesse nell’acqua. La temperatura era a 39,4°C, eppure vi era molta sudorazione; l’urina era scarsa e non aveva nè sete, nè appetito. Aveva dormito solo a brevi intervalli per molte notti. Io temevo che il ragazzo stesse per morire. In passato trattavo i sintomi cardiaci solo con Aconitum napellus o Kalmia latifolia e gli edemi con Apocynum cannabinum e così ottenevo una cura lenta e a zigzag oppure una morte rapida. Ma per fortuna in quel momento avevo una conoscenza migliore: sapevo che ogni singolo sintomo che si riscontra nel Paziente si ritrova in un solo rimedio che doveva coprire esattamente ogni aspetto della malattia. Gli prescrissi Aurum metallicum 10x, una dose ogni tre ore.

Non ho mai visto una guarigione migliore! La prima dose gli fu data alle ore 17 e chiesi che mi telefonassero alle 23 quella sera stessa. A quell’ora il messaggio fu: «Louis è inondato di sudore, ha urinato in grande quantità e il respiro è meno difficoltoso». Alle 8 del mattino seguente mi fu detto al telefono che aveva dormito serenamente gran parte della notte, sebbene mantenesse ancora la stessa posizione sul ‘reggimento’. Quella notte potè poggiarsi sulla sedia e la notte ancora seguente riuscì a distendersi sul letto. Continuò ad urinare quantità incredibili di urina e fece ‘piovere’ sudore, ma il gonfiore sparì rapidamente.
Vedete come l’oro sia un rimedio profondo quando è omeopaticamente indicato? Il giovinetto guarì rapidamente e completamente senza alcun’altra medicina. Ricevette dapprima la l0 x, poi aumentai la potenza alla 30a e poi alla 200a, con la quale lo mantenni fino a che il povero piccolo cuore lesionato fu di nuovo quasi normale.
Voi ricorderete che tutti i sintomi suddetti sono stati registrati da Hahnemann e da Hering con queste parole:
- «Reumatismo che passa da un’articolazione all’altra e infine si ferma nel cuore. Impossibilità di stare disteso. Deve stare seduto ripiegato in avanti».
- «Pulsazioni visibili delle carotidi».
- «Viso cianotico; ansima respirando; può a stento parlare con un bisbiglio di voce».
- «Sudore profuso come in una febbre dovuta all’oro».
- «Gonfiore dei piedi e degli arti inferiori».
Questo quadro non è quello appena descritto nel piccolo bambino? (Rauterberg).

Note: Devo dire che questo caso è una delle migliori guarigioni che è stata riportata nella letteratura omeopatica. Nessun prescrittore routinario o dilettante avrebbe mai potuto pensare a questo rimedio. Chi non si lascia convincere dalla verità dell’Omeopatia attestata da queste guarigioni è, come soleva dire Artemus Ward, «un ottuso» (Nash).



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