Omeopatia - Casi Clinici

Aloe Socotrina. Le caratteristiche del rimedio e le principali diagnosi differenziali

Fonte: Il Medico Omeopata



aloe

Gustavo Krichesky, Docente di Materia Medica, ci propone uno studio dettagliato del rimedio Aloe socotrina. Espone brevemente tre casi clinici guariti dal rimedio; esamina la possibilità di confusione col più conosciuto Sulphur; ci illustra l’attitudine del Paziente Aloe e la sua profonda sfiducia in se stesso; infine pone a confronto il rimedio per una accurata diagnosi differenziale con: Aesculus hippocastanum, Ailanthus glandulosa, Ammonium muriaticum e Podophillum.

 

Caso clinico n. 1

Si tratta di un paziente di 43 anni, di professione cuoco. Viene a visitarsi per una litiasi biliare, di cui soffre da quattro anni. La sua storia biopatografica contiene i seguenti sintomi omeopatici:

Attacchi d’ansia. Presentimenti di morte.

Intolleranza alla contraddizione. Sussulti (Starting) causati dai rumori. Scontento di se stesso.

Paura del fallimento. Sogni di animali.

Desiderio di alcol e di stimolanti.

Diarrea di mattina, che lo costringe ad uscire dal letto.

Scopre i piedi durante il sonno. Peggiora quando digiuna.

Peggiora con il calore. Migliora mangiando.

 

Caso clinico n. 2

Si tratta di una signora di 31 anni, dise- gnatrice grafica, che viene a visitarsi per- ché affetta da anemia e da eccesso di peso (60 Kg. oltre il peso normale). I sintomi omeopatici presentati sono i seguenti:

Dolore pelvico, di tipo bearing down (pressione verso il basso), durante la mestruazione.

Debolezza, durante la mestruazione. Sensazione di “cuneo” nel retto.

Comportamento infantile. Paura della folla/moltitudine. Ipersensibilità alla musica.

Odio, con desiderio di vendetta. Desiderio di sale.

Peggioramento con il tempo nuvoloso. Peggioramento dovuto alla frutta.

 

Caso clinico n. 3

Paziente di 70 anni, autista di camion in pensione. Motivo della visita: diarrea cro- nica ed emicrania. Nella sua storia clinica sono presenti questi sintomi omeopatici:

Collera.

Disturbi dovuti a mortificazione. Cefalea: come un peso nel vertice. Cefalea dovuta all’esposizione al sole.

Cefalea   che   migliora   con   applicazioni fredde e quando chiude gli occhi.

Incontinenza rettale durante la minzione. Prolasso rettale durante la diarrea.

Desiderio di aria fresca. Peggioramento dovuto al calore.

 

Questi tre casi furono guariti  con Aloe però, all’inizio del trattamento, i pazienti ricevettero Sulphur, con scarso risultato. Aloe, infatti, rimedio caloroso che presenta congestioni, viene confuso molto facilmente con Sulphur.

 

Il trofismo di Aloe nei confronti della mucosa intestinale, con la conseguente irritazione cronica del tratto rettale, sommato alla debolezza dello sfintere anale, fa sì che il paziente Aloe soffra di diarrea, urgenza a defecare e di incontinenza rettale con feci solide. Aloe è uno dei rimedi che accusano grande pletora addominale dovuta a congestione portale. Una delle tante peculiarità di Aloe è che, nonostante la sensazione di calore che avverte nel fegato, sente freddo interiormente nell’addome, come se dall’addome dovesse nascere un brivido.

 

Due sintomi, collegati all’evacuazione, ci fanno venire subito in mente Aloe:

Calore nell’addome prima dell’evacuazione (da aggiungere nel Repertorio) Sudore freddo dopo evacuazione (da aggiungere nel Repertorio: Allen).

Succede lo stesso con altri rimedi: la Sensazione di calore nel ventre dopo aver mangiato ci fa pensare a Kali carbonicum; la Sensazione di calore e di freddo alter- nati nell’addome a Coffea cruda; la Sensa- zione di calore che sale fino al petto a Belladonna o a Sepia e, se osserviamo che il paziente Migliora rimanendo al freddo o scoprendosi, ci vengono in mente Camphora, Secale cornuta o Tabacum.

 

Congestione, distensione, flatus, senso di pienezza, febbre, pesantezza, infiammazione, sensazione di palla o di tappo o di cuneo, sensazione di movimenti interni, di pulsazione, borborigmi, punture o frecciate, crampi, senso di peso o di tensione ... queste sono alcune delle modalità più frequenti che si possono riscontrare nelle centinaia di sintomi addominali e che difficilmente sono assenti in un paziente Aloe.

 

La sua diarrea si presenta con urgenza e dopo aver mangiato (la diarrea di Ferrum metallicum si verifica durante il pasto) o, come succede a Sulphur, lo fa scappare dal letto con urgenza. Ha diarrea anche dopo una minima trasgressione dalla sua solita dieta alimentare oppure quando prende freddo d’estate o a causa del tempo umido, dell’afflizione, di un’emozione o di un’arrabbiatura: se si sdraia bocconi ottiene un miglioramento e se beve birra la diarrea si ferma e migliora anche il dolore anale.

 

Aloe, come Petroleum, presenta aumento dell’appetito durante la diarrea, però è una sua caratteristica l’incontinenza di feci formate durante il sonno (encopresi), durante la minzione o quando tenta di espellere gas.

 

Difficilmente in questo rimedio manca la patologia emorroidaria: le emorroidi si presentano “a grappolo d’uva”, sono sensibili al minimo contatto, danno prurito e sanguinano; la sintomatologia migliora con bagno in acqua fredda (al contrario di Arsenicum album, che migliora con acqua abbastanza calda). Le emorroidi di Aesculus hippocastanum si presentano senza costipazione, quelle di Aloe e di Sulphur sono accompagnate da punture all’ano e da feci diarroiche. Aloe, inoltre, soffre di protrusione emorroidaria mentre orina.

 

AESCULUS HIPPOCASTANUM

Per gli  organicisti Aesculus hippocastanum, assieme ad Aloe e a Podophyllum, forma la serie di rimedi indicati nei casi di congestione portale. Questo rimedio sviluppa una grande pletora e patologie venose ed è affine ad Aloe nel presagire il suo momento fatale, nel malumore, nell’ottundimento, per la sensazione di pienezza nell’addome (soprattutto nell’ipocondrio destro) e per il prolasso rettale durante la diarrea; invece, si differenzia nei sintomi che riguardano le mucose (oro-faringea e rettale): mucose secche, con calore, ardore, sensazione di carne viva e aspetto violaceo di carne cruda (colore che presentano anche le varici e le emorroidi: queste ultime migliorano dopo sanguinamento). Aesculus hippocastanum ha anche una sensazione di lussazione a livello sacro-iliaco o come se il sacro si stesse per spaccare.

 

Tornando ad Aloe, il suo carattere è dominato dal malumore con irritabilità e dalla misantropia. Dice Allen:

(...) Irritabile, non tollera la vista della gente. La gente gli è ripugnante. ... Antropofobia. ... Improvvisamente, una forte dimostrazione di carattere: litiga con chiunque lo contraddica e, piuttosto di cedere, preferirebbe essere fatto a pezzi.

 

La patogenesi mostra, come in pochi altri rimedi, la capacità di Aloe di suscitare sintomi guaritori in diversi sperimentatori. Riporta Allen:

(...) Prima di assumere Aloe, il soggetto aveva attitudine apprensiva, speculativa, erotica; dopo l’assunzione, era tranquillo, impassibile, contento, allegro, riflessivo, con la mente più autosufficiente; era più incline al lavoro, non aveva sonnolenza postprandiale, era contento, di umore felice verso sera. Si sentì bene tutto il giorno seguente. ... Allegro, contento, fraternizza con tutto il mondo. Grande serenità e buonumore. ... Contento del suo stato di vita; si accorge, per caso, di essere molto più felice di molta altra gente. È tranquillo e sereno.

 

Così, sembra che la somministrazione di Aloe abbia la capacità di far vedere all’esterno ciò che inizialmente lo sperimentatore sente internamente, per cui bisognerebbe inserire questo rimedio nella rubrica: Scontento, però aggiungendo una modalità che lo individualizzi e che ricordi la sua affinità per l’intestino: Scontento, quando è costipato o quando soffre di un qualche dolore. Infatti, ad Aloe succede qualcosa di simile perché, vincolato ai suoi spasmi addominali, prima di evacuare sente: Rabbia, durante la colica addominale, ed è: Violento a causa del dolore addominale. Così, nel rifiuto che prova Aloe per la presenza degli altri, troviamo il punto di riferimento dal quale sembra non potersi separare: il dolore addominale.

 

Si arrabbia molto quando è costipato e la sua irritabilità si manifesta prima di evacuare o mentre ha mal di pancia. Questi ultimi sintomi osservati in Aloe danno l’impressione che il transito intestinale (cioè le feci) sia in grado di comandare sul suo umore e ‘insudici’ la sua vita, come d’altra parte gli succede nel sonno quando: Sogna di sporcarsi con le proprie feci. Il tema di questo sogno lo perseguita anche da sveglio, perché vive nel terrore che la sua debolezza sfinterica lo tradisca e gli escano involontariamente le feci. Paradossalmente, quando vorrebbe evacuare il suo intestino, Aloe espelle solo flatus; invece, quando vorrebbe eliminare i gas intestinali, si sporca di feci, e lo stesso gli succede quando urina.

 

Anche se Aloe non è presente nelle rubriche: Ansia per la salute, Ipersensibile ai dolori e Paura delle malattie, il fatto stesso che, quando soffre di un qualsiasi dolore, diventi violento, collerico, incosciente, furioso, irritabile e infastidito dalla vita, conferma l’ipotesi che il suo umore, com’è d’altra parte noto, è influenzato dai dolori e dallo stato del suo intestino.

 

Aloe soffre di ansia ipocondriaca e la Paura della morte, la Paura dell’insicurezza in se stesso (da aggiungere nel Repertorio), che comprende la sua Paura di fallire, sono i pilastri della sua sofferenza di fondo.

 

Confuso, ottuso, indolente, smemorato, Aloe vive con due sensazioni che lo condizionano:

 

–Il tempo gli sembra troppo lungo: come se passasse troppo lentamente.

–Insicuro di se stesso.

 

Nonostante gli sembri che il tempo passi troppo lentamente, quando si sveglia crede che sia tardi; però, come succede alla sua circolazione portale che è rallentata, la pigrizia e il rifiuto del lavoro, assieme alla lentezza (da aggiungere nel Repertorio: Allen) sono alcune caratteristiche pronunciate di questo rimedio: come sentisse di avere molto tempo per fare tutto ciò che deve. Al riguardo, Allen dice: Mancanza d’inclinazione sia per il lavoro fisico che intellettuale e, invece che per il lavoro,  ha  predisposizione  per  pensieri disconnessi...

 

Per quanto riguarda la seconda sensazione, cioè l’insicurezza in se stesso, tale insicurezza lo mantiene ansioso in quanto lo fa dubitare di aver successo e gli fa temere il lavoro intellettuale, per cui diventa assorto in se stesso (curiosamente, dopo aver mangiato) e rifiuta il lavoro e tutto ciò che è inteso come esercizio men- tale. Dice ancora Allen:

 

Immediatamente dopo aver mangiato, si sedette senza parlare, senza alcun desiderio di esercizio fisico o mentale, meditando assorto in se stesso, come dopo una malattia o un accesso di collera, collera che, tuttavia, lo corrode internamente ma che, d’altra parte, non può esprimere liberamente. Nulla è in grado di catturare la sua attenzione, perché ha avversione ed è disgustato di tutto.


In Aloe, la Paura di fallire è tanto primordiale, proprio come ciò che sente davanti alla morte: evacuare, cioè “farsela addosso”, non è altro che il fallimento del suo sfintere anale. Per Aloe morire può significare il fallimento delle sue difese nella battaglia contro la  malattia,  nella sua lotta per vivere.

 

Non casuale che Aloe presenti tanti sintomi che riguardano i piedi e il camminare: come gli costasse molto “avanzare/progredire”, dato che, non- ostante sia presente nella rubrica Industrioso, tutti gli Autori classici lo descrivono come un indolente, soprattutto la mattina, per la sua grande difficoltà ad alzarsi. Dice Allen:

Ad ogni passo gli duole la testa, come se il cervello si scuotesse e fosse allentato/libero nel cranio.

 

Vediamo, invece, molto spesso che il mal di testa di Lycopodium clavatum e di Phosphorus migliora quando camminano. Aloe ha dolori alla pianta dei piedi, soprattutto se cammina sul pavimento, come avesse percorso un lungo tragitto, e ha anche prurito nelle ginocchia quando cammina. Ha freddo ai piedi, dopo aver mangiato, e freddo alla punta delle dita dei piedi.

 

La donna Aloe accusa pesantezza nell’utero quando cammina e questo può portarla a camminare con difficoltà. Sappiamo che anche China e Nux vomica sentono pesantezza nell’utero, ma il sintomo in questi due rimedi si presenta durante la mestruazione.

 

I bambini e gli anziani Aloe quando cam- minano presentano incontinenza anale, con perdita di feci.

 

Aloe è ansioso quando cammina (quando “avanza/progredisce”). Anche Silicea e Staphysagria sono presi dall’ansia quando camminano, ma questa stessa ansia migliora camminando. L’ansia di Pulsatilla e di Rhus toxicodendron migliora camminando all’aria aperta. Aloe ha vertigini camminando e, se soffre di gastralgia, questa peggiora se cammina, perché il suo stomaco percepisce i passi come fossero dei colpi.

 

Svogliato, affaticato, sfinito. Nonostante ciò, Aloe è un grande collerico. Dice Hering: Uno stato mentale facilmente eccitabile, collerico, vendicativo; non poteva tollerare la contraddizione; voleva distruggere l’oggetto della sua collera; alleviato dal tè e da leggeri stimolanti; peggiorava a mezzogiorno. Osservazioni future potranno confermare o smentire il fatto che Aloe meriti di essere aggiunto nelle rubriche Distruttività e Desiderio di rompere le cose. Allen 25: Di cattivo umore, adirato con se stesso, cosicché insulta e bestemmia.

 

Ci sono due fattori che ostacolano la concentrazione di Aloe: uno è l’ottundimento che gli provoca la sua cefalea frontale [come succede ad Aconitum napellus, a Baryta carbonica e ad Ailanthus glandulosa (Clarke)]; l’altro è un’inquietudine ansiosa, che lo distoglie dal concentrarsi (da  aggiungere  nel  Repertorio:  Allen). Aloe è anche ipersensibile al rumore, che lo fa trasalire e lo terrorizza, alla musica, che  lo  fa  tremare,  e  al  tocco  dell’area addominale (zona epatica) e dei capelli.

 

L’alternanza dei sintomi è un’altra caratteristica presente in Aloe, specialmente per quanto concerne la cefalea: 1) cefalea - sintomi uterini, 2) cefalea - sintomi addominali, 3) cefalea - diarrea, 4) cefa- lea - emorroidi, 5) cefalea - dolore lombare.

 

Altri sintomi che si alternano sono i seguenti: fiacchezza - grande attività (come Aurum metallicum, Chocolate e Calcarea silicata); attività - indolenza ed esaurimento delle forze, costipazione - diarrea, emorroidi - lombalgia, incoscienza - rabbia, memoria attiva - fiacchezza (invece Alumina, quando sente che è un altro a pensare al posto suo, alterna inattività di pensiero - grande attività); grande attività - indolenza. Aloe presenta anche una periodicità annuale (da aggiungere nel Repertorio: Allen) e si sente malato (accusando tristezza, irritabilità e costipazione) a causa del tempo caldo, umido, nebbioso, piovoso e, soprattutto, nuvoloso.

 

AILANTHUS GLANDULOSA

Aloe ha una cefalea caratteristica, che avverte pressiva alla fronte, che lo rende ottuso e lo obbliga a socchiudere gli occhi per ottenere sollievo. Anche Ailanthus glandulosa soffre di un disturbo simile e condivide con Aloe la tendenza a perdere le feci quando minge. Questo rimedio ha una predisposizione per le gravi faringiti infettive, per l’ipertermia e lo stupor con delirio mormorante e inquietudine, soprattutto dopo la soppressione delle eruzioni, come, ad esempio, dopo soppressione di un rash di colore porpora, che ha una periodicità annuale e che, fin dall’inizio, debilita il paziente. Ailanthus glandulosa è un malato confuso, che risponde in modo non corretto a domande semplici e che non riesce a ricordare fatti recenti. Forse, però, la caratteristica più importante di Ailanthus glandulosa è la sua perdita totale della memoria dal momento in cui si ammala e, nel caso ricordasse qualche fatto, sente che l’evento ricordato è successo non a lui, ma ad un altro oppure si tratta di qualcosa che ha letto. Da ricordare che Ailanthus glandulosa ha la faccia violacea e presenta midriasi, cefalea, sonnolenza, secrezioni fetide e, nelle sue false percezioni, crede che piccoli animali, come cani, ratti e serpenti, salgano sul suo letto.

 

AMMONIUM MURIATICUM

Aloe, come Ammonium muriaticum, è insicuro, collerico, taciturno, di cattivo umore, insulta, è pieno di scontentezza e di odio, ha paura della moltitudine e, a causa del suo stato di indolenza, rifiuta i propri impegni. Entrambi questi rimedi hanno l’addome disteso, con pesantezza, flatus e con la sensazione come se aves- sero la diarrea. Presentano, inoltre, diarrea alternata a costipazione, diarrea dopo aver mangiato e una sensazione di pulsazione nel retto quando sono seduti.

 

Ammonium muriaticum, poi, è un depresso incline a mortificarsi e ad ammalarsi per afflizione (che vive in silenzio, senza poter piangere, e in solitudine), con avversione per i suoi familiari; è lento, riservato, serio ed è uno dei sei rimedi che non ridono mai. È insicuro, ha paura e sente che sotto il letto c’è qualcuno: un nemico, e ha la falsa percezione che sarà assassinato; ha paura dell’oscurità e, come Natrum muriaticum, prova una certa avversione per determinate persone, migliora con la musica ed è pre- sente nella rubrica Benevolenza. Inoltre, Ammonium muriaticum è freddoloso, migliora con un bagno caldo mentre peg- giora all’aria aperta e ha la tendenza a raffreddarsi e a soffrire di faringite quando si espone ai primi freddi; sente il freddo in entrambe le scapole: come si gelassero (lo stesso succede a Capsicum) ed è l’unico rimedio che senta freddo durante la tosse. Nel torace, ha la sensazione come se, dopo averlo inghiottito, vi si fosse fermato un pezzo di pane, che non lo lascia respirare. Quando si raffredda, perde la capacità di sentire gli odori e secerne dal naso un muco denso biancastro. Anche la leucorrea della donna Ammonium muriaticum è densa e biancastra ed è tanto abbondante, che si confonde con urina. Come succede anche alla donna Aloe, durante la mestruazione ha diarrea.

 

Ammonium muriaticum provoca e guarisce i dolori ulceranti e la sensazione di contrazione nei tendini e di lussazione nelle articolazioni. Pierre Schmidt, parlando di Ammonium muriaticum, affermava che era il rime- dio che corrispondeva ai pazienti con dolori dei talloni che, per  trovare  un po’ di sollievo al dolore, non potevano smettere di frizionare i talloni sul lenzuolo. Inoltre, aggiungeva che questo rimedio corrispondeva a pazienti con reumatismo, dove i dolori scendevano dall’alto al basso.

 

Ammonium muriaticum ha tendenza all’obesità, che si manifesta all’addome, con arti magri e deboli. È anche tendenzialmente stitico e le sue feci assomi- gliano a quelle di Graphites, dove il muco copre i pezzi solidi, che sono difficili da espellere. Come abbiamo già detto, la musica lo fa stare bene (invece ad Aloe succede il contrario). Entrambi questi rimedi presentano una cefalea pressiva frontale: Ammonium muriaticum sente la testa piena soprattutto la  mattina, quando si alza, e avverte una  pressione che va dalla fronte verso la base del naso, associata alla sensazione come se il cervello avesse preso  botte.  Durante  la  cefalea, Ammonium muriaticum è irritabile, invece Aloe è ottuso. Ammonium muriaticum presenta eruzioni pruriginose di tutti i tipi, febbre e brividi senza sete e i brividi terminano in prurito (al contrario di Mezereum, dove il prurito termina con un brivido).

 

PODOPHYLLUM

Un altro rimedio che ha un forte tropismo addominale è Podophyllum. Questo rimedio condivide molti sintomi con Aloe, come dimostra il seguente quadro repertoriale:

 

–Cefalea alternata a diarrea e diarrea alternata a cefalea.

–Costipazione alternata a diarrea.

–Congestione portale.

–Diarrea, che butta giù dal letto il paziente.

–Desiderio urgente di evacuare dopo aver mangiato.

–Presentimento di morte.

–Disperazione.

–Paura che gli escano le feci quando orina.

–Debolezza dopo defecazione.

–Scariche gelatinose.

–Stati alternanti e contraddittori.

–Ipocondriasi.

 

Tutti questi dodici sintomi sono coperti sia da Aloe che da Podophyllum.

Nel piano mentale, Podophyllum manifesta ansia per la sua salute e per la sua salvezza, perché crede di aver peccato nel suo giorno di grazia e questo lo fa vivere con dispera- zione religiosa. Ha paura delle malattie. Sente come se si stesse ammalando, sente che sta per morire o che è vittima di una malattia incurabile o che una malattia car- diaca gli provocherà la morte. Come è noto, Podophyllum, oltre alle diarree e alla con- gestione portale, presenta anche un’altra caratteristica: la donna sente come se l’u- tero volesse prolassare o uscire dalla vagina durante la defecazione, con un dolore all’o- vaia destra, che si  estende  alla  faccia interna della coscia (come succede a Lilium tigrinum), alla faccia anteriore della coscia (come succede a Natrum muriaticum) e verso la schiena (come succede a Cimicifuga) e le spalle. In Aloe, il dolore genitale quasi sempre si irradia al retto, mentre in Podophyllum il dolore va dai genitali alla schiena. La pienezza addominale è avver- tita da Podophyllum soprattutto in regione epatica ed è associata alla flatulenza e a un dolore che, curiosamente, migliora quando il paziente fa delle frizioni sull’ipocondrio destro o quando flette le gambe. Assieme alla sensazione di avere il ventre infiam- mato, sente di avere (come Crocus sativa) qualcosa di vivo nell’addome.

 

Magnesia muriatica, che, a quanto afferma Boericke, è uno dei rimedi del fegato, soffre di dolori che si aggravano con il toccamento e quando il paziente si corica sul fianco destro; al contrario di quanto succede a Ptelea, i cui dolori epa- tici peggiorano quando si corica sul fianco sinistro e al contatto con i vestiti/lenzuolo, come succede a Podophyllum; è per questo motivo che cerca di scoprirsi.

 

Come abbiamo già visto, la diarrea costringe Podophyllum ad uscire dal letto (alle 5 del mattino) e non si tratta di un’unica scarica diarroica (come succede a Gambogia) bensì, di solito, sono varie scariche, che svuotano/esauriscono il paziente, il quale rimane preda di una sensazione di svenimento e di vuoto nell’addome, sensa- zione che si accompagna a crampi ai polpacci. Quando compare questa sintomatologia, la cefalea di Podophyllum sparisce.

 

Come la donna Aloe, anche quella Podophyllum è incline all’aborto spontaneo e prova un dolore, tipo bearing down (pressione verso il basso), durante la mestruazione (ma in Podophyllum, questo dolore è avvertito durante l’evacuazione delle feci). Un’altra caratteristica del paziente Podophyllum, che richiama la nostra attenzione, è che, nonostante egli sviluppi un’ipersensibilità al tocco/contatto in tutto il ventre e non tolleri che gli indumenti lo stringano, voglia sdraiarsi bocconi, perché così prova un certo sollievo (da aggiungere nel Repertorio: Vannier).

 

Come Aloe, anche Podophyllum presenta prolasso rettale durante la diarrea ed è il rimedio che, con maggior frequenza, presenta prolasso rettale. Come Podophyllum è il rimedio più soggetto al prolasso rettale, così Lilium tigrinum e Sepia sono quelli maggiormente inclini al prolasso uterino. Cause che scatenano il prolasso rettale di Podophyllum1:

 

–Debolezza.

–Parto.

–Eccitazione mentale.

–Atto di inginocchiarsi.

–Atto di stirarsi.

–Defecazione, vomito, minzione: prima, durante e dopo.

–Gravidanza e mestruazioni (durante).

 

Anche il bambino Podophyllum soffre di prolasso rettale. Voisin afferma che, se si presenta un bambino con prolasso rettale, bisogna pensare a Podophyllum. Aggiunge che questo rimedio si è guadagnato una certa fama in pediatria perché ha guarito diarree che si presentavano durante la dentizione e quasi sempre di mattina (Chamomilla: la diarrea si presenta di notte), che erano a spruzzo, di colore giallo o verde e calde. Podophyllum è utile anche quando il bambino è irritabile, gira la testa da una parte all’altra, si lamenta (come Helleborus, Lycopodium clavatum e Mercurius solubilis), grida, proprio come quando ha un dolore, e vuole essere por- tato sulle spalle (come Cina, Stannum e Stramonium). Inoltre, quando suda sulla testa, piange nel sonno, è sonnambulo ed è logorroico durante la febbre (quest’ultimo sintomo è stato preso da Nash).

 

L’alito di Podophyllum è fetido. La lingua presenta papille in rilievo (come quella di Belladonna) e conserva l’impronta dei denti. Il paziente la sente ardente e gonfia. Podophyllum non riesce a distinguere il dolce dall’acido e mantiene in bocca un gusto cattivo dopo che gli altri sintomi siano scomparsi (Aloe e Sepia sentono gusto d’inchiostro in bocca). Sintomi “come se” di Podophyllum:

 

–Come se stesse diventando strabico.

–Come se la cefalea gli raggelasse l’occipite.

–Come se la lingua, la gola e il palato fossero scottati.

–Come se mille cose si muovessero nell’addome o come se un pesce si rivoltasse dentro.

–Come se tutto il contenuto pelvico stesse per cadere.

–Come se il cuore gli salisse in gola.

–Come avesse una palla nella parte superiore dell’esofago.

 

Per quanto riguarda la sintomatologia febbrile, bisogna ricordare che Podophyllum durante la febbre ha una fame vorace (come succede a China); è da tenere presente anche la grande loquacità durante il brivido e la sonnolenza quando è in sudorazione. Podophyllum peggiora: d’estate; dopo aver mangiato o bevuto; di mattina; prima, durante e dopo aver evacuato; tocco. Migliora: con la pressione; con le frizioni, sdraiandosi sull’addome.

 

Quando un paziente è sensibile alle cattive notizie e alla musica (e questa gli provoca cefalea); è ipocondriaco; è loquace se ha la febbre; ha paura di perdere feci quando orina; è in ansia per la sua salute; crede di stare per morire; ha paura delle malattie e della morte; ha diarrea: da emozioni, quando prende freddo, durante la dentizione e quando mangia cibi solidi, questo paziente potrebbe trovare giovamento dall’assunzione di Podophyllum o di Pho- sphoricum acidum. L’ingestione di zuppe e di cibi caldi migliora i sintomi addominali di Phosphoricum acidum, invece quelli di Aloe migliorano quando il paziente si sdraia sull’addome e quelli di Podophyllum quando si sdraia sul fianco  destro  o quando applica calore sull’addome.

 

In questi rimedi, la diarrea è un sintomo frequente, ma i loro sintomi mentali sono molto diversi: Phosphoricum acidum è un individuo ottuso, si sente  in  colpa,  è deluso, vive i suoi dispiaceri in silenzio e in solitudine. È ottuso e confuso dopo le polluzioni e, in certi momenti, sente  la testa vuota e le gambe deboli: come avesse partecipato ad un’orgia e non avesse dormito abbastanza. Migliora quando ha diarrea abbondante (è presente nella rubrica: Diarrea senza debolezza). Al con- trario, Podophyllum è estenuato dalla diar- rea, anche se è in quantità minima, e si sente moribondo. La diarrea di Phosphoricum acidum migliora tutti i sintomi del paziente. Dobbiamo ricordare, però, che anche Podophyllum è presente nella rubrica: Migliorato dalla diarrea in quanto la diarrea allevia solo un sintomo di que- sto paziente: la cefalea, come succede anche ad Agaricus muscarius, Alumina, Apis e Lachnantes.

 

1. N.B.: bisogna sempre ricordare che, anche prima delle situa- zioni che andiamo a descrivere, Podophyllum era Podophyllum e che un paziente non si “trasforma” in Podophyllum solo per- ché, a scatenare il prolasso, siano stati questi motivi. [N.d.A.]





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