Omeopatia

Quattro atenei alleati per promuoverla in Italia


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Abbattere il muro che in Italia continua a dividere la medicina convenzionale dalla cosiddetta medicina alternativa, per arrivare a un'unica medicina con un obiettivo comune: il bene dei pazienti, compresi gli 8 milioni che nella Pensiola già ricorrono all''altra medicina'. In quattro università italiane scatta la missione integrazione, con il lancio del Corso di alta formazione post-laurea dedicato alle medicine non convenzionali. Un'alleanza annunciata oggi a Milano, che vede protagonisti gli atenei di Bologna, Messina, Roma La Sapienza e Verona.

Partito nel 2006 all'università di Bologna su input dell'istituto Pinus (Primo istituto nazionale per l'unificazione dei saperi in medicina), nell'edizione 2008 il master si allarga quindi ad altri tre atenei. E il sogno dei promotori è quello di moltiplicare le adesioni per coinvolgere altre università. Il corso, valido per guadagnare crediti universitari ed Ecm, si rivolge a un'ampia gamma di laureati in professioni sanitarie e non: medicina e chirurgia, lettere e filosofia, scienze fisiche, matematiche e naturali, veterinaria, farmacia, psicologia, scienza della formazione e scienze motorie. Al via a metà novembre, il percorso formativo proseguirà per 6 mesi fino al maggio 2009. La durata è di 750 ore, di cui 150 di lezione il venerdì e il sabato due volte al mese, e il costo complessivo ammonta a 1.950 euro. Le iscrizioni sono aperte fino al 17 ottobre (www.isame.it, info@isame.it), e i docenti sono professori universitari o medici ospedalieri che svolgono attività clinica e organizzativa nel campo della medicina ufficiale, e che hanno acquisito competenze nell'ambito delle medicine convenzionali tramite studi specifici o attraverso l'esperienza quotidiana.

Medicina tradizionale cinese e agopuntura; medicina omeopatica; medicina ayurvedica; medicina antroposofica; chiropratica; osteopatia; fitoterapia e omotossicologia. Queste le materie al centro le master: le 9 discipline che, nel 2002, la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici) ha riconosciuto come di esclusiva competenza della classe medica. "Fin dalla sua nascita, a Ravenna nel 2002, Pinus ha avuto come obiettivo l'integrazione fra medicina convenzionale e medicina non convenzionale - spiega Manuela Caletti Fantinelli, coordinatrice nazionale dei corsi e direttrice generale dell'istituto - per andare verso una sola medicina, ossia la medicina umana". Come strumento per realizzare questa ambizione "abbiamo pensato a un percorso di formazione e informazione interno al mondo universitario, che ci auguriamo possa coinvolgere nel futuro sempre più atenei in tutto il Paese".

Convincere diverse scuole di pensiero a 'far pace' è "una sfida per tutti - sottolinea Paolo Bellavite, co-direttore del corso a Verona, patologo dell'università cittadina e fra i primi scienziati italiani a studiare i meccanismi delle medicine non convenzionali, specie dell'omeopatia - E' una battaglia di minoranza - aggiunge - perché finora la storia della medicina ci ha insegnato che visioni diverse si sono sempre combattute, l'una per soppiantare l'altra". Smentire il passato è dunque lo scopo di questa 'quadruplice alleanza' fra università italiane, che predica "un'integrazione culturale-scientifica promossa dal mondo accademico - precisa Bellavite - ma sostenuta dall'intera società (aziende e associazioni mediche) e da attività didattiche mirate, per creare operatori sanitari al massimo livello di competenza".



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