Omeopatia
02/08/2006
É un'Omeopatia anti-cancro questa?
CATEGORIE: Omeopatia
Carissimi Colleghi tutti,
sono stato molto contento di leggere il titolo dell'articolo "Efficacy of homeopathic therapyin cancer treatment", che ormai dovrebbe essere stato pubblicato nell'European Journal of Cancer di fine 2005. Però, quando ho dato un'occhiata al testo dell'articolo ho avuto la strana e improvvisa sensazione che ai Piani Superiori ci fosse molto rumore, un rumore che mi sembrava simile a quello che la mia immaginazione attribuirebbe a personaggi come Hahnemann, Lippe, Kent, Nash, Ghatak, Kunzli & C. che si agitano tutti insieme borbottando vivacemente ...
Io, pur sapendo molto bene di non essere neppure degno del nome di Omeopata (e non sto scherzando nello scrivere questo), non mi sarei mai sognato nè di scrivere né di pubblicare un lavoro di quel tipo e meno ancora di somministrare a dei pazienti neoplastici: Traumeel, Belladonna 7ch, 35 differenti singoli rimedi o addirittura, in un altro paziente, 71 differenti rimedi.
Se questa è la "crema" omeopatia (perché tale deve essere se con essa si cerca di curare un tumore e tale deve essere se i suoi effetti meritano addirittura la pubblicazione su una rivista specialistica internazionale), quale sarà l'omeopatia da quattro soldi? Per me è palesemente una terapia sintomatico-soppressiva ... Mi chiedo comunque a cosa serva una "cosa" di questo tipo in un paziente affetto da cancro.
Avrei accettato un articolo intitolato in modo diverso, per esempio "L'Omeopatia come terapia sintomatico-palliativa di appoggio alle terapie antineoplastiche" o qualcosa del genere.
Vedete quanto ha ragione Paolo Bellavite quando dice che dobbiamo pubblicare casi clinici veri in riviste vere? Ritorno con la mia proposta di raccogliere casi clinici Omeopatici di patologie organiche curate seriamente. Andrea Brancalion dice che le banche dati ci sono già.
Bene, allora qualcuno si incarica di raccogliere e magari di tradurre questi casi clinici da queste banche dati o da dove vuole? Io lo farei volentieri, ma non riesco a dormire meno di 4 ore per notte e quindi, almeno per ora, devo fare delle scelte.
Si potrebbe raggruppare questi casi clinici in un sito (per es quello della FIAMO, ma metto a disposizione anche il mio) suddividendoli per argomento in modo che ognuno di noi possa trovare subito ciò che gli serve. Inoltre, chiunque potrebbe fare riferimento a questa banca dati scientifica indicandola ai Colleghi allopati ...
A ben pensarci, se qualcuno mi indica passo per passo (io non sono molto acuto) come si fa a rintracciare questi articoli, posso farli raccogliere da mio figlio o chi per lui, ma poi mi servirebbe qualche volontario che me li traduca in italiano.
Amici cari, non possiamo permettere che la "Divina Omeopatia" sia così maltrattata come, SECONDO ME, avviene in quell'articolo e come a quanto pare accade ai pazienti della stra grande maggioranza degli "omeopati" del mondo.
Perdonate la mia insistenza, ma credo che:
- se l'omeopatia unicista italiana è quella che è,
- se gli allopati ci considerano quasi zero,
- se i malati non hanno capito nulla di omeopatia,
- se gli altri esponenti delle Medicine Non Convenzionali hanno proporzionatamente capito meno ancora di omeopatia,
- se fiorisce l'omeotossicologia e branche affini ...
PER ME SIGNIFICA SOLO CHE È COLPA NOSTRA PERCHÈ SIAMO NOI CHE ABBIAMO PERMESSO TUTTO QUESTO!
In genere, io non mi arrabbio molto facilmente, ma ora MI PERMETTO DI DIRE A VOI, omeopati unicisti che considero più bravi di me (e sono estremamente sincero in questemie parole): NON POTETE FARE QUALCOSA DI PIÙ?
Mi pare che a livello nazionale quelli che hanno un incarico palesemente utile per la Comunità Omeopatica si contino sulle dita delle mani e dei piedi. È ovvio che è utile anche colui che fa bene il suo lavoro nel suo ambulatorio privato, ma io ho il coraggio di chiedervi di fare qualcosa di più. Non ve lo sta chiedendo "Luigino che in questo momento si sta grattando il piedino" e non ve lo chiede neppure "Marina che si sta grattando la testina", ma ve lo chiedo io che penso di aver dimostrato di aver fatto qualche sacrificio per la Comunità Omeopatica Italiana e quindi, se me lo concedete, anche per voi. Vi ricordo con molta semplicità, ma anche con verità, che il sottoscritto, pur avendo molto lavoro in ambulatorio (molti mesi di attesa per una visita), invece di fare il suo interesse personale e andare a caccia di ricchezze, molti anni fa ha cominciato a sacrificarsi per un qualcosa che ha pensato fosse utile per il bene comune.Infatti, esattamente 10 anni fa ho costituito le Edizioni Salus Infirmorum snc iniziando da solo (non avevo neppure l'approvazione di mia moglie, ma solo la sua sopportazione!) e sono partito con soli 10 milioni di lire in tasca. Non ho ancora capito se ho lavorato bene o male, ma Dio mi è testimone che ho dato il massimo che sapevo dare senza prelevare alcun guadagno per me o essermi mai gloriato di quanto ho fatto. Ho lavorato di giorno e di notte, di sabato e di domenica, in vacanza e in ospedale, ... e in 10 anni penso di aver tradotto più di 15.000 pagine in circa 70 libri ... guadagnando per ora circa 20-25.000,00 euro di debito. Non c'è qualche altro idealista in giro per l'Italia che ha il coraggio di fare più o meno la stessa cosa?
L'Omeopatia attuale ha bisogno di lavoro, non di parole.
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