Omeopatia

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13/01/2011

Cos'è Arnica Montana?

di L'Omeopata di Informasalus.it


CATEGORIE: Omeopatia

Arnica Montana
Arnica Montana

DENOMINAZIONE E APPARTENENZA
- Nome Latino: Arnica Montana
- Ordine Naturale di appartenenza: Famiglia delle Composite

DESCRIZIONE: il rizoma strisciante produce nel primo anno una rosetta di foglie pelose, ovate e di colore verde giallastro; nel secondo anno spuntano i fusti floreali, alti circa 60 cm, leggermente pelosi e con 1-3 paia di foglie ovali opposte; gli steli terminano in singoli capolini con lingule di colore giallo-arancio e calici verdi molto grossi.

DISTRIBUZIONE: la pianta è diffusa in Europa e nell’America del Nord; cresce nelle regioni montagnose, su terreni acidi e torbosi.

CENNI STORICI: sin dal XVI secolo è stata utilizzata per uso esterno in caso di contusioni o distorsioni; si tramanda che Goethe usasse assumere gocce di Arnica come stimolante cardiaco.

PRINCIPI ATTIVI: sono un olio essenziale contenente timolo, dei polifenoli e in particolare dei prociamidi, dei lattoni sesquiterpenici e l’arnicolide A; sono contenuti essenzialmente nei fiori e nei rizomi.

PREPARAZIONE: La preparazione omeopatica di Arnica utilizza la Tintura Madre ottenuta con la pianta intera per l’uso interno e con la pianta priva della radice per quello esterno. Alcuni Autori hanno rilevato la frequente presenza di uova depositate da una mosca, l’Atherix maculatus meignen, che apporterebbe delle proprietà irritanti simili a quelle della Cantaride. Per questo motivo i farmacologi omeopatici raccomandano di pulire bene i fiori della pianta prima di utilizzarla.

AZIONE GENERALE SPERIMENTALE E TERAPEUTICA
- Muscoli: sensazione di indolenzimento e contusione con iperestesia al tatto e alla pressione.
- Apparato cardiocircolatorio: atonia delle pareti vasali con vasodilatazione ed essudazione capillare, diminuzione dell’aggregazione piastrinica con formazione di petecchie ed emorragie, disturbi anginosi e insufficienza cardiaca.
- Cute: ecchimosi, eruzioni cutanee e manifestazioni suppurative a disposizione spesso simmetrica.
- Cerebrale: congestione con torpore o perdita di coscienza.

INDICAZIONI GENERALI
E’ indicato: nei casi acuti e cronici; nei bambini; nelle donne; negli anziani; in caso di traumi, incidenti, interventi chirurgici, affaticamento eccessivo, shock psicologici, spaventi, dispiaceri, emorragia cerebrale, commozione cerebrale, stati infettivi gravi e stuporosi; nei soggetti pletorici, predisposti a cardiopatie e vasculopatie cerebrali, dal carattere battagliero, dispotico, piuttosto egoista ma fondamentalmente mite e superficiale.

QUADRO CLINICO
Insorge: dopo eventi traumatici fisici e psichici, in caso di processi infettivi, ictus o cardiopatie. E’ caratterizzato da: sensazione di indolenzimento e di contusione generalizzati, fragilità capillare, ecchimosi, emorragie, sonnolenza diurna, insonnia notturna, disturbi del sonno con agitazione e incubi; talvolta febbre, con calore localizzato alla testa e freddo intenso al corpo, alito fetido, aritmie con oppressione precordiale, diarrea con feci di odore fetido, ritenzione urinaria, torpore o stato comatoso con perdita di coscienza.
Dal punto di vista mentale si può sottolineare: la bonarietà, la superficialità, l’egoismo, un atteggiamento di distacco nei rapporti interpersonali, la psicoastenia, le alterazioni dello stato di coscienza, i disturbi della memoria e i deficit prestazionali, l’ipersensibilità, l’ansia, la depressione a impronta disforica e l’apatia.

CARATTERISTICHE CLINICHE ESSENZIALI
- Responsabilità eziologica attribuibile a traumi fisici e/o psichici recenti o pregressi.
- Sensazione di indolenzimento e di contusione generalizzata.
- Paura di essere toccato, avvicinato o ferito.


PRINCIPALI INDICAZIONI CLINICHE
1 - Ha un’azione più efficace sui soggetti sanguigni, pletorici.
2 - Ipersensibilità al dolore; grande paura di essere toccato o colpito da chiunque gli si avvicini, specialmente negli stati gottosi o reumatici.
2 - Senso di contusione, di infiammazione dolorosa generalizzata; il letto gli pare troppo duro (Bapt.).
4 - Traumi, specialmente delle parti molli; ematomi (Ham.); strappi muscolari (Rhus-t.); urti violenti (Hyper.); postumi di traumi anche lontani nel tempo; emorragie, specialmente di origine traumatica.
5 - Stati tifoidi: indifferenza o stupore mentale; risponde alle domande in modo corretto, ma ricade immediatamente nello stato di incoscienza; incontinenza di feci e urine, oppure lunghi intervalli fra una defecazione e l’altra.
6 - Secrezioni puzzolenti; eruttazioni, flati, ecc. con odore di “uova marce”.
7 - La testa è calda mentre il corpo è freddo, oppure sente caldo nella parte superiore del corpo; anche, nei bambini, gli avambracci sono di un freddo cadaverico.
8 - Tendenza ad avere piccoli foruncoli dolorosi che escono in successione.
9 - Rimedio che previene la suppurazione e la setticemia; eccellente dopo il parto, specialmente dopo un parto traumatico (per esempio per l’uso del forcipe).
10 - Modalità:
a) aggravato dal riposo; stando disteso;
b) migliorato dal movimento.

TESSUTI PIU' COMUNI
SANGUE. VASI SANGUIGNI. Nervi. Muscoli. Organi digerenti.

EZIOLOGIA
Traumi fisici e psichici secondari a cadute, ferite, incidenti, interventi chirurgici o shock psicologici; affaticamento per attività fisica intensa e protratta; abuso di chinino; setticemia; stati infettivi; insolazione.

SINTOMI MENTALI PIU' COMUNI
Gli aspetti più caratteristici della sua personalità sono: la bonarietà, la superficialità, l’egoismo, un atteggiamento di distacco nei rapporti interpersonali, la psicoastenia, le alterazioni dello stato di coscienza, i disturbi della memoria, i deficit prestazionali, l’impressionabilità, l’ansia, la depressione a impronta disforica e l’apatia.
Il carattere battagliero, dispotico ed egoista, ma fondamentalmente mite e superficiale, spesso gli impedisce di raggiungere una completa autorealizzazione, rivela un Io debole, mal strutturato e la necessità di proteggersi dall’ansia con misure di fuga e di elusione.
L’ansia fobica comporta uno stato costante di allarme, comportamenti di sfida e di continua ricerca di nuovi ostacoli, di situazioni difficili e pericolose oppure atteggiamenti di passività, caratterizzati da timidezza e rifiuto del rapporto con gli altri. Su questa base, i traumi psicofisici e le conseguenti compromissioni delle capacità prestazionali, sono facilmente in grado di evocare gravi crisi d’angoscia, ansia ipocondriaca, patofobie, turbe di tipo depressivo-disforico e apatia. In questi casi la consapevolezza della propria labilità psicobiologica e l’istinto di autoconservazione lo inducono a evitare qualsiasi fonte di stress o di potenziale pericolo. Spesso non ha voglia di parlare, non vuole essere toccato, non tollera di essere consolato o compatito, ma desidera solamente essere lasciato in pace. In genere qualsiasi tentativo di avvicinamento da parte degli altri stimola la sua aggressività o lo induce a negare la sua malattia.

MODALITA'
• Peggioramento

TRAUMI; da caduta, da colpo; AMMACCATURE; scosse; scuotimento; dopo il parto; sforzi eccessivi; distorsioni. CONTATTO. Dopo il sonno. Movimento. Età avanzata. Alcool. Freddo umido. Gas di carbone. Coricato sulla parte sinistra.
• Miglioramento
Disteso e giacendo con la testa bassa o distesa.


BIBLIOGRAFIA:
- "Studio di Materia Medica Omeopatica" di Lucia Gasparini
- "Decacordi e Pentacordi" di Gladstone Clarke
- "Materia Medica e Repertorio essenziale dei medicamenti omeopatici" di Shankar Phatak
- "Materia Medica Omeopatica Sinottica - 1° vol." di Frans Vermeulen



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